Usa. Le politiche restrittive sull'immigrazione pregiudicano lo sviluppo hi-tech
Azim Premji, presidente di Wipro, gruppo indiano di outsourcing, ritiene che gli Stati Uniti debbano fronteggiare una carenza di abilità nel settore tecnologico superiore a quella dell'India. La causa sarebbe da ricercare nelle lacune del sistema didattico e in una politica sull'immigrazione restrittiva.
Secondo il presidente di Wipro, gli Stati Uniti non fanno abbastanza per attirare professori di matematica e scienze e non spingono gli studenti verso queste materie. "La matematica non è considerata importante nelle scuole e gli studenti non ottengono premi se si laureano in ingegneria", ha dichiarto Premji al Financial Times. Negli Stati Uniti, i laureati in ingegneria sono circa 70.000 ogni anno, contro i 400.000 dell'India.
A limitare l'aumento di esperti di informatica sarebbero, secondo Premji, anche le politiche restrittive sull'immigrazione degli Stati Uniti, che prevede l'ingresso di un minor numero di studenti e professionisti. Questo renderebbe difficile per le società di outsourcing fornire servizi ai clienti sul territorio statunitense.
I commenti di Premji sono sulla stessa linea delle preoccupazioni espresse in passato da aziende come Microsoft, General Electric, Google e Intel, che avevano sollecitato Washington a prendere provvedimenti per limitare il calo del numero di esperti del settore informatico. Bill Gates, fondatore di Microsoft, ha più volte espresso preoccupazione per il calo di interesse per le materie legate alla tecnologia nelle università americane.
Secondo il presidente di Wipro, gli Stati Uniti non fanno abbastanza per attirare professori di matematica e scienze e non spingono gli studenti verso queste materie. "La matematica non è considerata importante nelle scuole e gli studenti non ottengono premi se si laureano in ingegneria", ha dichiarto Premji al Financial Times. Negli Stati Uniti, i laureati in ingegneria sono circa 70.000 ogni anno, contro i 400.000 dell'India.
A limitare l'aumento di esperti di informatica sarebbero, secondo Premji, anche le politiche restrittive sull'immigrazione degli Stati Uniti, che prevede l'ingresso di un minor numero di studenti e professionisti. Questo renderebbe difficile per le società di outsourcing fornire servizi ai clienti sul territorio statunitense.
I commenti di Premji sono sulla stessa linea delle preoccupazioni espresse in passato da aziende come Microsoft, General Electric, Google e Intel, che avevano sollecitato Washington a prendere provvedimenti per limitare il calo del numero di esperti del settore informatico. Bill Gates, fondatore di Microsoft, ha più volte espresso preoccupazione per il calo di interesse per le materie legate alla tecnologia nelle università americane.
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