Usa. Il morbo di Huntington e le staminali
Una molecola naturalmente prodotta dall'organismo, il fattore di crescita dei fibroblasti, sembra efficace contro il morbo di Huntington, come dimostrano incoraggianti esperimenti su topi con questa malattia. Diretti da Lisa Ellerby del californiano Buck Institute for Age Research, gli esperimenti hanno mostrato che iniezioni del fattore di crescita dei fibroblasti 2 (FGF-2) allungano la vita dei topi malati e inducono la riparazione del danno neurologico tipico della malattia.
Secondo quanto riferito sulla rivista dell'Accademia delle Scienze Statunitense, PNAS, questo approccio potrebbe suggerire una terapia efficace per i pazienti, ma servono ovviamente sperimentazioni cliniche adeguate.
Il morbo di Huntington e' una malattia neurodegenerativa con cause genetiche. La presenza di una proteina difettosa, l'huntingtina, causa danno neurologico, morte di cellule nervose e conseguenti problemi motori e cognitivi. La malattia si aggrava progressivamente e tuttora e' orfana di cure efficaci.
Gli esperti hanno testato iniezioni del fattore di crescita dei fibroblasti sui topolini modello sperimentale del morbo. Le iniezioni non solo sono riuscite a diminuire la morte dei neuroni contrastando l'accumulo di hungtintina al loro interno, ma hanno anche promosso la riparazione del danno per proliferazione di novi neuroni a partire da cellule staminali adulte presenti nel cervello degli animali. Rallentamento del danno e crescita di nuovi neuroni, hanno concluso gli esperti, sono le chiavi per la terapia ottimale contro il morbo di Huntington, quindi questi risultati preclinici lasciano ben sperare per possibili applicazioni sui pazienti.
Secondo quanto riferito sulla rivista dell'Accademia delle Scienze Statunitense, PNAS, questo approccio potrebbe suggerire una terapia efficace per i pazienti, ma servono ovviamente sperimentazioni cliniche adeguate.
Il morbo di Huntington e' una malattia neurodegenerativa con cause genetiche. La presenza di una proteina difettosa, l'huntingtina, causa danno neurologico, morte di cellule nervose e conseguenti problemi motori e cognitivi. La malattia si aggrava progressivamente e tuttora e' orfana di cure efficaci.
Gli esperti hanno testato iniezioni del fattore di crescita dei fibroblasti sui topolini modello sperimentale del morbo. Le iniezioni non solo sono riuscite a diminuire la morte dei neuroni contrastando l'accumulo di hungtintina al loro interno, ma hanno anche promosso la riparazione del danno per proliferazione di novi neuroni a partire da cellule staminali adulte presenti nel cervello degli animali. Rallentamento del danno e crescita di nuovi neuroni, hanno concluso gli esperti, sono le chiavi per la terapia ottimale contro il morbo di Huntington, quindi questi risultati preclinici lasciano ben sperare per possibili applicazioni sui pazienti.
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