Usa. Oregon: Walters contrario alla marijuana terapeutica
John Walters, il responsabile delle politiche sulle droghe della Casa Bianca, e' a Portland, per il tour che lo vede in 25 citta' degli Stati Uniti. Invitato al Municipio, ha rafforzato la sua richiesta al Congresso, perche' elargisca piu' fondi per la lotta alla droga e per i centri di recupero, focalizzando in seguito l'attenzione, quasi esclusivamente contro la marijuana. "In questo Paese si ignora che i due terzi dei ragazzi in cura disintossicante e' consumatore di marijuana, e questa droga non e' innocua e meno pericolosa dell'eroina o della cocaina".
Questa argomentazione proprio non e' condivisa da Paul Armentano, del National Organization for the Reform of Marijuana Laws, meglio nota come NORML, il quale ha replicato -dando il via ad una vivace discussione- che i dati riportati da Walters sono ingannevoli, perche' nella realta' i giovani che fumano non cercano un trattamento disintossicante: "La meta' dei giovani in cura e' stata obbligata dai tribunali. Cio' significa che prima hanno subito un arresto, e per evitare di finire in prigione, vanno in trattamento". Inoltre non comprende l'opposizione di Walters al consumo della marijuana terapeutica: "Dieci Stati hanno una legge a riguardo, compreso l'Oregon, ma per Walters e' solo un modo per arrivare alla legalizzazione di tutte le droghe".
Walters: "I sostenitori della marijuana terapeutica, non sono interessati alla salute pubblica, ma solo agli interessi di questa o quella comunita'. Vogliono la legalizzazione di questa come di altre droghe. Facciamo partecipare le persone al dibattito, certamente i favorevoli perderebbero". Walters ha definito la battaglia della NORML, immorale.
Armentano: "E' immorale che i pazienti, i quali ricevono un beneficio medico dalla sostanza e non da altre medicine, siano imprigionati. Walters perdera': lo dimostrano gli Stati che hanno leggi sulla marijuana medica, e dal numero di americani che le condividono".
Questa argomentazione proprio non e' condivisa da Paul Armentano, del National Organization for the Reform of Marijuana Laws, meglio nota come NORML, il quale ha replicato -dando il via ad una vivace discussione- che i dati riportati da Walters sono ingannevoli, perche' nella realta' i giovani che fumano non cercano un trattamento disintossicante: "La meta' dei giovani in cura e' stata obbligata dai tribunali. Cio' significa che prima hanno subito un arresto, e per evitare di finire in prigione, vanno in trattamento". Inoltre non comprende l'opposizione di Walters al consumo della marijuana terapeutica: "Dieci Stati hanno una legge a riguardo, compreso l'Oregon, ma per Walters e' solo un modo per arrivare alla legalizzazione di tutte le droghe".
Walters: "I sostenitori della marijuana terapeutica, non sono interessati alla salute pubblica, ma solo agli interessi di questa o quella comunita'. Vogliono la legalizzazione di questa come di altre droghe. Facciamo partecipare le persone al dibattito, certamente i favorevoli perderebbero". Walters ha definito la battaglia della NORML, immorale.
Armentano: "E' immorale che i pazienti, i quali ricevono un beneficio medico dalla sostanza e non da altre medicine, siano imprigionati. Walters perdera': lo dimostrano gli Stati che hanno leggi sulla marijuana medica, e dal numero di americani che le condividono".
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