Usa. New York. Leggi Rockfeller: e' la volta buona?
Sembra che questa volta possa andare in porto la revisione delle leggi Rockfeller sulle droghe nello Stato di New York.La riforma, chiesta sia dal governatore George Pataki (che aveva definito le leggi "un'ingiustizia, in quanto un incensurato puo' essere punito con l'ergastolo per il possesso di poco piu' di 100 grammi di droga"), sia dai repubblicani (che sono la maggioranza al Senato), sia dai democratici (che controllano, invece, la Camera bassa), era stata bloccata fino ad adesso da alcuni piccoli particolari (un anno in piu' o in meno di pena massima, e la modalita' dell'accesso ai servizi di recupero) che erano emersi durante il dibattito, vista la situazione di maggioranze opposte nelle due camere dello Stato.
L'accordo raggiunto tra le due parti vedrebbe una pena massima che passa da un minimo di 15 anni all'ergastolo, alle nuove sentenze da 3 a 10 anni.
Il vicepresidente della commissione del Senato, il repubblicano Dale Volker ha dichiarato che "non siamo mai andati cosi' vicini" alla riforma.
"Lo Stato di New York -dice Micheal Blain della Drug Policy Alliance, un'associazione antiproibizionista- spende ogni anno 500 milioni di dollari soltanto per incarcerare i colpevoli di reati solo di droga, molti dei quali potrebbero tranquillamente riprendere una vita normale se solo potessero essere indirizzati verso i servizi di recupero".
Questo tipo di leggi (che impongono una pena "minima") sono state cancellate in 27 Stati nel corso degli anni, e sono una delle ragioni piu' importanti che giustificano l'enorme numero di detenuti negli Stati Uniti.
Le "leggi Rockfeller" vennero istituite tra il 1973 ed il 1974 e portano il nome dell'allora governatore di New York. Al tempo c'era un grosso uso dell'eroina soprattutto nelle aree piu' centrali dello Stato, e si pensava che i giudici "non emettessero sentenze abbastanza pesanti".
Dopo 30 anni ci sono 2.000 persone che stanno scontando l'ergastolo per aver violato le leggi sulla droga, ed altri 13.600 che sono comunque in prigione per lo stesso motivo.
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