Usa. Midollo osseo come stimolo per la produzione di cellule nervose
Alcune cellule del midollo osseo, molto probabilmente cellule staminali, riescono a entrare nel cervello umano e produrre nuove cellule nervose. La scoperta e' di un gruppo di studiosi americani e potrebbe portare a comprendere come curare malattie del sistema nervoso come il Parkinson e l'Alzheimer dove c'e' una progressiva perdita di neuroni in alcune aree cerebrali.
La ricerca, condotta da Eva Mezey dell'Istituto Nazionale Americano per le Malattie Neurologiche, e' stata pubblicata sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences. Gli studiosi hanno esaminato il tessuto cerebrale proveniente dalle autopsie di 4 donne, due donne e due bambine, le quali avevano ricevuto un trapianto di midollo da uomini per curare una forma di leucemia. La ricerca delle cellule nervose provenienti dal donatore e' stata agevole perche' queste erano contrassegnate dal cromosoma maschile XY al contrario di quelle proprie delle malate riconoscibili con XX. La maggior parte delle cellule nervose di derivazione midollare e rintracciate nel cervello umano erano cellule di supporto (glia), ma e' stato individuato anche un piccolo numero di neuroni di sicura provenienza del donatore. Le cellule staminali midollari, secondo i ricercatori, avrebbero dunque la capacita' di migrare in ''aree di necessita'" del cervello dove, una volta raggiunta la sede opportuna, sono in grado di ricevere gli stimoli necessari per trasformarsi in altre cellule. Il numero delle cellule cerebrali derivate dal midollo osseo era basso, tuttavia per la prima volta e' stato osservato il fenomeno che potrebbe aprire la strada ad altre ricerche. Dai risultati inoltre, e' emerso che nella paziente piu' giovane il numero di neuroni derivati dal midollo era il piu' alto, a dimostrazione del fatto che un cervello giovane offre piu' possibilita' di sviluppo e rigenerazione rispetto ad uno piu' vecchio.
Si tratta ora di comprendere quali segnali danno il via alla migrazione delle cellule staminali midollari e alla modificazione di queste in altri tipi di cellule. ''Siamo solo all'inizio'', ha commentato Mezey, ma la ricerca potra' aiutare a comprendere i meccanismi che danno il via alla trasformazione delle cellule; e questo potra' dare un aiuto anche a quelle malattie come il Parkinson dove vi sono numerosi neuroni che vanno perduti ma che potrebbero essere rimpiazzati.
La ricerca, condotta da Eva Mezey dell'Istituto Nazionale Americano per le Malattie Neurologiche, e' stata pubblicata sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences. Gli studiosi hanno esaminato il tessuto cerebrale proveniente dalle autopsie di 4 donne, due donne e due bambine, le quali avevano ricevuto un trapianto di midollo da uomini per curare una forma di leucemia. La ricerca delle cellule nervose provenienti dal donatore e' stata agevole perche' queste erano contrassegnate dal cromosoma maschile XY al contrario di quelle proprie delle malate riconoscibili con XX. La maggior parte delle cellule nervose di derivazione midollare e rintracciate nel cervello umano erano cellule di supporto (glia), ma e' stato individuato anche un piccolo numero di neuroni di sicura provenienza del donatore. Le cellule staminali midollari, secondo i ricercatori, avrebbero dunque la capacita' di migrare in ''aree di necessita'" del cervello dove, una volta raggiunta la sede opportuna, sono in grado di ricevere gli stimoli necessari per trasformarsi in altre cellule. Il numero delle cellule cerebrali derivate dal midollo osseo era basso, tuttavia per la prima volta e' stato osservato il fenomeno che potrebbe aprire la strada ad altre ricerche. Dai risultati inoltre, e' emerso che nella paziente piu' giovane il numero di neuroni derivati dal midollo era il piu' alto, a dimostrazione del fatto che un cervello giovane offre piu' possibilita' di sviluppo e rigenerazione rispetto ad uno piu' vecchio.
Si tratta ora di comprendere quali segnali danno il via alla migrazione delle cellule staminali midollari e alla modificazione di queste in altri tipi di cellule. ''Siamo solo all'inizio'', ha commentato Mezey, ma la ricerca potra' aiutare a comprendere i meccanismi che danno il via alla trasformazione delle cellule; e questo potra' dare un aiuto anche a quelle malattie come il Parkinson dove vi sono numerosi neuroni che vanno perduti ma che potrebbero essere rimpiazzati.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti