Lunedì 8 giugno 2026
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Usa. New York. Controversi risultati di una ricerca sugli arresti eseguiti per fumo di marijuana

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Secondo una nuova ricerca, dopo l'inasprimento della legge sul fumo della marijuana, il Dipartimento di polizia di New York prende maggiormente di mira i quartieri poveri e quelli abitati da afro-americani e ispanici.
La ricerca e' stata finanziata dal Marijuana Policy Project e dal National Institute on Drug Abuse.
Il Dipartimento ha dichirato che "Le forze dell'ordine si dirigono dove si registrano i maggiori atti criminali e questa si e' dimostrata una strategia positiva", ma per il responsabile della ricerca, dottor Andrew Golub del National Development and Research Institute "questo non e' il punto in discussione".
Secondo la ricerca condotta dall'Istituto, gli arresti per il fumo di marijuana, in pubblico, dal 1992 al 2003 rivelano un calo nell'area di Manhattan, mentre la maggioranza delle azioni di polizia sono avvenute, a partire dalla fine degli anni '90, nelle zone povere, (Bronx, Brooklyn e Queens) abitate da minoranze etniche, e questi arresti, secondo Golub, non hanno come fine la qualita' di vita degli abitanti, ma "Di esasperare le tensioni razziali in citta'".
"E' ridicolo" risponde il detective George Repetti. "Le nostre azioni sono una risposta a quelle criminali, e si basano sulle richieste degli abitanti e dell'Intelligence. Le etnie non sono un fattore di intervento".
Per un portavoce del NYPD, gli autori della ricerca hanno ignorato la distrubuzione geografica dei crimini. "La ricerca distorce la realta', ed e' un manifesto per la legalizzazione della marijuana. Gli arresti avvengono dove ci sono piu' crimini".
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