Usa. Partono i procedimenti giudiziari su Clonaid
Approda in un'aula di giustizia la vicenda della piccola Eva, la neonata che i raeliani lo scorso dicembre hanno affermato di aver fatto nascere con un procedimento di clonazione, utilizzato per la prima volta per un essere umano. Un giudice di Fort Lauderdale, in Florida, ha cominciato ad esaminare la vicenda, nel corso di un'udienza affollata e piena di interrogativi. La causa, nata da un'iniziativa legale avviata a tutela della bambina da un avvocato della Florida, Bernard Siegel, si e' concentrata subito sugli aspetti procedurali. Il giudice deve capire se ha l'autorita' di procedere, ma nessuno per il momento, neppure gli avvocati che rappresentano in aula Clonaid - la societa' che sostiene di aver clonato la bambina - ha fornito elementi concreti che permettano di verificare se la piccola Eva esista davvero.
Il vicepresidente di Clonaid, Thomas Kaenzig, ha seguito l'udienza collegato in teleconferenza da Las Vegas invece di presentarsi a Fort Lauderdale come gli era stato chiesto, e a lui il giudice potrebbe imporre di rivelare, sotto giuramento, tutta la verita' su Eva.
Il primo faccia a faccia giudiziario ha portato alla luce delle informazioni quantomeno curiose: Clonaid e' legalmente un fantasma e in pratica non esiste. Quanto a Eva, la presunta prima bambina clonata, "non e' nata negli Usa", ma non si sa dove sia, ne' se esista veramente. Il giudice John Frusciante, apparso piu' volte irritato in aula, e' rimasto con piu' interrogativi che risposte ed ha fissato una nuova udienza, il 29 gennaio, nella quale vuole interrogare la direttrice di Clonaid, Brigitte Boisselier. Kaenzig ha detto di non ricevere compensi per la sua attivita' ed ha spiegato che Clonaid non ha sedi legali in nessuna parte del mondo. La societa' in pratica non esiste, quantomeno per la legge, e il giudice Frusciante non e' riuscito a stabilire neppure se esistono le basi per ritenersi competente a prendere qualsiasi iniziativa. "La mia unica preoccupazione e' la protezione di questa bambina", ha detto il giudice, che pero' non ha ottenuto una sola prova sulla reale esistenza di Eva. Gli avvocati dei raeliani e Kaenzig si sono limitati a dire che la piccola sta bene e "non e' nata negli Usa", anche se i suoi genitori sarebbero americani. L'unico legame con la Florida e l'unica base per una competenza processuale, per ora, e' il fatto che la clamorosa conferenza stampa nella quale la Boisselier annuncio' la nascita di Eva avvenne in un albergo locale.
Clonaid e i reaeliani, dopo l'annuncio della nascita di Eva avevano promesso test del Dna per provare la veridicita' delle loro affermazioni, ma da allora hanno cambiato idea, sostenendo che i genitori della piccola temono di perderla. La comunita' scientifica internazionale e' pressoche' unanime nel non credere che i raeliani siano riusciti a raggiungere il traguardo della clonazione umana e per il momento Clonaid non ha fatto niente per dimostrare il contrario.
Il vicepresidente di Clonaid, Thomas Kaenzig, ha seguito l'udienza collegato in teleconferenza da Las Vegas invece di presentarsi a Fort Lauderdale come gli era stato chiesto, e a lui il giudice potrebbe imporre di rivelare, sotto giuramento, tutta la verita' su Eva.
Il primo faccia a faccia giudiziario ha portato alla luce delle informazioni quantomeno curiose: Clonaid e' legalmente un fantasma e in pratica non esiste. Quanto a Eva, la presunta prima bambina clonata, "non e' nata negli Usa", ma non si sa dove sia, ne' se esista veramente. Il giudice John Frusciante, apparso piu' volte irritato in aula, e' rimasto con piu' interrogativi che risposte ed ha fissato una nuova udienza, il 29 gennaio, nella quale vuole interrogare la direttrice di Clonaid, Brigitte Boisselier. Kaenzig ha detto di non ricevere compensi per la sua attivita' ed ha spiegato che Clonaid non ha sedi legali in nessuna parte del mondo. La societa' in pratica non esiste, quantomeno per la legge, e il giudice Frusciante non e' riuscito a stabilire neppure se esistono le basi per ritenersi competente a prendere qualsiasi iniziativa. "La mia unica preoccupazione e' la protezione di questa bambina", ha detto il giudice, che pero' non ha ottenuto una sola prova sulla reale esistenza di Eva. Gli avvocati dei raeliani e Kaenzig si sono limitati a dire che la piccola sta bene e "non e' nata negli Usa", anche se i suoi genitori sarebbero americani. L'unico legame con la Florida e l'unica base per una competenza processuale, per ora, e' il fatto che la clamorosa conferenza stampa nella quale la Boisselier annuncio' la nascita di Eva avvenne in un albergo locale.
Clonaid e i reaeliani, dopo l'annuncio della nascita di Eva avevano promesso test del Dna per provare la veridicita' delle loro affermazioni, ma da allora hanno cambiato idea, sostenendo che i genitori della piccola temono di perderla. La comunita' scientifica internazionale e' pressoche' unanime nel non credere che i raeliani siano riusciti a raggiungere il traguardo della clonazione umana e per il momento Clonaid non ha fatto niente per dimostrare il contrario.
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