Usa. Piantagioni di marijuana nei parchi nazionali
In diversi parchi nazionali degli Stati della California, Arizona e Texas persone presumibilmente contrattate dai cartelli del narcotraffico messicano seminano marijuana in aree che possono arrivare ad occupare circa un chilometro quadrato nelle zone piu' remote dei boschi. La denuncia arriva dal National Parks Conservation Association (Npca), l'associazione nazionale per la conservazione dei parchi degli Stati Uniti.Secondo l'organizzazione, la coltivazione illegale di droghe in queste aree e' cresciuta dal 2001, quando a seguito degli eventi dell'11 settembre, la sicurezza alla frontiera con il Messico avrebbe obbligato i narcos messicani a trasferire le loro operazioni verso altre zone, e stavolta direttamente in territorio statunitense.
La situazione e' particolarmente grave nel Sequoia National Park e nel Whiskeytown National Recreation Area, in California; Organ Pipe Cactus e Coronado national monuments, in Arizona; e Amistad National Recreation Area e Padre Island National Seashore, in Texas.
Secondo le denunce presentate lo scorso 17 novembre davanti al Comitato per le risorse naturali della Camera dei Rappresentanti del Congresso Usa da Laura Whitehouse, direttrice del Central Valley Program per il National Parks Conservation Association le piante di marijuana vengono seminate e sorvegliate da uomini contrattati direttamente dai cartelli messicani.
Uomini vestiti da militari e armati di fucili AK-47, se in passato scappavano a fronte dell'arrivo dei guardaboschi, oggi si scontrano con le autorita'. Nuova tattica anche per le piantagioni invece che piu' piante in piccoli appezzamenti di terreno, meno piante in aree piu' estese e ai bordi dei boschi. Se nel 2004 nel Sequoia National Park erano state eradicate piu' di 4.000 piante, nel 2005 solo 1.351.
La testimonianza di Laura Whitehouse e' disponibile su Internet in versione integrale sul sito del Npca:
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