Usa. Nuovo gene contro la dipendenza
Gli scienziati della Oregon Health and Science University avrebbero scoperto un nuovo gene per "aprire nuove strade alla cura della tossicodipendenza".Il gene, nome in codice Mpdz, nei topi e' implicato nella dipendenza da sostanze sedative-ipnotiche, come alcol, barbiturici, benzodiazepine, ed altre molto usate come 'droghe ricreative'.
Una volta compreso il meccanismo d'azione di questo gene, spiegano gli scienziati sulla rivista Nature Neuroscience, si potra' studiare il modo di contrastare l'innescarsi di certe tossicodipendenze.
La ricerca, ha spiegato il leader dell'equipe statunitense Kari Buck, si e' basata sull'osservazione genetica di varie famiglie di topolini seguite per molte generazioni. Gli scienziati osservavano anche il loro comportamento dopo il consumo di sostanze come alcol e barbiturici e la gravita' delle crisi di astinenza. Non tutti i topolini infatti manifestavano lo stesso desiderio di assumere la sostanza stupefacente o, in altri termini, solo alcuni sviluppavano una vera tossicodipendenza. Dopo molte osservazioni gli scienziati hanno stretto il tiro su ben 1000 geni che, scartati uno dopo l'altro, hanno lasciato solo cinque presunti colpevoli.
Alla fine, sostiene Buck, e' rimasto solo Mpdz come maggiore indiziato: infatti gli scienziati hanno trovato che a variazioni del codice di Mpdz corrispondevano differenti comportamenti dei roditori in astinenza.
Mpdz e' una molecola che interagisce con i recettori della serotonina, la quale e' invece un messaggero per la comunicazione tra neuroni. I recettori della serotonina gia' in altri studi erano stati additati come complici della dipendenza.
Gli scienziati per ora hanno visto che piu' e' grande la quantita' di Mpdz meno i topi sono suscettibili alla dipendenza e a soffrire di forti crisi di astinenza. Ma si deve individuare il meccanismo d'azione preciso di Mpdz per pensare concretamente a un rimedio anti-droga che abbia Mpdz, o meglio il suo prodotto molecolare, come bersaglio.
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