Usa. Mucche clonate, geneticamente modificate per resistere alla Bse
Un gruppo di scienziati del Virginia-Maryland Regional College of Veterinary Medicine (VMRCVM), sta cercando di clonare una serie di mucche che siano geneticamente resistenti alla Bse, cioe' il morbo della mucca pazza.
Questo esperimento deriva dalla necessita' di limitare il piu' possibile i rischi economici e medici di questa malattia, dopo il primo caso segnalato negli Usa. Will Eyestone, professore associato della Large Animal Clinical Sciences e Bill Huckle, professore associato di scienza biomedica, stanno conducendo questo studio con la speranza di capire la disfunzione delle molecole che provocano questa patologia.
Generalmente infatti, le malattie sono dovute a una riproduzione incontrollata di batteri, virus, funghi o protozoi, che si insinuano nelle cellule o in altre parti dell'organismo, infettandolo. Ma per la Bse il discorso e' diverso. Questo morbo infatti, e' dovuto ad una particolare proteina, chiamata prione, che generalmente vive indisturbata in tutti i mammiferi. Come spiega Eyestone pero', sembra che i prioni, quando risiedono nel sistema nervoso, possono diventare particelle patogene e dare luogo al morbo. Nel caso poi della contaminazione umana, accade che i prioni sani vengono a contatto con quelli malati attraverso il cibo, e scatenano le gravi conseguenze neuorologiche del caso.
L'obbiettivo quindi, e' cercare di clonare una mucca che non sia in grado geneticamente di esprimere questa proteina, e quindi di non contrarre il morbo in caso di contatto con prioni malati. L'aspetto strano della faccenda e' che non si conosce realmente quale sia l'attivita' dei prioni nell'organismo, perche' le ricerche condotte su topi fino ad ora non hanno risolto questo dilemma. Ora, sulle mucche, si spera di riuscire a capirne di piu'; per esempio se la mancanza di prioni influisce sulle normali funzioni vitali.
L'esperimento e' stato finanziato dal National Institute of Health; per la fine del 2004 si spera di ottenere la prima mucca clonata, e poi verra' dato il via agli esami comparativi.
Questo esperimento deriva dalla necessita' di limitare il piu' possibile i rischi economici e medici di questa malattia, dopo il primo caso segnalato negli Usa. Will Eyestone, professore associato della Large Animal Clinical Sciences e Bill Huckle, professore associato di scienza biomedica, stanno conducendo questo studio con la speranza di capire la disfunzione delle molecole che provocano questa patologia.
Generalmente infatti, le malattie sono dovute a una riproduzione incontrollata di batteri, virus, funghi o protozoi, che si insinuano nelle cellule o in altre parti dell'organismo, infettandolo. Ma per la Bse il discorso e' diverso. Questo morbo infatti, e' dovuto ad una particolare proteina, chiamata prione, che generalmente vive indisturbata in tutti i mammiferi. Come spiega Eyestone pero', sembra che i prioni, quando risiedono nel sistema nervoso, possono diventare particelle patogene e dare luogo al morbo. Nel caso poi della contaminazione umana, accade che i prioni sani vengono a contatto con quelli malati attraverso il cibo, e scatenano le gravi conseguenze neuorologiche del caso.
L'obbiettivo quindi, e' cercare di clonare una mucca che non sia in grado geneticamente di esprimere questa proteina, e quindi di non contrarre il morbo in caso di contatto con prioni malati. L'aspetto strano della faccenda e' che non si conosce realmente quale sia l'attivita' dei prioni nell'organismo, perche' le ricerche condotte su topi fino ad ora non hanno risolto questo dilemma. Ora, sulle mucche, si spera di riuscire a capirne di piu'; per esempio se la mancanza di prioni influisce sulle normali funzioni vitali.
L'esperimento e' stato finanziato dal National Institute of Health; per la fine del 2004 si spera di ottenere la prima mucca clonata, e poi verra' dato il via agli esami comparativi.
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