Usa. No all'industrializzazione della coca in Bolivia
No all'industrializzazione della coca e dei suoi derivati promossa dalla Bolivia. "Gli Stati Uniti non appoggeranno nessun tipo di commercializzazione della coca poiche' coltivarla significa piu' cocaina per le strade; c'e' una cosa particolarmente necessaria per produrre la cocaina, e questa cosa e' la foglia di coca", ha affermato la segretaria aggiunta antinarcotici statunitense, Christy McCampbell. Secondo quanto riferiscono i quotidiani locali, la funzionaria ha sostenuto che il suo Paese rispetta le tradizioni culturali e religiose del popolo boliviano in questa materia, e ha riconosciuto che il Governo del presidente Evo Morales sta "facendo un buon lavoro d'interdizione", non pero' la cosa ideale, ossia l'eradicazione delle droghe illegali. Ha poi aggiunto che la Bolivia deve "continuare a sradicare un certo numero di ettari di coca illecita, soprattutto nelle regioni produttive del Chapare (centro) e los Yungas (nordest)". Il presidente di sinistra boliviano promuove l'industrializzazione della coca e dei suoi derivati per uso medicinale in modo che venga cancellata la pianta di coca dalla lista delle sostanze controllate dall'Onu.Il Governo del presidente venezuelano Hugo Chavez ha impegnato un milione di dollari per la costruzione di due stabilimenti finalizzati all'industrializzazione di prodotti derivati dalla coca, come champu', pasta dentifricia e generi alimentari.
La dichiarazione della funzionaria statunitense e' giunta due giorni dopo che il presidente boliviano ha chiesto al Governo di George W.Bush di ridurre la domanda interna di droga.
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