Usa negano invio di 600 soldati anti-narcos: "sono 120"

L'ambasciata statunitense a Panama ha smentito una ricostruzione del New York Times secondo cui il Pentagono avrebbe iniziato a inviare in America Latina circa 600 soldati del battaglione della 10ª Divisione di Montagna, di stanza a Fort Drum, nello Stato di New York, nell'ambito dell'espansione della campagna anti-cartelli voluta dall'amministrazione Trump.
Secondo la ricostruzione del quotidiano statunitense, ripresa da The Hill, i primi militari del battaglione sarebbero destinati a un nuovo centro di addestramento nella giungla panamense, per poi essere coinvolti in ulteriori esercitazioni in Colombia e Honduras. Il New York Times, citando fonti militari anonime, ha definito l'operazione come una delle più rilevanti presenze militari statunitensi nella regione dalla fine della Guerra Fredda.
L'ambasciata Usa a Panama ha però reagito duramente. In un comunicato diffuso mercoledì 14 ottobre, ha definito "categoricamente falsa" la cifra di 600 soldati, precisando che si tratta in realtà di 120 militari della 10ª Divisione di Montagna, impegnati in un corso di addestramento della durata di due settimane presso la base aeronavale Cristóbal Colón, l'ex Fort Sherman. Al termine del corso, fissato per domenica 25 ottobre, i militari rientreranno alla base di partenza di Fort Drum.
Secondo quanto riferito dall'ambasciata, il centro di addestramento nella giungla panamense è operativo da oltre un anno come scuola ufficialmente riconosciuta dall'esercito statunitense, dove istruttori americani e panamensi formano congiuntamente i militari su tecniche di sopravvivenza e operazioni in ambiente di giungla. I soldati che partecipano al corso non rimangono sul territorio panamense al termine dell'addestramento, ma tornano alle rispettive unità di origine.
L'ambasciatore statunitense Kevin Cabrera, nel corso di una conferenza stampa, ha ribadito la definizione di "categoricamente falsa" riferita alla notizia del New York Times e ha criticato il quotidiano per aver pubblicato l'informazione senza prima verificarla con la sede diplomatica. Cabrera ha inoltre chiarito che il personale militare statunitense si trova nel Paese nell'ambito di accordi di addestramento e cooperazione concordati in precedenza, su invito delle autorità panamensi.
Altri militari statunitensi parteciperanno a esercitazioni regionali, tra cui Southern Vanguard, manovra bilaterale e multilaterale annuale sponsorizzata dal Comando Sud (Southcom) che si svolge in Perù. Il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha promosso l'iniziativa attraverso la Americas Counter Cartel Coalition, la coalizione regionale di 19 Paesi lanciata dall'amministrazione Trump per contrastare il narcotraffico. Alcuni funzionari militari hanno inoltre spiegato che i soldati potrebbero fornire supporto a unità speciali americane durante operazioni contro trafficanti di droga.
Pur contestando il numero di militari riportato, l'ambasciata non ha smentito il quadro più ampio descritto dal New York Times, secondo cui diverse centinaia di soldati della stessa divisione sarebbero destinati anche a un nuovo comando per le operazioni nell'emisfero occidentale, con sede a Miami. Resta dunque irrisolto, secondo le ricostruzioni giornalistiche successive, il rapporto tra il contingente attualmente impegnato nel corso di addestramento e il più ampio dispiegamento di truppe descritto dal quotidiano statunitense.
Panama, che dal 1990 non dispone di un proprio esercito, aveva ampliato le visite temporanee e rotative di truppe statunitensi sul proprio territorio con un memorandum firmato nell'aprile 2025.