Lunedì 8 giugno 2026
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Usa. New Orleans. Niente incriminazione per medico accusato di eutanasia durante uragano Katrina

AMERICHE - USA
Notizia ·
Un Grand Jury ha deciso di non incriminare un medico accusato di aver praticato l'eutanasia su pazienti terminali tramite la somministrazioni di potenti dosi di antidolorifici durante i terribili giorni dell'uragano Katrina, che aveva ridotto l'ospedale in cui erano ricoverati in condizioni disperate. Il medico ed altre infermiere, vista l'impossibilita' di evacuare alcuni malati gravi, erano rimasti nell'ospedale. Ma quando le condizioni divennero drammatiche (mancava luce, acqua, cibo, tutto era allagato, con temperature superiori ai 40 gradi) ed i soccorsi non arrivavano da ormai diversi giorni, avevano deciso di somministrare antidolorifici a quattro pazienti ormai in fin di vita.
Il medico Anna Pou e le due infermiere erano state arrestate la scorsa estate dopo l'indagine del Procuratore Charles Foti, con cui si ipotizzava la somministrazione a quattro pazienti del Memorial Medical Center di New Orleans di un "cocktail letale" di farmaci nell'agosto 2005.
Foti ha sostenuto che i sanitari avevano deciso che i pazienti erano troppo malati per essere evacuati, e quindi li hanno uccisi. Ad una conferenza stampa convocata dopo l'arresto, Foti aveva sentenziato: "Questa non e' eutanasia, e' omicidio. Stiamo parlando di persone che hanno voluto interpretare il ruolo di Dio, ed hanno preso quella decisione".
Durante una conferenza stampa che ha seguito la decisione del Grand Jury, il dottor Pou ha ringraziato la sua famiglia ed i suoi sostenitori. "E' stato un tempo interminabile", ha detto il medico, pensando agli ultimi due anni.
"La prossima volta che ci sara' un uragano", dice Pou, "io rimarro' ancora a fianco dei miei pazienti, ma la mia vicenda scoraggera' altri medici dal fare altrettanto, specialmente se i pazienti non sono affidati a loro".
Pou ha negato di aver ucciso i suoi pazienti, mentre i suoi legali hanno elogiato la sua scelta di rimanere nell'ospedale, "un atto di eroismo".
"Non ho ucciso quelle persone", ha detto il medico al programma televisivo "60 minutes" della Cbs. "Ho passato una vita intera a prendermi cura dei malati".
Ed in una intervista del dicembre del 2005, Pou aveva detto: "C'erano alcuni pazienti che erano gravemente malati e che, indipendentemente dall'uragano, avevano testamenti biologici in cui si chiedeva di non rianimare in caso di arresto cardiaco o respiratorio. Abbiamo fatto tutto quello che era possibile per offrire il miglior trattamento e per non farli soffrire".
"Credo che il Grand Jury abbia preso la decisione giusta", ha ammesso il Procuratore Capo Eddie Jordan, che ha preso in mano l'indagine qualche mese fa, contraddicendo quindi la tesi del collega che aveva per primo mosso le accuse di omicidio.
La scorsa settimana, medici ed infermiere avevano manifestato a New Orleans in favore degli accusati. Tra questi alcuni medici che erano nell'ospedale durante l'uragano. "Era incredibile. Abbiamo trasferito i pazienti uno ad uno, da piano a piano, sulle nostre spalle. Era una situazione inimmaginabile", ha detto il dottor Gregory Vorhoff.
Sono 34 le persone che sono morte in quell'ospedale, molti dei quali per disidratazione. I soccorsi giunsero solo al quinto giorno.
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