Martedì 9 giugno 2026
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Usa. A novembre tre referendum per migliorare le leggi sulla marijuana

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La "War on Drugs" dell'amministrazione Bush quest'autunno dovra' concentrarsi piu' che in Asia e in America latina, negli Stati dell'Oregon, dell'Alaska e del Montana.
In questi Stati, infatti, il prossimo due novembre e in coincidenza con le elezioni presidenziali, si voteranno nuove leggi sulle droghe come alternativa a quelle federali, considerate troppo severe e inefficaci.
Se le tre proposte referendarie fossero approvate dagli elettori, il Montana diventerebbe il decimo Stato con la marijuana terapeutica legalizzata, in Oregon verrebbe esteso il programma terapeutico della somministrazione della sostanza e l' Alaska sarebbe il primo Stato a decriminalizzare, per qualsiasi uso, la marijuana.
Il responsabile della politica sulle droghe della Casa Bianca e' intervenuto personalmente contro questi referendum. Soprattutto contro la "Measure 33" dell'Oregon, grazie alle quale i malati saranno autorizzati a possedere 1 pound (450 grammi) di marijuana, rispetto alle 3 once (84 grammi) attuali, e con la quale i coltivatori della sostanza, che ora non possono essere pagati, potranno esserlo. John Walters ritiene che i sostenitori usino questa proposta come il cavallo di Troia: "I malati sono usati. Si inizia legalizzando la marijuana per poi arrivare alle altre droghe".
In Oregon, ci sono 10 mila pazienti registrati, i quali sono autorizzati a coltivare la sostanza da se' o riceverla, gratuitamente, da persone specificatamente determinate. Per John Sajo, attivista per l'approvazione della Measure 33 "molti malati, per la gravita' delle loro condizioni, non sono in grado di coltivare la sostanza, e la coltivazione richiede esperienza, capacita' e denaro".
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