Usa. Nuove linee guida sulla cessazione del trattamento di sostentamento vitale
I medici di terapia intensiva del sistema sanitario della University of Pennsylvania hanno affrontato un dilemma etico che si fa sempre piu' pressante con l'avanzare della tecnologia medica: come comportarsi quando un paziente richiede che venga staccata la bombola di ossigeno anche quando questo e' un vero e proprio trattamento di sostentamento vitale?
Scott Halpem e John Hansen-Flasche sono gli autori di nuove linee guida per quei medici che si trovano a fronteggiare questo tipo di richiesta, pubblicate oggi sulla rivista Journal of the American Medical Association (Jama).
Halpem spiega: "pazienti informati e con la capacita' di decidere hanno il diritto di rinunciare a qualsiasi o ad ogni forma di trattamento di sostentamento vitale. Pero' non esiste una chiara definizione di cosa sia il trattamento di sostentamento vitale. Solitamente pensiamo a terapie mediche invasive come la respirazione meccanica, la dialisi e la nutrizione attraverso sonde. Quando applichiamo una mascherina facciale, l'ossigeno non e' per niente invasivo, ma chiaramente serve sempre da trattamento di sostentamento vitale per un numero sempre crescente di pazienti con malattie ai polmoni, al cuore, o tumori in stadio avanzato. Molti di questi pazienti perderebbero conoscenza e morirebbero dopo poche ora o minuto se viene staccato l'ossigeno".
Halpem e Hansen-Flaschen consigliano un approccio in quattro stadi per aiutare i medici ad affrontare le richieste di cessazione dell'ossigenazione:
1. I medici dovrebbero comunicare con chiarezza ai propri colleghi, al personale sanitario coinvolto nel trattamento del paziente, ai familiari e agli amici stretti del paziente che la somministrazione di ossigeno e' una forma di trattamento di sostentamento vitale. Pertanto, le richieste di cessare l'ossigenazione devono essere accolte con la stessa cautela delle richieste di cessazione di altre forme di sostentamento vitale.
2. I medici devono assicurarsi che i pazienti che richiedono la cessazione definitiva dell'ossigeno non siano soggetti a pressioni indebite, tra cui la volonta' dei familiari, considerazioni economiche o depressione curabile.
3. I medici devono assicurarsi che i pazienti abbiano la capacita' di prendere decisioni mediche documentando il fatto che i pazienti dimostrano di essere coerenti, coscienti, e razionali nel fare questo tipo di richieste.
4. I medici devono assicurarsi che i pazienti e i loro familiari capiscano quanto sia difficile prevedere quale sara' la reazione dei pazienti una volta rimosso l'ossigeno.
Scott Halpem e John Hansen-Flasche sono gli autori di nuove linee guida per quei medici che si trovano a fronteggiare questo tipo di richiesta, pubblicate oggi sulla rivista Journal of the American Medical Association (Jama).
Halpem spiega: "pazienti informati e con la capacita' di decidere hanno il diritto di rinunciare a qualsiasi o ad ogni forma di trattamento di sostentamento vitale. Pero' non esiste una chiara definizione di cosa sia il trattamento di sostentamento vitale. Solitamente pensiamo a terapie mediche invasive come la respirazione meccanica, la dialisi e la nutrizione attraverso sonde. Quando applichiamo una mascherina facciale, l'ossigeno non e' per niente invasivo, ma chiaramente serve sempre da trattamento di sostentamento vitale per un numero sempre crescente di pazienti con malattie ai polmoni, al cuore, o tumori in stadio avanzato. Molti di questi pazienti perderebbero conoscenza e morirebbero dopo poche ora o minuto se viene staccato l'ossigeno".
Halpem e Hansen-Flaschen consigliano un approccio in quattro stadi per aiutare i medici ad affrontare le richieste di cessazione dell'ossigenazione:
1. I medici dovrebbero comunicare con chiarezza ai propri colleghi, al personale sanitario coinvolto nel trattamento del paziente, ai familiari e agli amici stretti del paziente che la somministrazione di ossigeno e' una forma di trattamento di sostentamento vitale. Pertanto, le richieste di cessare l'ossigenazione devono essere accolte con la stessa cautela delle richieste di cessazione di altre forme di sostentamento vitale.
2. I medici devono assicurarsi che i pazienti che richiedono la cessazione definitiva dell'ossigeno non siano soggetti a pressioni indebite, tra cui la volonta' dei familiari, considerazioni economiche o depressione curabile.
3. I medici devono assicurarsi che i pazienti abbiano la capacita' di prendere decisioni mediche documentando il fatto che i pazienti dimostrano di essere coerenti, coscienti, e razionali nel fare questo tipo di richieste.
4. I medici devono assicurarsi che i pazienti e i loro familiari capiscano quanto sia difficile prevedere quale sara' la reazione dei pazienti una volta rimosso l'ossigeno.
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