Usa. Il Nobel Nurse: il dolore del paziente deve essere al centro del dibattito
Sir Paul M. Nurse, e' stato premio Nobel per la medicina nel 2001, ha 54 anni, ed e' considerato un eccellente scienziato ed un ottimo organizzatore. Attualmente infatti presiede una delle fondazioni britanniche per la ricerca no-profit, la Cancer Research U.K., e nella sua vita si e' sempre occupato dei meccanismi biologici che inducono una cellula ad autoriprodursi. E' stato intervistato dal quotidiano "New York Times", e qui di seguito riportiamo alcune delle considerazioni piu' interessanti.
"Io sono per la cultura del dialogo fra pubblico e scienziati. Come possiamo migliorare questo labile rapporto? Penso al tema delle cellule staminali ad esempio. Per il lavoro che potrebbe essere svolto dai biomedici, questo e' un argomento estremamente importante.
Non approvo la clonazione riproduttiva, ovviamente. Solo alcune persone la approvano, e queste persone spesso fanno parte di gruppi religiosi. Ma per la clonazione terapeutica il discorso e' diverso. Gli scienziati credono che veramente abbia un enorme potenziale per curare delle malattie, che ancora non rispondono a nessun altro approccio. Quando incontri delle persone vere che soffrono, pensi immediatamente alla responsabilita' che hai nei loro confronti, al tuo dovere di aiutarli. Questo aspetto spesso e' sottovalutato nel dibattito sulle staminali, dove invece si predilige il lato filosofico o religioso. Per quello che mi riguarda faro' tutto il possibile per allargare il dibattito anche a queste problematiche".
"Io sono per la cultura del dialogo fra pubblico e scienziati. Come possiamo migliorare questo labile rapporto? Penso al tema delle cellule staminali ad esempio. Per il lavoro che potrebbe essere svolto dai biomedici, questo e' un argomento estremamente importante.
Non approvo la clonazione riproduttiva, ovviamente. Solo alcune persone la approvano, e queste persone spesso fanno parte di gruppi religiosi. Ma per la clonazione terapeutica il discorso e' diverso. Gli scienziati credono che veramente abbia un enorme potenziale per curare delle malattie, che ancora non rispondono a nessun altro approccio. Quando incontri delle persone vere che soffrono, pensi immediatamente alla responsabilita' che hai nei loro confronti, al tuo dovere di aiutarli. Questo aspetto spesso e' sottovalutato nel dibattito sulle staminali, dove invece si predilige il lato filosofico o religioso. Per quello che mi riguarda faro' tutto il possibile per allargare il dibattito anche a queste problematiche".
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