Giovedì 11 giugno 2026
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Usa. La politica intralcia la ricerca sulle cellule staminali

AMERICHE - USA
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Jose Cibelli, 39 anni, ha abbandonato la ACT (Advanced Cell Technology) per lavorare alla Michigan State University, dove dara' l'avvio ad un esperimento sulle biotecnologie animali. Secondo il Dr. Cibelli l'inizio di questa nuova attivita' significa abbandonare gli esperimenti ai quali si era dedicato negli ultimi cinque anni della sua vita, perche' attualmente in Michigan creare e distruggere embrioni umani a fini di ricerca e' illegale.
Da quando l'amministrazione Bush ha deciso di finanziare la ricerca solo per le linee cellulari gia' esistenti (78), cercare di ottenerne altre dalle stesse, e' eccessivamente difficile anche per i migliori scienziati, sia per gli ostacoli di natura politica-intellettuale, sia per la bassa qualita' delle cellule stesse. Poche cellule anche perche' i fondi privati sono pressoche' inesistenti. Le sette linee approvate dal National Institues of Health dell'India, ad esempio, non possono essere spedite ai laboratori Usa a causa delle leggi indiane. E compagnie come la Geron, che ha 7 linee nella sua sede di Menlo Park in California, sono disposte a cederle solo se gli scienziati le forniscono con regolaria' qualsiasi scoperta. In generale quindi le compagnie, non ricevendo fondi federali per la ricerca, e non potendo fare affidamento su fondi privati, sono costrette spesso a sospendere esperimenti importanti per motivi economici. La conseguenza e' che i ricercatori le evitano e tendono a rivolgersi agli unici disponibili: la University of California o la University of Wisconsin. Ovviamente entrambe le universita' sono inondate di richieste e quindi ritardano nella distribuzione.
La ricerca sulle staminali e' continuamente oggetto di pressioni e ostacoli da parte della politica, della Chiesa Cattolica, e spesso da organizzazioni dei diritti delle donne. La miscela di intralci rallenta il tutto, e su questo il Dr. Cibelli riflette e conclude: "il clima e' pessimo per le biotecnologie in generale, ma passera'."
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