Usa. Partono i primi test clinici per sconfiggere le staminali del cancro
Sono l'ultimo baluardo dei tumori, che li rende resistenti alle cure, ma forse anche loro stanno per essere sconfitte. Le prime sperimentazioni cliniche contro le cellule staminali tumorali stanno per prendere il via negli Stati Uniti, e secondo quanto riporta il New York Times i primi farmaci che le combattono potrebbero vedere la luce entro pochi mesi.
Le ricerche sulle staminali tumorali sono definite dagli esperti il futuro della lotta al cancro: tre centri statunitensi hanno ottenuto i finanziamenti (piu' di cinque milioni di dollari solo dal National Cancer Institute) e i permessi per portare in fase clinica le scoperte che finora erano confinate nei laboratori, molto spesso anche italiani.
'L'Italia e' all'avanguardia nella ricerca in questo campo -conferma Ruggero De Maria, ricercatore dell'Istituto Superiore di Sanita' (Iss)- e da noi sono state scoperte le staminali di molti tipi di tumore, da quelli del colon a quelli cerebrali a quelli della mammella. Purtroppo pero' mentre negli Usa ci sono strutture e fondi enormi per passare alla fase clinica qui siamo molto indietro da questo punto di vista'.
Le cellule staminali tumorali sono una piccola parte di quelle provocate dal cancro, ma hanno la caratteristica di resistere alle terapie e di essere in grado di rigenerare il tumore anche quando le altre sono state spazzate via:'Non c'e' ancora la certezza assoluta, ma e' quasi sicuro che siano proprio queste cellule a causare quella che chiamiamo 'malattia minima residua', cioe' la capacita' del tumore di ripresentarsi anche a distanza di tempo -spiega Giorgio Stassi, dell'universita' di Palermo - la loro resistenza e' dovuta ad una barriera protettiva che riescono a formare e che non e' attaccata dalle normali terapie'.
Proprio dal laboratorio di Stassi, che ha contribuito a scoprire le staminali tumorali del colon, verra' la prima sperimentazione italiana su una molecola in grado di distruggere questa barriera:'Il loro segreto e' una sostanza chiamata Interleuchina 4, noi stiamo sperimentando adesso sui topi una molecola che blocca l'interleuchina, rendendo il tumore sensibile alle terapie, e da fine 2008 dovremmo iniziare gli studi di fase uno sui pazienti'.
Le staminali tumorali di molte forme di cancro sono state scoperte in Italia: l'ultimo studio, la cui pubblicazione su Cell Death and Differentiation, una rivista del gruppo di Nature, risale a pochi giorni fa, e' dovuto proprio al gruppo di De Maria, che e' riuscito ad individuare quelle del tumore al polmone. Secondo lo studio queste cellule, che sono una minima parte del totale di quelle tumorali, iniettate in topi sani hanno generato a loro volta il cancro.
'Questa e' sicuramente la strada piu' promettente nella lotta ai tumori -conferma De Maria- i gruppi di ricerca di tutto il mondo ci stanno lavorando e anche le aziende farmaceutiche sono fortemente interessate. Il problema e' che da noi non ce ne sono molte pronte ad impegnarsi'.
Le ricerche sulle staminali tumorali sono definite dagli esperti il futuro della lotta al cancro: tre centri statunitensi hanno ottenuto i finanziamenti (piu' di cinque milioni di dollari solo dal National Cancer Institute) e i permessi per portare in fase clinica le scoperte che finora erano confinate nei laboratori, molto spesso anche italiani.
'L'Italia e' all'avanguardia nella ricerca in questo campo -conferma Ruggero De Maria, ricercatore dell'Istituto Superiore di Sanita' (Iss)- e da noi sono state scoperte le staminali di molti tipi di tumore, da quelli del colon a quelli cerebrali a quelli della mammella. Purtroppo pero' mentre negli Usa ci sono strutture e fondi enormi per passare alla fase clinica qui siamo molto indietro da questo punto di vista'.
Le cellule staminali tumorali sono una piccola parte di quelle provocate dal cancro, ma hanno la caratteristica di resistere alle terapie e di essere in grado di rigenerare il tumore anche quando le altre sono state spazzate via:'Non c'e' ancora la certezza assoluta, ma e' quasi sicuro che siano proprio queste cellule a causare quella che chiamiamo 'malattia minima residua', cioe' la capacita' del tumore di ripresentarsi anche a distanza di tempo -spiega Giorgio Stassi, dell'universita' di Palermo - la loro resistenza e' dovuta ad una barriera protettiva che riescono a formare e che non e' attaccata dalle normali terapie'.
Proprio dal laboratorio di Stassi, che ha contribuito a scoprire le staminali tumorali del colon, verra' la prima sperimentazione italiana su una molecola in grado di distruggere questa barriera:'Il loro segreto e' una sostanza chiamata Interleuchina 4, noi stiamo sperimentando adesso sui topi una molecola che blocca l'interleuchina, rendendo il tumore sensibile alle terapie, e da fine 2008 dovremmo iniziare gli studi di fase uno sui pazienti'.
Le staminali tumorali di molte forme di cancro sono state scoperte in Italia: l'ultimo studio, la cui pubblicazione su Cell Death and Differentiation, una rivista del gruppo di Nature, risale a pochi giorni fa, e' dovuto proprio al gruppo di De Maria, che e' riuscito ad individuare quelle del tumore al polmone. Secondo lo studio queste cellule, che sono una minima parte del totale di quelle tumorali, iniettate in topi sani hanno generato a loro volta il cancro.
'Questa e' sicuramente la strada piu' promettente nella lotta ai tumori -conferma De Maria- i gruppi di ricerca di tutto il mondo ci stanno lavorando e anche le aziende farmaceutiche sono fortemente interessate. Il problema e' che da noi non ce ne sono molte pronte ad impegnarsi'.
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