Venerdì 5 giugno 2026
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Usa. Nevada: impatto minimo della sentenza della Corte Suprema

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Per Larry Matheis, direttore esecutivo della Nevada State Medical Society, la sentenza della Corte Suprema, la quale si e' rifiutata di pronunciarsi sull'appello presentato dal Governo federale sulla liceita' delle leggi statali che autorizzano la prescrizione o il suggerimento medico della marijuana terapeutica, avra' un impatto minimo sui medici dello Stato, ed inoltre dichiara che sono molti i dottori che la raccomandano, malgrado le pressioni della legge federale per la quale la sostanza e' illecita in qualsiasi circostanza.
La popolazione del Nevada puo', dietro approvazione del dipartimento dell'Agricoltura, coltivare la marijuana senza essere arrestata: e' sufficiente che il paziente mostri la certificazione medica al consumo. Don Henderson, direttore del dipartimento, dichiara che sono 330 i pazienti registrati, i quali hanno il documento che li protegge da un eventuale arresto. Un membro dell'Assemblea dello Stato, la democratica Chris Giunchigliani, ha definito la sentenza della Corte Suprema: "Una vittoria per i pazienti e per i dottori", e ha definito le ingerenze federali nelle leggi degli Stati: "Inutili, fuorvianti e uno spreco di denaro pubblico", e ribadisce che i cittadini hanno, con maggioranze schiaccianti, per due volte votato favorevolmente per il consumo terapeutico della droga e il Governo federale dovrebbe accettare il ruolo che essa occupa nella salute pubblica. Continua Matheis: "la DEA (Drug Enforcement Agency) focalizza i suoi sforzi su alcuni medici californiani e dell'Oregon che prescrivono la marijuana, cercando di revocargli l'abilitazione medica. In Nevada, i medici non la prescrivono, ma dichiarano solo che puo' essere d'aiuto al paziente".
La legge dello Stato dichiara che una persona "con croniche o debilitanti malattie, quali Aids, cancro, glaucoma, nausea, epilessia" puo' rivolgersi allo Stato per ricevere l'autorizzazione all'assunzione della droga.
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