Usa. I pericoli dell'ecstasy per i nascituri
Secondo uno studio eseguito sui topi l'ecstasy pregiudica il normale sviluppo del cervello dei cuccioli nati da madri che hanno assunto la droga in un periodo corrispondente al primo trimestre di gravidanza.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Neurotoxicity and Teratology, avverte dell'eventualita' che gli stessi effetti deleteri si verifichino nell'uomo. Secondo il suo autore, Jack Lipton del Rush-Presbyterian-St. Luke's Medical Center di Chicago, ci sono pochi dati in merito all'uomo, ma quel che e' certo e' che se gli studi sui topi troveranno un riscontro nell'uomo, allora molte donne potrebbero esporre il proprio feto ad ecstasy inavvertitamente prima di sapere di essere incinte.
L'ecstasy, o metilenediossimetanfetamina, aumenta nei topi del 500% il numero di neuroni dopaminergici, cioe' che hanno come mediatore chimico del messaggio o impulso nervoso la dopamina. Questo aumento cosi' consistente, che si verifica a 21 giorni di vita del cucciolo, corrispondenti ai 2-6 anni di un bimbo, forse puo' spiegare i molti disturbi comportamentali osservati sui topini, da deficit di attenzione ed apprendimento, ad iperattivita' e disturbi dell'umore.
Per testare gli effetti della sostanza, gli scienziati l'hanno somministrata ad otto femmine di topo gravide, due volte al giorno dal 14-esimo al 20-esimo giorno di gravidanza, corrispondente al primo trimestre delle donne. Ad altre otto femmine usate come controllo hanno somministrato in pari dosi placebo. I cuccioli nati dal primo gruppo, ma non quelli dal gruppo di controllo, mostrano questo significativo aumento di neuroni dopaminergici sia nella corteccia frontale, sede della pianificazione di azioni, dell'attenzione, dei comportamenti coscienti come il mangiare, sia nello striato, coinvolto nella locomozione.
Gli scienziati pensano che in utero l'ecstasy interferisca col normale sviluppo del sistema nervoso o diminuendo il numero di cellule che secondo il corretto progetto di sviluppo devono andare incontro a morte programmata, o aumentando la concentrazione di fattori stimolanti la crescita cellulare.
"I nostri studi per ora dimostrano gli effetti sui feti dell'assunzione materna di ecstasy -dice Lipton- ma c'e' bisogno di ulteriori ricerche per saperne di piu' rispetto agli effetti dell'esposizione prenatale all'ecstasy".
La ricerca, pubblicata sulla rivista Neurotoxicity and Teratology, avverte dell'eventualita' che gli stessi effetti deleteri si verifichino nell'uomo. Secondo il suo autore, Jack Lipton del Rush-Presbyterian-St. Luke's Medical Center di Chicago, ci sono pochi dati in merito all'uomo, ma quel che e' certo e' che se gli studi sui topi troveranno un riscontro nell'uomo, allora molte donne potrebbero esporre il proprio feto ad ecstasy inavvertitamente prima di sapere di essere incinte.
L'ecstasy, o metilenediossimetanfetamina, aumenta nei topi del 500% il numero di neuroni dopaminergici, cioe' che hanno come mediatore chimico del messaggio o impulso nervoso la dopamina. Questo aumento cosi' consistente, che si verifica a 21 giorni di vita del cucciolo, corrispondenti ai 2-6 anni di un bimbo, forse puo' spiegare i molti disturbi comportamentali osservati sui topini, da deficit di attenzione ed apprendimento, ad iperattivita' e disturbi dell'umore.
Per testare gli effetti della sostanza, gli scienziati l'hanno somministrata ad otto femmine di topo gravide, due volte al giorno dal 14-esimo al 20-esimo giorno di gravidanza, corrispondente al primo trimestre delle donne. Ad altre otto femmine usate come controllo hanno somministrato in pari dosi placebo. I cuccioli nati dal primo gruppo, ma non quelli dal gruppo di controllo, mostrano questo significativo aumento di neuroni dopaminergici sia nella corteccia frontale, sede della pianificazione di azioni, dell'attenzione, dei comportamenti coscienti come il mangiare, sia nello striato, coinvolto nella locomozione.
Gli scienziati pensano che in utero l'ecstasy interferisca col normale sviluppo del sistema nervoso o diminuendo il numero di cellule che secondo il corretto progetto di sviluppo devono andare incontro a morte programmata, o aumentando la concentrazione di fattori stimolanti la crescita cellulare.
"I nostri studi per ora dimostrano gli effetti sui feti dell'assunzione materna di ecstasy -dice Lipton- ma c'e' bisogno di ulteriori ricerche per saperne di piu' rispetto agli effetti dell'esposizione prenatale all'ecstasy".
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