Usa. Nel liquido amniotico cellule staminali come quelle embrionali
Il liquido amniotico potrebbe rappresentare una fonte alternativa di cellule staminali per la medicina rigenerativa, potenzialmente migliori sia delle adulte sia delle embrionali. Al suo interno ci sarebbe, infatti, un nuovo tipo di cellule staminali a uno stadio intermedio tra embrionali e adulte e con al suo attivo gli aspetti vantaggiosi di entrambe.
E' la scoperta che corona sette anni di accurati lavori diretti da Anthony Atala della Wake Forest University a Winstom-Salem, Usa, che insieme a Paolo De Coppi, ha isolato le nuove cellule staminali dal liquido scartato dopo l'amniocentesi, il test per rilevare eventuali malattie del nascituro.
Secondo quanto reso noto sulla rivista Nature Biotechnology, le nuove cellule, battezzate 'staminali derivate dal liquido amniotico', sono potenzialmente utilissime in medicina rigenerativa poiche' si isolano facilmente, si moltiplicano in fretta raddoppiando in 36 ore e sembrano versatili come quelle dell'embrione. Infatti, si possono trasformare in molti tipi cellulari adulti che poi, sia in vitro che su animali, sono risultati funzionali come normali cellule adulte.
E se in quanto a versatilita' si tratterebbe di staminali somiglianti a quelle dell'embrione, le cellule del liquido oltre alla facile reperibilita' hanno vantaggi aggiuntivi: non richiedono cellule nutrici come guida, non producono tumori, quindi non sono pericolose.
'Si sa da decenni spiega Atala che sia la placenta sia il liquido amniotico contengono delle cellule progenitrici derivanti dall'embrione in sviluppo, ma noi ci siamo chiesti se tra queste cellule potessimo catturare anche cellule staminali vere e proprie e la risposta e' stata affermtiva'.
Il team di Atala ha infatti scoperto nel liquido amniotico un piccolo numero di queste nuove staminali, che appaiono a uno stadio intermedio tra le staminali adulte e le embrionali e sembrano piu' vantaggiose delle une e delle altre. L'equipe e' poi riuscita a trasformarle in tutti i principali tipi cellulari del corpo umano.
Infatti, come solo con le cellule embrionali si puo' fare, le staminali del liquido amniotico possono esser trasformate in laboratorio in molte cellule adulte, corrispondenti a ciascuno dei tre tessuti basilari dell'embrione: cellule muscolari, ossee, sanguigne, nervose, di grasso ed epatiche.
Le cellule adulte da esse ottenute sono sane e funzionanti.
Per esempio, racconta Atala, le cellule nervose prodotte a partire dalle nuove staminali, impiantate nel cervello di topolini malati, hanno ripopolato le aree cerebrali degenerate.
Le cellule ossee hanno ricostruito il tessuto osseo in topi e quelle epatiche si sono dimostrate capaci di produrre urea.
La loro pronta disponibilita' (basta recuperarle dall'amniocentesi) e facilita' di crescita, le rende una fonte di cellule alternativa potenzialmente utile in medicina rigenerativa.
Teoricamente, secondo Atala, una banca con 100 mila esemplari di queste staminali potrebbe supplire la necessita' del 99% degli americani con perfetta compatibilita' genetica per il trapianto.
COMMENTI
Apre una speranza concreta di superare il grande scoglio della ricerca sugli embrioni, la scoperta di cellule staminali embrionali nel liquido amniotico pubblicata su Nature Biotechnology: ne e' convinto Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di biologia dello sviluppo dell'universita' di Pavia e direttore scientifico del Policlinco San Matteo di Pavia.
Il risultato pubblicato oggi, ha osservato l'esperto, e' il frutto di una sperimentazione molto lunga e che si basa su dati molto consistenti. 'E' una ricerca che testimonia come la biologia cellulare stia mantenendo tutte le promesse, compiendo passi in avanti ogni giorno', ha aggiunto. Poter prelevare cellule staminali embrionali nel liquido amniotico significa avere a disposizione una quantita' di cellule tale da coprire tutti i tipi immunologici.
'Questo significa - ha detto ancora - che basterebbe una banca di 100.000 campioni di liquido per l'intera popolazione mondiale. Potremmo dire che a questo punto la medicina rigenerativa puo' superare grandi sfide'.
Il risultato pubblicato oggi, ha proseguito, 'e' anche un esempio di come la comunita' scientifica si stia organizzando per superare lo scoglio della ricerca sugli embrioni'. Un risultato, ha concluso Redi, che induce a 'guardare con ottimismo ai prossimi anni' e a ricordare che la biologia delle cellule staminali e' uscita dai laboratori appena dieci anni fa: 'e' un aspetto che i decisori politici dovrebbero considerare, assegnando finanziamenti adeguati'.
'E' una scoperta di cui rallegrarsi, una svolta attesa. Mi congratulo con i ricercatori per aver dimostrato come sia possibile far progredire la medicina senza danneggiare gli embrioni'. Lo dichiara in un'intervista a 'La Stampa' il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute riferendosi alla recente scoperta che dal liquido amniotico si possono estrarre cellule staminali.
'In questo modo -afferma Barragan- viene rispettato il principio che la Chiesa ha sempre tenuto fermo: si garantisce e tutela sia la vita del ricevente che del donatore'. 'Da tempo si parlava di staminali dal cordone ombelicale, ma cio' che e' stato scoperto e' un progresso, un passo in avanti molto significativo ed eticamente ammissibile perche' non si fa danno a nessun organo e non si discrimina la vita. La Chiesa non e' oscurantistica ed e' sempre pronta ad accogliere i veri progressi scientifici -spiega- quelli cioe' che non minacciano ne' manipolano le fonti di vita. Dai miei studi di biologia e teologia ho appreso che Dio ci ha dato la natura per vivere di essa, quindi il progresso che non sia un regresso per l'umanita' e' qualcosa di cui gioire'.
'L'embrione -continua Barragan- non va trattato come semplice materiale di sperimentazione, o come oggetto di manipolazioni nell'ambito dell'ingegneria genetica, quando si procede senza nessun rispetto della vita come tale. Noi diciamo si' all'ingegneria genetica purche' rispetti la vita, anche degli embrioni. Siamo per la ricerca scientifica al servizio del malato -aggiunge- come nel caso di questa ottima scoperta. Ogni autentico progresso nel campo delle staminali non puo' che essere incoraggiato, purche' rispetti sempre i diritti e la dignita' della persona fin dal suo concepimento. Nessuno puo' arrogarsi la facolta' di distruggere o di manipolare indiscriminatamente la vita dell'essere umano. Ma oggi - conclude - e' ancora piu' evidente che fede e scienza non sono affatto in contrasto'.
"E' la dimostrazione che scienza e etica possono camminare insieme". Cosi' il senatore teodem della Margherita Luigi Bobba commenta, in un'intervista su 'Repubblica', la scoperta effettuata da alcuni scienziati americani che hanno individuato nel liquido amniotico una possibile fonte per ricavare le cellule staminali.
Il senatore Dl, ex presidente delle Acli e uno dei promotori del fronte astensionista durante la campagna elettorale per il referendum sulla fecondazione assistita nel 2005, lancia poi una frecciata al ministro per la Ricerca: "Adesso Mussi ne prenda atto: le risorse europee non possono essere utilizzate per la sperimentazione delle cellule staminali, il cammino della scienza- ha aggiunto Bobba- ha dimostrato che se ne puo' fare a meno".
Il senatore della Margherita ha poi spiegato come "noi siamo sempre stati per una scienza che non sia in contraddizione con la vita", per questo per Bobba e' necessario "tenere ferma un'etica del limite, che non si puo' pensare di curare la vita distruggendone un'altra". Quello che deve fare il governo e' quindi "porre il veto- ha concluso Bobba- perche' l'Ue non finanzi la distruzione delle cellule embrionali".
"Finanziamo la scienza, sara' lei, con i suoi progressi a risolvere i problemi etici che al momento ci sembrano insormontabili". Questo e' quanto afferma Ignazio Marino, senatore Ds e presidente della commissione Sanita', sulle pagine di "Repubblica" commentando la scoperta di alcuni scienziati americani sulla possibilita' di ricavare cellule staminali anche dal liquido amniotico. Per il senatore diessino quindi e' importante dare fiducia alla scienza: "Per risolvere i dilemmi etici in questo campo- sottolinea Marino- occorre puntare con convinzione sulla ricerca, erogando finanziamenti, non siamo solo noi- conclude il senatore Ds- ma gli stessi ricercatori americani a chiedere maggiori fondi per approfondire gli esperimenti".
"Bisognera' vedere ora i costi, l'organizzazione, la riconducibilita' della tecnica, ma certamente e' una gran buona notizia di inizio 2007". Cosi' il genetista prof. Bruno Dallapiccola, direttore del'istituto Mendel di Roma commenta la ricerca americana che ha isolato cellule staminali nel liquido amniotico. "E' una ricerca non originale perche' se ne parla da tre quattro anni. Ci sono vari gruppi di ricercatori nel mondo che stanno studiando la presenza di queste cellule che come e' ovvio sono presenti anche nel liquido amniotico, come in tutti i tessuti umani.
Questa ricerca pero' ha portato una novita' perche' e' stato fatto uno studio sistematico dimostrando che sono cellule multipotenti in grado, sotto stimoli specifici, di diventare tessuti con un grande interesse di prospettiva terapeutica. In aggiunta sono stati anche fatti studi su animali (topo) dimostrando una grande capacita' rigenerativa di cellule e, quindi, vanno nella direzione giusta".
Dallapiccola, infatti, ricorda che "visto i risultati che non sono venuti nell'applicazione terapeutica all'uomo dopo 10 anni di ricerca sulle cellule staminali embrionali, mi aspettavo infatti che la ricerca nel settore avrebbe un giorno portato ad un'altra fonte di cellule staminali con caratteristiche embrionali. Questo risultato quindi - aggiunge Dallapiccola - va nella direzione giusta".
Ci sono problemi comunque che vanno chiariti. "Negli Stati Uniti c'e' una disponibilita' di 4 milioni di liquidi amniotici e se la tecnica funzionera', sara' possibile una riserva per tutti i bisogni. In Italia ci sono 600 cordoni ombelicali disponibili all'anno, ma occorre verificare ancora quanto sia riconducibile la tecnica - e' credo che lo sia - quanto e' possibile recuperare i liquidi amniotici (e cio' e' possibile) ma e' meno chiaro quanto costera' l'applicazione di questa tecnologia".
Il genetista comunque non paventa rischi etici dalla nuova tecnica. "Il prelievo del liquido amniotico e' iniziato negli anni '70 e oggi nel nostro paese si fanno 100-120 mila prelievi amniotici all'anno. E' una tecnica tranquilla anche se c'e' una probabilita' di aborto di 1 caso su 100. La prospettiva e' quindi importante, con una potenzialita' enorme come terapia".
Dichiarazione dell'on. Donatella Poretti, segretaria della Commissione Affari sociali della Camera:
Da piu' parti arrivano gli elogi alla scoperta delle cellule staminali totipotenti rinvenute nel liquido amniotico, come il possibile superamento delle controversie religiose sulle uniche staminali totipotenti che fino ad oggi si conoscevano, quelle embrionali. E' una scoperta definitiva che mette una pietra tombale sulla clonazione terapeutica? Non lo so. Gia' si e' fatto sentire il direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare e Genetica Umana dell'Universita' Cattolica di Milano, prof. Roberto Colombo, che rileva anche in questa procedura dei problemi deontologici ed etici: nel prelievo sarebbe alto il rischio di danneggiare il feto, provocandone anche l'aborto (mentre si preferirebbe, in nome della sacralita' dell'embrione, buttare nella spazzatura gli embrioni sovrannumerari da tecniche di fecondazione assistita). La questione, quindi, non e' al momento cosi' lineare, per cui appare strumentale e antiscientifica la prevedibile mano pesante del Vaticano, che con il suo papa fa sapere che "i tentativi di legittimare la clonazione umana per ipotetici fini terapeutici sono pericoli per la pace". Altrettanto effetto fa l'eco di alcuni parlamentari di Forza Italia dell'associazione "Valori e Liberta'" che chiedono il cambio della posizione italiana in sede comunitaria rispetto alla ricerca con le staminali embrionali.
In questo ambito di dubbi, una cosa io so con certezza: questa scoperta e' stata possibile grazie al finanziamento di una ricerca scientifica che e' libera, senza condizionamenti ideologici e religiosi, ed e' stata fatta in un Paese, gli Usa, dove le leggi -come invece accade in Italia- non dicono qual e' la ricerca buona e quella cattiva; e quand'anche si accendono confronti duri sull'uso o meno delle staminali embrionali, non sono per vietarne la ricerca, ma solo sull'opportunita' o meno che abbiano contributi pubblici.
Un commento alla scoperta di cellule staminali contenute nel liquido amniotico. Justo Aznar, direttore del Dipartimento di Biopatologia Clinica all'ospedale universitario La Fe di Valencia, dice di non credere che per ora queste cellule staminali servano a curare, ma "possono essere molto utili nelle sperimentazioni biomediche che oggi si realizzano con cellule staminali embrionali, le quali non sono eticamente ammissibili". Il dottor Aznar, che e' anche professore di Bioetica dell'Universita' Cattolica di Valencia, nonche' membro dell'Accademia Pontificia per la Vita, ha spiegato ad Europa Press che "al momento, non pare fattibile che le cellule staminali ottenute dal liquido amniotico possano curare direttamente pazienti con varie malattie", poiche' le cellule ottenute possono provenire da un individuo diverso dalla persona cui si pratica il trapianto cellulare, e quindi esiste il problema del rigetto, allo stesso modo di un trapianto d'organo eterologo. Ha ricordato che gli autori della scoperta propongono "la creazione di banche universali di cellule staminali da liquido amniotico cui potrebbe accedere qualunque paziente per fruire delle cellule". Ma il professore rileva che quest'idea "teoricamente fattibile", non e' facile da conseguire poiche' bisognerebbe disporre di numerosi campioni di liquido amniotico. A questo proposito, ha precisato che la tecnica per ottenere le cellule staminali dal liquido amniotico si realizza tramite amniocentesi che "e' di per se' rischiosa, sia per la madre sia per il feto". E nemmeno questo gli "sembra eticamente corretto".
Una scoperta che 'colmerebbe la diversita' finora esistente tra le caratteristiche scientifiche delle cellule staminali embrionali e quelle dell'adulto'. Cosi' il prof. Antonio Spagnolo, dell'Istituto di bioetica dell'Universita' Cattolica di Roma, definisce l'annuncio di alcuni ricercatori americani di aver isolato un serbatoio di cellule staminali 'pluripotenti', cioe' capaci di generare tutti i principali tessuti umani, nel liquido amniotico.
'Le cellule staminali del liquido amniotico - afferma Spagnolo in una dichiarazione al Servizio informazione religiosa della Chiesa italiana - sarebbero molto simili a quelle embrionali, e consentirebbero quindi di superare il problema attuali riguardo alle cellule staminali adulte'.
Nonostante la 'positivita' ed eccezionalita'' della ricerca, l'esperto invita comunque alla 'cautela'. 'In primo luogo - spiega - bisognera' dimostrare che questo tipo di cellule siano una reale alternativa alle cellule staminali embrionali, e poi verificare come queste cellule siano state prelevate'. 'Un conto e', infatti - aggiunge -, se esse provengano dai residui di liquido amniotico non utilizzato di donne che si siano sottoposte alla diagnosi prenatale in seguito a indicazioni diagnostiche, un altro e' se i ricercatori abbiano sottoposte le donne al prelievo unicamente per prelevare cellule staminali, con il rischio che una donna in gravidanza su cento vada incontro all'aborto'.
Prelevare il liquido amniotico dalle donne gravide, allo scopo di ottenere un nuovo tipo di cellule staminali chiamate 'staminali del liquido amniotico', e' una procedura 'non esente da problemi deontologici, etici e medico- legali'. Ad affermarlo e' Roberto Colombo, direttore del laboratorio di genetica umana all'Universita' Cattolica di Milano.
'E' noto da studi multicentrici internazionali - spiega Colombo - che il rischio di danneggiare il feto durante le manovre richieste o di provocarne l'aborto non e' trascurabile, e cresce con il diminuire dell'eta' gestazionale in cui viene eseguito il prelievo del liquido amniotico. La proposta di un' applicabilita' generale di questa via per ottenere cellule staminali - aggiunge Colombo - che siano a disposizione del nascituro o donabili ad altri soggetti, ed ancor piu' nel caso di ricerche non direttamente terapeutiche, deve essere attentamente valutata tenuto conto del rischio per la salute e la vita del feto che essa comporta'.
Il prelievo del liquido amniotico, a cui dal 1995 al 2000 si e' sottoposto il 23,4% delle donne che hanno partorito (dati dell'Istituto Superiore di Sanita'), permette di controllare, durante la gravidanza, se il feto sia affetto da malattie come la sindrome di Down, la sordita' congenita o il ritardo mentale.
La Societa' Italiana Diagnosi Prenatale stima che il rischio che questo esame provochi un aborto sia di circa 1 caso ogni 200.
In Italia, lo studio pubblicato su Nature ha sollevato commenti positivi da piu' fronti, compresi quelli di Ignazio Marino, chirurgo e presidente della Commissione sanita' del Senato, e di Angelo Vescovi, direttore del centro per la ricerca sulle staminali all'Ospedale San Raffaele di Milano, i quali hanno sostenuto che il prelievo del liquido amniotico puo' essere una valida alternativa che permette di superare i problemi etici posti dal prelievo di cellule staminali dagli embrioni.
Stop alla ricerca sulle cellule embrionali. Questa in sostanza la posizione di Isabella Bertolini, deputata di Forza Italia.
"La scoperta della presenza di cellule staminali nel liquido amniotico- continua Bertolini, con le fondatrici dell'associazione 'Valori e Liberta' Patrizia Paoletti Tangheroni, Gabriella Carlucci, Licastro Scardino e Laura Bianconi- dimostra che tutela della vita e ricerca scientifica non sono assolutamente incompatibili". Durante il referendum sulla legge 40, "ci avevano tacciato di oscurantismo- continuano le parlamentari azzurre- di bloccare la ricerca scientifica sull'altare di un conservatorismo intriso di integralismo religioso, invece avevamo ragione noi".
Oggi scopriamo, infatti, "che la nostra difesa della vita presente nelle cellule embrionali- spiegano le fondatrici di 'Valori e Liberta'- era assolutamente legittima ed aveva un fondamento strettamente scientifico". Per il governo, quindi, una richiesta "si tenga conto di tale rilevantissima novita', la posizione dell'Italia a livello europeo deve cambiare radicalmente- concludono- il ministro Mussi deve impedire che l'Italia contribuisca allo scempio di programmi di ricerca che utilizzino, a questo punto senza alcun motivo, le cellule embrionali".
Le scelte del governo Prodi in Europa in merito alle staminali, gridano vendetta". Lo afferma Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito, commentando la scoperta di cellule staminali totipotenti, come quelle embrionali, nel liquido amniotico.
"E' l'ennesima prova che per curare le persone e per far progredire la scienza, non c'è alcun bisogno di trasformare l'essere umano in cavia e di praticare la vivisezione su di esso.
E' l'ennesima prova, insomma, che uccidere embrioni a fini 'terapeutici' è un delitto del tutto ingiustificato dal punto di vista scientifico".
"E dunque - aggiunge Pedrizzi - è anche l'ennesima prova che la legge 40 è giusta, essendo espressione della scienza che accetta di farsi guidare dall'etica, mettendosi al servizio dell'essere umano; e non dello scientismo che, in un vero e proprio delirio faustiano di onnipotenza, si pone al di sopra dell'etica e mette l'essere umano al suo servizio. Come è l'ennesima prova - sottolinea l'esponente di AN - che le scelte di Mussi e del governo Prodi in Europa, che hanno consentito il finanziamento delle sperimentazioni sulle cellule staminali embrionali, gridano vendetta".
"Tuttavia, - prosegue - non è vero che il prelievo delle cellule staminali presenti nel liquido amniotico sia esente da controindicazioni etiche: si tratta di tecniche rischiose per la vita dell'embrione e del feto. Per cui occorre procedere con molta cautela, continuando ad investire nella ricerca di forme di terapia che rispettino la dignità e i diritti inviolabili del concepito, primo dei quali - conclude l'esponente di AN - quello alla vita".
Completato il padiglione, gli sforzi della Citta' della Speranza sono continuati ed i fondi raccolti sono stati destinati alla ricerca in campo scientifico dei tumori e delle leucemie infantili: vengono finanziati laboratori e sostenuto un gruppo di ricercatori di cui fa parte anche Paolo De Coppi, mentre una commissione internazionale e' chiamata a valutare di anno in anno lo stato di avanzamento di ogni progetto.
Infine, alcuni mesi fa la Fondazione, presieduta da Andrea Camporese, ha acquistato, grazie al sostegno di alcuni enti padovani, un'area nella Zona Industriale dove fara' sorgere entro pochi anni un polo esclusivamente dedicato alla ricerca, tra i piu' avanzati a livello nazionale ed europeo.
"La presenza di cellule staminali nel liquido amniotico dimostra che e' possibile raggiungere importanti risultati medici, nel rispetto di quei valori etici che ci appartengono". Lo dichiara Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati. "Spesso - continua la Meloni in una nota - la ricerca scientifica tende a perseguire delle scorciatoie. Questo atteggiamento non puo' essere accettato perche' mette in discussione la sua stessa funzionalita': e' la scienza a dover mettersi al servizio dell'uomo e non il contrario. Per questo non possiamo che accogliere con favore quella che potrebbe rivelarsi come una scoperta rivoluzionaria che manda in frantumi il muro di reticenza eretto da chi antepone i propri pregiudizi ideologici alla tutela dell+uomo e della sua salute".
La Radio Vaticana commenta positivamente "la scoperta per la prima volta nel liquido amniotico di cellule staminali con capacita' rigenerative pari a quelle dell'embrione, ma apparentemente sicure come le staminali adulte".
"Se confermata - afferma l'emittente della Santa Sede - la ricerca italo-americana rappresenterebbe un passo davvero straordinario, giacche' questo tipo di intervento sul liquido amniotico non avrebbe alcuna implicazione sul piano etico".
Soddisfazione e' stata espressa al riguardo anche dal presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, il card. Javier Lozano Barragan, intervistato dalla stessa emittente: "il problema etico - ha dichiarato - non era con le cellule staminali adulte, ma con quelle dell'embrione, perche' causavano la morte dell'embrione. Rimando la questione ai periti scientifici, ai medici specialisti, ai professori che si dedicano a questo, ma apparentemente, per quello che abbiamo sentito, non ci sarebbe ormai preclusione. Voglio pero' affidarmi - ha concluso prudentemente il porporato messicano - al giudizio delle persone competenti in queste scienze".
La ricerca italo-americana sulle cellule staminali trovate nel liquido amniotico dimostra come "molti problemi che la scienza crea è poi la stessa scienza a risolverli, una volta che la si utilizzi a 360 gradi, senza privilegiare alcuni filoni, magari quelli eticamente più problematici": Francesco D`Agostino, giurista cattolico e presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica, sottolinea che "questa scoperta potrebbe svuotare completamente di rilevanza i problemi in ordine all'uso di embrioni per prelevare da essi cellule staminali".
A quanto riferito dal Sir, l'agenzia stampa dei vescovi italiani, D'Agostino invita, tuttavia, "a non cadere nella trappola che consiste nell'assolutizzazione dell'idea in base alla quale qualunque tipo di ricerca sia da perseguire, se si ottengono buoni risultati". "Se una ricerca scientifica è contraddittoria - ammonisce - bisogna sempre dire di no, anche se non ci sono tecniche sostitutive ad essa".
"E' importante la scoperta delle cellule staminali ricavabili anche dal liquido amniotico che potrebbero colmare quella diversità finora esistente tra le caratteristiche delle cellule staminali embrionali e quelle dell'adulto". Lo dichiara il capogruppo vicario della Democrazia cristiana per le Autonomie alla Camera Giampiero Catone a margine della presentazione del candidato Sindaco della CdL ad Avezzano (Aq). "La serietà dell'argomento impone però - prosegue Catone - cautela da parte di noi cattolici sulla possibile permanenza dei problemi etici deontologici e medico legali.
E' infatti noto il rischio di danneggiare il feto o di provocarne l'aborto con il prelievo del liquido amniotico. Per questo - conclude il parlamentare - rilanciamo l'idea posta dalla Democrazia cristiana per le Autonomie di istituire una commissione parlamentare speciale sui temi etici".
'La mia idea iniziale era studiare le malformazioni congenite del feto e tentare di correggerle con l'ingegneria tissutale: in poche parole ricreando i tessuti con colture di cellule'. Cosi' il ricercatore italiano che ha scoperto cellule staminali nel liquido amniotico, Paolo De Coppi, racconta a 'La Stampa' come e' arrivato al traguardo scientifico.
E, intervistato anche dal 'Corriere della Sera', da 'Il Mattino' e da 'Il Giornale', De Coppi sottolinea le difficolta' incontrate per portare avanti la sua ricerca. 'Le nostre tesi -dice- sono state respinte per quattro volte, ci sono voluti sette anni per la pubblicazione'. 'Abbiamo la sensazione -aggiunge- che una parte della comunita' scientifica, soprattutto negli Stati Uniti, tema un dirottamento di fondo dalla ricerca sulle cellule staminali derivate dall'embrione verso altri tipi di staminali, come appunto quelle ricavate dal liquido amniotico'.
Infine De Coppi non traslacia di sottolineare la differenza di ambiente scientifico che si trova all'estero rispetto a cio' che accade in Italia: 'Negli Stati Uniti si puo' investire anche sugli studi piu' rischiosi. Da noi non si crede nei trentenni, ma sono loro ad avere le idee migliori'.
"Se noi pensiamo, per esempio, che la prostituzione infantile sia sbagliata, dovremmo forse rinunciare a proibirla in Italia perche' ci sono paesi nei quali e' permessa? Non credo". Questo il secco commento di Rocco Buttiglione, deputato Udc, a SKY TG24 Pomeriggio, a proposito dei divieti posti in Italia alla fecondazione medicalmente assistita. "Noi italiani - ha precisato Buttiglione nel corso della puntata di oggi, dedicata alle problematiche etiche relative alla ricerca sulle cellule embrionali e staminali - dobbiamo decidere sulla base della nostra coscienza, delle nostre valutazioni, della nostra percezione di cos'e' bene e cos'e' male. Mi pare un ricatto inammissibile che siccome in un altro paese si puo' fare allora si debba fare anche in Italia".
'Le cellule staminali ricavate dal liquido amniotico durante la gravidanza rappresentano una delle piu' concrete risposte scientifiche ma anche etiche al conflitto in corso sulla tutela dell'embrione umano'. Lo afferma, in una nota, Cinzia Caporale, vice presidente del Comitato nazionale per la Bioetica e presidente del Comitato Intergovernativo di Bioetica dell'Unesco.
'Non si puo' che approvare le ricerche svolte su modelli animali ed auspicare che presto si possano trasferire queste tecniche anche all'uomo. Quando cio' sara' possibile, essenziale sara' anche che, a fronte dei rischi ineliminabili legati al prelievo del liquido amniotico, la gestante o il feto ne ricavino un beneficio diretto. Il beneficio collettivo di una 'donazione' di liquido amniotico non giustifica infatti i rischi a cui la donna e il nascituro si sottopongono a meno che non siano loro stessi a beneficiarne per primi: occorre, ad esempio, che almeno parte delle staminali vengano conservate per eventuali futuri trattamenti terapeutici per il bambino'.
'E' necessario cioe' - conclude - intraprendere una nuova strada rispetto a quella sbagliata che e' stata imboccata per le donazioni di cordone ombelicale: in Italia e' ancora vietata la conservazione del cordone anche per uso personale del nascituro, cosa che cosi' tanto incentiverebbe le stesse donazioni'.
'Complimenti e viva cordialita' al coneglianese Paolo De Coppi, che mi auguro presto di poter avere a Conegliano per felicitarmi con lui di persona a nome della Citta' intera per il suo operato di medico e ricercatore'. E' il pensiero del primo cittadino Floriano Zambon, che plaude a nome dell'Amministrazione comunale intera per l'operato del chirurgo pediatra dell'universita' di Padova, diventato famoso in tutto il mondo per la scoperta di cellule staminali nel liquido amniotico.
'Si tratta di una grande soddisfazione per la citta' che nel 2003 ha voluto dedicare a questa giovane promessa della medicina italiana il premio Civilitas, civilta' nella Comunita' - aggiunge il sindaco Zambon - a conferma che aveva le carte in regola per emergere nel bene ma anche che la sua Comunita' di origine ha creduto in lui.
Con il senno di poi, non appare nemmeno piu' un caso che alla cerimonia del premio Civilitas 2003, l'iniziativa promossa dalla Dama Castellana per premiare chi all'interno della Comunita' opera per il bene e silenziosamente, il premiato 'eccellente' sia stato la nobel Rita Levi Montalcini'.
A ritirare il premio per Paolo in quell'occasione, essendo lui all'estero perche' relatore in due importanti convegni a Boston, inderogabili in quanto decisivi per le ricerche in corso, ritiro' il premio il padre Pietro. 'Un giovane molto determinato, l'ho colto subito anche se ci siamo solo sentiti al telefono. Ma quello che mi ha piu' impressionato fu che insistette molto perche' fosse suo padre a ritirare l'attestato - spiega Sara Meneguz, priore del premio - perche' desiderava, in questo modo, esprimere al padre, pubblica riconoscenza per i sacrifici affrontati per sostenerlo negli studi ed e' a lui che dedica i traguardi sin qui raggiunti'.
"E' necessario evitare il battage mediatico" sulle notizie riguardanti le cellule staminali. A pensarla cosi', il biologo accademico dei Lincei Prof. Giovanni Chieffi secondo cui "bisogna sempre tener presente che si tratta di ricerche sperimentali, ancora lontane dalla loro applicazione clinica e ancora oggetto di vivace dibattito sul piano etico". Chieffi ricorda che "e' di queste ore la notizia che negli Usa la Camera, ora sotto il controllo dei democratici, ha messo a punto una legge per allargare il finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali embrionali" mentre- sottolinea lo studioso- "Bush ha ribattuto il veto sull'embrione e accelerazione invece sulle ricerche che riguardano le staminali adulte e quelle isolate dal liquido amniotico". Ben venga- afferma il Prof. Chieffi- "ogni ricerca che indichi l'utilizzo di altri tipi cellulari anche di feti e di adulti con le potenzialita' delle cellule embrionali, cioe' capaci di differenziarsi nei vari tipi di tessuto (nervoso, muscolare, cartilagineo, sangue, etc.)".
Secondo l'accademico "la notizia dell'isolamento dal liquido amniotico di cellule staminali non desta sorpresa. L'amnios, conosciuto volgarmente come borsa delle acque, e'- spiega Chieffi- uno dei primi annessi embrionali che si sviluppa dal 'nodo embrionale', cioe' da quel gruppetto di cellule totipotenti da cui si forma l'embrione e quindi capaci di dare origine ciascuna di esse a un embrione completo". Le cellule che- continua Chieffi- "rivestono l'amnios, secernono un liquido che consente la liberta' di movimento del feto negli ultimi stadi della gravidanza, riducendo nel contempo il rischio di danni e traumi. Nel liquido- prosegue- sono sospese cellule che desquamano dal rivestimento interno dell'amnios e dall'epidermide dell'embrione". Sulle attuali potenzialita' delle cellule staminali in medicina, l'accademico dei Lincei spiega che "l'unico campo in cui l'impiego delle cellule staminali ha avuto finora successo e' l'ematologia". Infatti il trapianto di cellule staminali del midollo osseo permette la guarigione clinica, secondo Chieffi, "nel 70% dei pazienti di leucemia acuta, nel 100% delle persone affette da aplasia midollare e nel 90% dei giovani affetti da talassemia. Parziali successi- conclude lo studioso- si ottengono anche nella riparazione di ossa, cartilagini, muscoli e tendini".
E' la scoperta che corona sette anni di accurati lavori diretti da Anthony Atala della Wake Forest University a Winstom-Salem, Usa, che insieme a Paolo De Coppi, ha isolato le nuove cellule staminali dal liquido scartato dopo l'amniocentesi, il test per rilevare eventuali malattie del nascituro.
Secondo quanto reso noto sulla rivista Nature Biotechnology, le nuove cellule, battezzate 'staminali derivate dal liquido amniotico', sono potenzialmente utilissime in medicina rigenerativa poiche' si isolano facilmente, si moltiplicano in fretta raddoppiando in 36 ore e sembrano versatili come quelle dell'embrione. Infatti, si possono trasformare in molti tipi cellulari adulti che poi, sia in vitro che su animali, sono risultati funzionali come normali cellule adulte.
E se in quanto a versatilita' si tratterebbe di staminali somiglianti a quelle dell'embrione, le cellule del liquido oltre alla facile reperibilita' hanno vantaggi aggiuntivi: non richiedono cellule nutrici come guida, non producono tumori, quindi non sono pericolose.
'Si sa da decenni spiega Atala che sia la placenta sia il liquido amniotico contengono delle cellule progenitrici derivanti dall'embrione in sviluppo, ma noi ci siamo chiesti se tra queste cellule potessimo catturare anche cellule staminali vere e proprie e la risposta e' stata affermtiva'.
Il team di Atala ha infatti scoperto nel liquido amniotico un piccolo numero di queste nuove staminali, che appaiono a uno stadio intermedio tra le staminali adulte e le embrionali e sembrano piu' vantaggiose delle une e delle altre. L'equipe e' poi riuscita a trasformarle in tutti i principali tipi cellulari del corpo umano.
Infatti, come solo con le cellule embrionali si puo' fare, le staminali del liquido amniotico possono esser trasformate in laboratorio in molte cellule adulte, corrispondenti a ciascuno dei tre tessuti basilari dell'embrione: cellule muscolari, ossee, sanguigne, nervose, di grasso ed epatiche.
Le cellule adulte da esse ottenute sono sane e funzionanti.
Per esempio, racconta Atala, le cellule nervose prodotte a partire dalle nuove staminali, impiantate nel cervello di topolini malati, hanno ripopolato le aree cerebrali degenerate.
Le cellule ossee hanno ricostruito il tessuto osseo in topi e quelle epatiche si sono dimostrate capaci di produrre urea.
La loro pronta disponibilita' (basta recuperarle dall'amniocentesi) e facilita' di crescita, le rende una fonte di cellule alternativa potenzialmente utile in medicina rigenerativa.
Teoricamente, secondo Atala, una banca con 100 mila esemplari di queste staminali potrebbe supplire la necessita' del 99% degli americani con perfetta compatibilita' genetica per il trapianto.
COMMENTI
Apre una speranza concreta di superare il grande scoglio della ricerca sugli embrioni, la scoperta di cellule staminali embrionali nel liquido amniotico pubblicata su Nature Biotechnology: ne e' convinto Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di biologia dello sviluppo dell'universita' di Pavia e direttore scientifico del Policlinco San Matteo di Pavia.
Il risultato pubblicato oggi, ha osservato l'esperto, e' il frutto di una sperimentazione molto lunga e che si basa su dati molto consistenti. 'E' una ricerca che testimonia come la biologia cellulare stia mantenendo tutte le promesse, compiendo passi in avanti ogni giorno', ha aggiunto. Poter prelevare cellule staminali embrionali nel liquido amniotico significa avere a disposizione una quantita' di cellule tale da coprire tutti i tipi immunologici.
'Questo significa - ha detto ancora - che basterebbe una banca di 100.000 campioni di liquido per l'intera popolazione mondiale. Potremmo dire che a questo punto la medicina rigenerativa puo' superare grandi sfide'.
Il risultato pubblicato oggi, ha proseguito, 'e' anche un esempio di come la comunita' scientifica si stia organizzando per superare lo scoglio della ricerca sugli embrioni'. Un risultato, ha concluso Redi, che induce a 'guardare con ottimismo ai prossimi anni' e a ricordare che la biologia delle cellule staminali e' uscita dai laboratori appena dieci anni fa: 'e' un aspetto che i decisori politici dovrebbero considerare, assegnando finanziamenti adeguati'.
'E' una scoperta di cui rallegrarsi, una svolta attesa. Mi congratulo con i ricercatori per aver dimostrato come sia possibile far progredire la medicina senza danneggiare gli embrioni'. Lo dichiara in un'intervista a 'La Stampa' il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute riferendosi alla recente scoperta che dal liquido amniotico si possono estrarre cellule staminali.
'In questo modo -afferma Barragan- viene rispettato il principio che la Chiesa ha sempre tenuto fermo: si garantisce e tutela sia la vita del ricevente che del donatore'. 'Da tempo si parlava di staminali dal cordone ombelicale, ma cio' che e' stato scoperto e' un progresso, un passo in avanti molto significativo ed eticamente ammissibile perche' non si fa danno a nessun organo e non si discrimina la vita. La Chiesa non e' oscurantistica ed e' sempre pronta ad accogliere i veri progressi scientifici -spiega- quelli cioe' che non minacciano ne' manipolano le fonti di vita. Dai miei studi di biologia e teologia ho appreso che Dio ci ha dato la natura per vivere di essa, quindi il progresso che non sia un regresso per l'umanita' e' qualcosa di cui gioire'.
'L'embrione -continua Barragan- non va trattato come semplice materiale di sperimentazione, o come oggetto di manipolazioni nell'ambito dell'ingegneria genetica, quando si procede senza nessun rispetto della vita come tale. Noi diciamo si' all'ingegneria genetica purche' rispetti la vita, anche degli embrioni. Siamo per la ricerca scientifica al servizio del malato -aggiunge- come nel caso di questa ottima scoperta. Ogni autentico progresso nel campo delle staminali non puo' che essere incoraggiato, purche' rispetti sempre i diritti e la dignita' della persona fin dal suo concepimento. Nessuno puo' arrogarsi la facolta' di distruggere o di manipolare indiscriminatamente la vita dell'essere umano. Ma oggi - conclude - e' ancora piu' evidente che fede e scienza non sono affatto in contrasto'.
"E' la dimostrazione che scienza e etica possono camminare insieme". Cosi' il senatore teodem della Margherita Luigi Bobba commenta, in un'intervista su 'Repubblica', la scoperta effettuata da alcuni scienziati americani che hanno individuato nel liquido amniotico una possibile fonte per ricavare le cellule staminali.
Il senatore Dl, ex presidente delle Acli e uno dei promotori del fronte astensionista durante la campagna elettorale per il referendum sulla fecondazione assistita nel 2005, lancia poi una frecciata al ministro per la Ricerca: "Adesso Mussi ne prenda atto: le risorse europee non possono essere utilizzate per la sperimentazione delle cellule staminali, il cammino della scienza- ha aggiunto Bobba- ha dimostrato che se ne puo' fare a meno".
Il senatore della Margherita ha poi spiegato come "noi siamo sempre stati per una scienza che non sia in contraddizione con la vita", per questo per Bobba e' necessario "tenere ferma un'etica del limite, che non si puo' pensare di curare la vita distruggendone un'altra". Quello che deve fare il governo e' quindi "porre il veto- ha concluso Bobba- perche' l'Ue non finanzi la distruzione delle cellule embrionali".
"Finanziamo la scienza, sara' lei, con i suoi progressi a risolvere i problemi etici che al momento ci sembrano insormontabili". Questo e' quanto afferma Ignazio Marino, senatore Ds e presidente della commissione Sanita', sulle pagine di "Repubblica" commentando la scoperta di alcuni scienziati americani sulla possibilita' di ricavare cellule staminali anche dal liquido amniotico. Per il senatore diessino quindi e' importante dare fiducia alla scienza: "Per risolvere i dilemmi etici in questo campo- sottolinea Marino- occorre puntare con convinzione sulla ricerca, erogando finanziamenti, non siamo solo noi- conclude il senatore Ds- ma gli stessi ricercatori americani a chiedere maggiori fondi per approfondire gli esperimenti".
"Bisognera' vedere ora i costi, l'organizzazione, la riconducibilita' della tecnica, ma certamente e' una gran buona notizia di inizio 2007". Cosi' il genetista prof. Bruno Dallapiccola, direttore del'istituto Mendel di Roma commenta la ricerca americana che ha isolato cellule staminali nel liquido amniotico. "E' una ricerca non originale perche' se ne parla da tre quattro anni. Ci sono vari gruppi di ricercatori nel mondo che stanno studiando la presenza di queste cellule che come e' ovvio sono presenti anche nel liquido amniotico, come in tutti i tessuti umani.
Questa ricerca pero' ha portato una novita' perche' e' stato fatto uno studio sistematico dimostrando che sono cellule multipotenti in grado, sotto stimoli specifici, di diventare tessuti con un grande interesse di prospettiva terapeutica. In aggiunta sono stati anche fatti studi su animali (topo) dimostrando una grande capacita' rigenerativa di cellule e, quindi, vanno nella direzione giusta".
Dallapiccola, infatti, ricorda che "visto i risultati che non sono venuti nell'applicazione terapeutica all'uomo dopo 10 anni di ricerca sulle cellule staminali embrionali, mi aspettavo infatti che la ricerca nel settore avrebbe un giorno portato ad un'altra fonte di cellule staminali con caratteristiche embrionali. Questo risultato quindi - aggiunge Dallapiccola - va nella direzione giusta".
Ci sono problemi comunque che vanno chiariti. "Negli Stati Uniti c'e' una disponibilita' di 4 milioni di liquidi amniotici e se la tecnica funzionera', sara' possibile una riserva per tutti i bisogni. In Italia ci sono 600 cordoni ombelicali disponibili all'anno, ma occorre verificare ancora quanto sia riconducibile la tecnica - e' credo che lo sia - quanto e' possibile recuperare i liquidi amniotici (e cio' e' possibile) ma e' meno chiaro quanto costera' l'applicazione di questa tecnologia".
Il genetista comunque non paventa rischi etici dalla nuova tecnica. "Il prelievo del liquido amniotico e' iniziato negli anni '70 e oggi nel nostro paese si fanno 100-120 mila prelievi amniotici all'anno. E' una tecnica tranquilla anche se c'e' una probabilita' di aborto di 1 caso su 100. La prospettiva e' quindi importante, con una potenzialita' enorme come terapia".
Dichiarazione dell'on. Donatella Poretti, segretaria della Commissione Affari sociali della Camera:
Da piu' parti arrivano gli elogi alla scoperta delle cellule staminali totipotenti rinvenute nel liquido amniotico, come il possibile superamento delle controversie religiose sulle uniche staminali totipotenti che fino ad oggi si conoscevano, quelle embrionali. E' una scoperta definitiva che mette una pietra tombale sulla clonazione terapeutica? Non lo so. Gia' si e' fatto sentire il direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare e Genetica Umana dell'Universita' Cattolica di Milano, prof. Roberto Colombo, che rileva anche in questa procedura dei problemi deontologici ed etici: nel prelievo sarebbe alto il rischio di danneggiare il feto, provocandone anche l'aborto (mentre si preferirebbe, in nome della sacralita' dell'embrione, buttare nella spazzatura gli embrioni sovrannumerari da tecniche di fecondazione assistita). La questione, quindi, non e' al momento cosi' lineare, per cui appare strumentale e antiscientifica la prevedibile mano pesante del Vaticano, che con il suo papa fa sapere che "i tentativi di legittimare la clonazione umana per ipotetici fini terapeutici sono pericoli per la pace". Altrettanto effetto fa l'eco di alcuni parlamentari di Forza Italia dell'associazione "Valori e Liberta'" che chiedono il cambio della posizione italiana in sede comunitaria rispetto alla ricerca con le staminali embrionali.
In questo ambito di dubbi, una cosa io so con certezza: questa scoperta e' stata possibile grazie al finanziamento di una ricerca scientifica che e' libera, senza condizionamenti ideologici e religiosi, ed e' stata fatta in un Paese, gli Usa, dove le leggi -come invece accade in Italia- non dicono qual e' la ricerca buona e quella cattiva; e quand'anche si accendono confronti duri sull'uso o meno delle staminali embrionali, non sono per vietarne la ricerca, ma solo sull'opportunita' o meno che abbiano contributi pubblici.
Un commento alla scoperta di cellule staminali contenute nel liquido amniotico. Justo Aznar, direttore del Dipartimento di Biopatologia Clinica all'ospedale universitario La Fe di Valencia, dice di non credere che per ora queste cellule staminali servano a curare, ma "possono essere molto utili nelle sperimentazioni biomediche che oggi si realizzano con cellule staminali embrionali, le quali non sono eticamente ammissibili". Il dottor Aznar, che e' anche professore di Bioetica dell'Universita' Cattolica di Valencia, nonche' membro dell'Accademia Pontificia per la Vita, ha spiegato ad Europa Press che "al momento, non pare fattibile che le cellule staminali ottenute dal liquido amniotico possano curare direttamente pazienti con varie malattie", poiche' le cellule ottenute possono provenire da un individuo diverso dalla persona cui si pratica il trapianto cellulare, e quindi esiste il problema del rigetto, allo stesso modo di un trapianto d'organo eterologo. Ha ricordato che gli autori della scoperta propongono "la creazione di banche universali di cellule staminali da liquido amniotico cui potrebbe accedere qualunque paziente per fruire delle cellule". Ma il professore rileva che quest'idea "teoricamente fattibile", non e' facile da conseguire poiche' bisognerebbe disporre di numerosi campioni di liquido amniotico. A questo proposito, ha precisato che la tecnica per ottenere le cellule staminali dal liquido amniotico si realizza tramite amniocentesi che "e' di per se' rischiosa, sia per la madre sia per il feto". E nemmeno questo gli "sembra eticamente corretto".
Una scoperta che 'colmerebbe la diversita' finora esistente tra le caratteristiche scientifiche delle cellule staminali embrionali e quelle dell'adulto'. Cosi' il prof. Antonio Spagnolo, dell'Istituto di bioetica dell'Universita' Cattolica di Roma, definisce l'annuncio di alcuni ricercatori americani di aver isolato un serbatoio di cellule staminali 'pluripotenti', cioe' capaci di generare tutti i principali tessuti umani, nel liquido amniotico.
'Le cellule staminali del liquido amniotico - afferma Spagnolo in una dichiarazione al Servizio informazione religiosa della Chiesa italiana - sarebbero molto simili a quelle embrionali, e consentirebbero quindi di superare il problema attuali riguardo alle cellule staminali adulte'.
Nonostante la 'positivita' ed eccezionalita'' della ricerca, l'esperto invita comunque alla 'cautela'. 'In primo luogo - spiega - bisognera' dimostrare che questo tipo di cellule siano una reale alternativa alle cellule staminali embrionali, e poi verificare come queste cellule siano state prelevate'. 'Un conto e', infatti - aggiunge -, se esse provengano dai residui di liquido amniotico non utilizzato di donne che si siano sottoposte alla diagnosi prenatale in seguito a indicazioni diagnostiche, un altro e' se i ricercatori abbiano sottoposte le donne al prelievo unicamente per prelevare cellule staminali, con il rischio che una donna in gravidanza su cento vada incontro all'aborto'.
Prelevare il liquido amniotico dalle donne gravide, allo scopo di ottenere un nuovo tipo di cellule staminali chiamate 'staminali del liquido amniotico', e' una procedura 'non esente da problemi deontologici, etici e medico- legali'. Ad affermarlo e' Roberto Colombo, direttore del laboratorio di genetica umana all'Universita' Cattolica di Milano.
'E' noto da studi multicentrici internazionali - spiega Colombo - che il rischio di danneggiare il feto durante le manovre richieste o di provocarne l'aborto non e' trascurabile, e cresce con il diminuire dell'eta' gestazionale in cui viene eseguito il prelievo del liquido amniotico. La proposta di un' applicabilita' generale di questa via per ottenere cellule staminali - aggiunge Colombo - che siano a disposizione del nascituro o donabili ad altri soggetti, ed ancor piu' nel caso di ricerche non direttamente terapeutiche, deve essere attentamente valutata tenuto conto del rischio per la salute e la vita del feto che essa comporta'.
Il prelievo del liquido amniotico, a cui dal 1995 al 2000 si e' sottoposto il 23,4% delle donne che hanno partorito (dati dell'Istituto Superiore di Sanita'), permette di controllare, durante la gravidanza, se il feto sia affetto da malattie come la sindrome di Down, la sordita' congenita o il ritardo mentale.
La Societa' Italiana Diagnosi Prenatale stima che il rischio che questo esame provochi un aborto sia di circa 1 caso ogni 200.
In Italia, lo studio pubblicato su Nature ha sollevato commenti positivi da piu' fronti, compresi quelli di Ignazio Marino, chirurgo e presidente della Commissione sanita' del Senato, e di Angelo Vescovi, direttore del centro per la ricerca sulle staminali all'Ospedale San Raffaele di Milano, i quali hanno sostenuto che il prelievo del liquido amniotico puo' essere una valida alternativa che permette di superare i problemi etici posti dal prelievo di cellule staminali dagli embrioni.
Stop alla ricerca sulle cellule embrionali. Questa in sostanza la posizione di Isabella Bertolini, deputata di Forza Italia.
"La scoperta della presenza di cellule staminali nel liquido amniotico- continua Bertolini, con le fondatrici dell'associazione 'Valori e Liberta' Patrizia Paoletti Tangheroni, Gabriella Carlucci, Licastro Scardino e Laura Bianconi- dimostra che tutela della vita e ricerca scientifica non sono assolutamente incompatibili". Durante il referendum sulla legge 40, "ci avevano tacciato di oscurantismo- continuano le parlamentari azzurre- di bloccare la ricerca scientifica sull'altare di un conservatorismo intriso di integralismo religioso, invece avevamo ragione noi".
Oggi scopriamo, infatti, "che la nostra difesa della vita presente nelle cellule embrionali- spiegano le fondatrici di 'Valori e Liberta'- era assolutamente legittima ed aveva un fondamento strettamente scientifico". Per il governo, quindi, una richiesta "si tenga conto di tale rilevantissima novita', la posizione dell'Italia a livello europeo deve cambiare radicalmente- concludono- il ministro Mussi deve impedire che l'Italia contribuisca allo scempio di programmi di ricerca che utilizzino, a questo punto senza alcun motivo, le cellule embrionali".
Le scelte del governo Prodi in Europa in merito alle staminali, gridano vendetta". Lo afferma Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito, commentando la scoperta di cellule staminali totipotenti, come quelle embrionali, nel liquido amniotico.
"E' l'ennesima prova che per curare le persone e per far progredire la scienza, non c'è alcun bisogno di trasformare l'essere umano in cavia e di praticare la vivisezione su di esso.
E' l'ennesima prova, insomma, che uccidere embrioni a fini 'terapeutici' è un delitto del tutto ingiustificato dal punto di vista scientifico".
"E dunque - aggiunge Pedrizzi - è anche l'ennesima prova che la legge 40 è giusta, essendo espressione della scienza che accetta di farsi guidare dall'etica, mettendosi al servizio dell'essere umano; e non dello scientismo che, in un vero e proprio delirio faustiano di onnipotenza, si pone al di sopra dell'etica e mette l'essere umano al suo servizio. Come è l'ennesima prova - sottolinea l'esponente di AN - che le scelte di Mussi e del governo Prodi in Europa, che hanno consentito il finanziamento delle sperimentazioni sulle cellule staminali embrionali, gridano vendetta".
"Tuttavia, - prosegue - non è vero che il prelievo delle cellule staminali presenti nel liquido amniotico sia esente da controindicazioni etiche: si tratta di tecniche rischiose per la vita dell'embrione e del feto. Per cui occorre procedere con molta cautela, continuando ad investire nella ricerca di forme di terapia che rispettino la dignità e i diritti inviolabili del concepito, primo dei quali - conclude l'esponente di AN - quello alla vita".
Completato il padiglione, gli sforzi della Citta' della Speranza sono continuati ed i fondi raccolti sono stati destinati alla ricerca in campo scientifico dei tumori e delle leucemie infantili: vengono finanziati laboratori e sostenuto un gruppo di ricercatori di cui fa parte anche Paolo De Coppi, mentre una commissione internazionale e' chiamata a valutare di anno in anno lo stato di avanzamento di ogni progetto.
Infine, alcuni mesi fa la Fondazione, presieduta da Andrea Camporese, ha acquistato, grazie al sostegno di alcuni enti padovani, un'area nella Zona Industriale dove fara' sorgere entro pochi anni un polo esclusivamente dedicato alla ricerca, tra i piu' avanzati a livello nazionale ed europeo.
"La presenza di cellule staminali nel liquido amniotico dimostra che e' possibile raggiungere importanti risultati medici, nel rispetto di quei valori etici che ci appartengono". Lo dichiara Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati. "Spesso - continua la Meloni in una nota - la ricerca scientifica tende a perseguire delle scorciatoie. Questo atteggiamento non puo' essere accettato perche' mette in discussione la sua stessa funzionalita': e' la scienza a dover mettersi al servizio dell'uomo e non il contrario. Per questo non possiamo che accogliere con favore quella che potrebbe rivelarsi come una scoperta rivoluzionaria che manda in frantumi il muro di reticenza eretto da chi antepone i propri pregiudizi ideologici alla tutela dell+uomo e della sua salute".
La Radio Vaticana commenta positivamente "la scoperta per la prima volta nel liquido amniotico di cellule staminali con capacita' rigenerative pari a quelle dell'embrione, ma apparentemente sicure come le staminali adulte".
"Se confermata - afferma l'emittente della Santa Sede - la ricerca italo-americana rappresenterebbe un passo davvero straordinario, giacche' questo tipo di intervento sul liquido amniotico non avrebbe alcuna implicazione sul piano etico".
Soddisfazione e' stata espressa al riguardo anche dal presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, il card. Javier Lozano Barragan, intervistato dalla stessa emittente: "il problema etico - ha dichiarato - non era con le cellule staminali adulte, ma con quelle dell'embrione, perche' causavano la morte dell'embrione. Rimando la questione ai periti scientifici, ai medici specialisti, ai professori che si dedicano a questo, ma apparentemente, per quello che abbiamo sentito, non ci sarebbe ormai preclusione. Voglio pero' affidarmi - ha concluso prudentemente il porporato messicano - al giudizio delle persone competenti in queste scienze".
La ricerca italo-americana sulle cellule staminali trovate nel liquido amniotico dimostra come "molti problemi che la scienza crea è poi la stessa scienza a risolverli, una volta che la si utilizzi a 360 gradi, senza privilegiare alcuni filoni, magari quelli eticamente più problematici": Francesco D`Agostino, giurista cattolico e presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica, sottolinea che "questa scoperta potrebbe svuotare completamente di rilevanza i problemi in ordine all'uso di embrioni per prelevare da essi cellule staminali".
A quanto riferito dal Sir, l'agenzia stampa dei vescovi italiani, D'Agostino invita, tuttavia, "a non cadere nella trappola che consiste nell'assolutizzazione dell'idea in base alla quale qualunque tipo di ricerca sia da perseguire, se si ottengono buoni risultati". "Se una ricerca scientifica è contraddittoria - ammonisce - bisogna sempre dire di no, anche se non ci sono tecniche sostitutive ad essa".
"E' importante la scoperta delle cellule staminali ricavabili anche dal liquido amniotico che potrebbero colmare quella diversità finora esistente tra le caratteristiche delle cellule staminali embrionali e quelle dell'adulto". Lo dichiara il capogruppo vicario della Democrazia cristiana per le Autonomie alla Camera Giampiero Catone a margine della presentazione del candidato Sindaco della CdL ad Avezzano (Aq). "La serietà dell'argomento impone però - prosegue Catone - cautela da parte di noi cattolici sulla possibile permanenza dei problemi etici deontologici e medico legali.
E' infatti noto il rischio di danneggiare il feto o di provocarne l'aborto con il prelievo del liquido amniotico. Per questo - conclude il parlamentare - rilanciamo l'idea posta dalla Democrazia cristiana per le Autonomie di istituire una commissione parlamentare speciale sui temi etici".
'La mia idea iniziale era studiare le malformazioni congenite del feto e tentare di correggerle con l'ingegneria tissutale: in poche parole ricreando i tessuti con colture di cellule'. Cosi' il ricercatore italiano che ha scoperto cellule staminali nel liquido amniotico, Paolo De Coppi, racconta a 'La Stampa' come e' arrivato al traguardo scientifico.
E, intervistato anche dal 'Corriere della Sera', da 'Il Mattino' e da 'Il Giornale', De Coppi sottolinea le difficolta' incontrate per portare avanti la sua ricerca. 'Le nostre tesi -dice- sono state respinte per quattro volte, ci sono voluti sette anni per la pubblicazione'. 'Abbiamo la sensazione -aggiunge- che una parte della comunita' scientifica, soprattutto negli Stati Uniti, tema un dirottamento di fondo dalla ricerca sulle cellule staminali derivate dall'embrione verso altri tipi di staminali, come appunto quelle ricavate dal liquido amniotico'.
Infine De Coppi non traslacia di sottolineare la differenza di ambiente scientifico che si trova all'estero rispetto a cio' che accade in Italia: 'Negli Stati Uniti si puo' investire anche sugli studi piu' rischiosi. Da noi non si crede nei trentenni, ma sono loro ad avere le idee migliori'.
"Se noi pensiamo, per esempio, che la prostituzione infantile sia sbagliata, dovremmo forse rinunciare a proibirla in Italia perche' ci sono paesi nei quali e' permessa? Non credo". Questo il secco commento di Rocco Buttiglione, deputato Udc, a SKY TG24 Pomeriggio, a proposito dei divieti posti in Italia alla fecondazione medicalmente assistita. "Noi italiani - ha precisato Buttiglione nel corso della puntata di oggi, dedicata alle problematiche etiche relative alla ricerca sulle cellule embrionali e staminali - dobbiamo decidere sulla base della nostra coscienza, delle nostre valutazioni, della nostra percezione di cos'e' bene e cos'e' male. Mi pare un ricatto inammissibile che siccome in un altro paese si puo' fare allora si debba fare anche in Italia".
'Le cellule staminali ricavate dal liquido amniotico durante la gravidanza rappresentano una delle piu' concrete risposte scientifiche ma anche etiche al conflitto in corso sulla tutela dell'embrione umano'. Lo afferma, in una nota, Cinzia Caporale, vice presidente del Comitato nazionale per la Bioetica e presidente del Comitato Intergovernativo di Bioetica dell'Unesco.
'Non si puo' che approvare le ricerche svolte su modelli animali ed auspicare che presto si possano trasferire queste tecniche anche all'uomo. Quando cio' sara' possibile, essenziale sara' anche che, a fronte dei rischi ineliminabili legati al prelievo del liquido amniotico, la gestante o il feto ne ricavino un beneficio diretto. Il beneficio collettivo di una 'donazione' di liquido amniotico non giustifica infatti i rischi a cui la donna e il nascituro si sottopongono a meno che non siano loro stessi a beneficiarne per primi: occorre, ad esempio, che almeno parte delle staminali vengano conservate per eventuali futuri trattamenti terapeutici per il bambino'.
'E' necessario cioe' - conclude - intraprendere una nuova strada rispetto a quella sbagliata che e' stata imboccata per le donazioni di cordone ombelicale: in Italia e' ancora vietata la conservazione del cordone anche per uso personale del nascituro, cosa che cosi' tanto incentiverebbe le stesse donazioni'.
'Complimenti e viva cordialita' al coneglianese Paolo De Coppi, che mi auguro presto di poter avere a Conegliano per felicitarmi con lui di persona a nome della Citta' intera per il suo operato di medico e ricercatore'. E' il pensiero del primo cittadino Floriano Zambon, che plaude a nome dell'Amministrazione comunale intera per l'operato del chirurgo pediatra dell'universita' di Padova, diventato famoso in tutto il mondo per la scoperta di cellule staminali nel liquido amniotico.
'Si tratta di una grande soddisfazione per la citta' che nel 2003 ha voluto dedicare a questa giovane promessa della medicina italiana il premio Civilitas, civilta' nella Comunita' - aggiunge il sindaco Zambon - a conferma che aveva le carte in regola per emergere nel bene ma anche che la sua Comunita' di origine ha creduto in lui.
Con il senno di poi, non appare nemmeno piu' un caso che alla cerimonia del premio Civilitas 2003, l'iniziativa promossa dalla Dama Castellana per premiare chi all'interno della Comunita' opera per il bene e silenziosamente, il premiato 'eccellente' sia stato la nobel Rita Levi Montalcini'.
A ritirare il premio per Paolo in quell'occasione, essendo lui all'estero perche' relatore in due importanti convegni a Boston, inderogabili in quanto decisivi per le ricerche in corso, ritiro' il premio il padre Pietro. 'Un giovane molto determinato, l'ho colto subito anche se ci siamo solo sentiti al telefono. Ma quello che mi ha piu' impressionato fu che insistette molto perche' fosse suo padre a ritirare l'attestato - spiega Sara Meneguz, priore del premio - perche' desiderava, in questo modo, esprimere al padre, pubblica riconoscenza per i sacrifici affrontati per sostenerlo negli studi ed e' a lui che dedica i traguardi sin qui raggiunti'.
"E' necessario evitare il battage mediatico" sulle notizie riguardanti le cellule staminali. A pensarla cosi', il biologo accademico dei Lincei Prof. Giovanni Chieffi secondo cui "bisogna sempre tener presente che si tratta di ricerche sperimentali, ancora lontane dalla loro applicazione clinica e ancora oggetto di vivace dibattito sul piano etico". Chieffi ricorda che "e' di queste ore la notizia che negli Usa la Camera, ora sotto il controllo dei democratici, ha messo a punto una legge per allargare il finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali embrionali" mentre- sottolinea lo studioso- "Bush ha ribattuto il veto sull'embrione e accelerazione invece sulle ricerche che riguardano le staminali adulte e quelle isolate dal liquido amniotico". Ben venga- afferma il Prof. Chieffi- "ogni ricerca che indichi l'utilizzo di altri tipi cellulari anche di feti e di adulti con le potenzialita' delle cellule embrionali, cioe' capaci di differenziarsi nei vari tipi di tessuto (nervoso, muscolare, cartilagineo, sangue, etc.)".
Secondo l'accademico "la notizia dell'isolamento dal liquido amniotico di cellule staminali non desta sorpresa. L'amnios, conosciuto volgarmente come borsa delle acque, e'- spiega Chieffi- uno dei primi annessi embrionali che si sviluppa dal 'nodo embrionale', cioe' da quel gruppetto di cellule totipotenti da cui si forma l'embrione e quindi capaci di dare origine ciascuna di esse a un embrione completo". Le cellule che- continua Chieffi- "rivestono l'amnios, secernono un liquido che consente la liberta' di movimento del feto negli ultimi stadi della gravidanza, riducendo nel contempo il rischio di danni e traumi. Nel liquido- prosegue- sono sospese cellule che desquamano dal rivestimento interno dell'amnios e dall'epidermide dell'embrione". Sulle attuali potenzialita' delle cellule staminali in medicina, l'accademico dei Lincei spiega che "l'unico campo in cui l'impiego delle cellule staminali ha avuto finora successo e' l'ematologia". Infatti il trapianto di cellule staminali del midollo osseo permette la guarigione clinica, secondo Chieffi, "nel 70% dei pazienti di leucemia acuta, nel 100% delle persone affette da aplasia midollare e nel 90% dei giovani affetti da talassemia. Parziali successi- conclude lo studioso- si ottengono anche nella riparazione di ossa, cartilagini, muscoli e tendini".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti