Usa. Premiati gli scopritori delle cellule staminali
I premi per la ricerca scientifica della Albert and Mary Lasker Foundation (clicca qui), spesso attribuiti a futuri destinatari di un premio Nobel per la Medicina, quest'anno hanno dato un riconoscimento alle scoperte fatte nel campo delle cellule staminali e delle impronte genetiche (DNA fingerprinting). Due pionieri della ricerca sulle cellule staminali, Ernest McCulloch (79 anni) e James Till (74 anni), hanno dimostrato l'esistenza, spesso evocata, di cellule capaci di autoriprodursi in modo identico e di differenziarsi in tutti i tessuti dell'organismo. E' a meta' degli anni 1950 che i due misero a punto un sistema sperimentale nei topi, volto a misurare la sensibilita' del midollo osseo alle radiazioni. Si trattava di stabilire e comprendere i meccanismi anticancro dei raggi. Essi provarono che il ratto contiene delle cellule capaci di dividersi e differenziarsi nelle tre linee cellulari del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Fu quello il punto di partenza per la spiegazione dei fattori ormonali che provocano la proliferazione delle cellule, e cio' ha consentito di capire come "prende" un trapianto di midollo.
Il Lasker 2005 ricompensa anche Edwin Southern (79 anni) dell'Universita' di Oxford, colui che ha messo a punto la tecnica d'individuazione di un gene nell'insieme del genoma di un individuo. Tecnica che porta il suo nome e che ha favorito la scoperta della sequenza intera dei genomi in specie viventi. Altro riconoscimento a sir Alec Jeffreys (55 anni) della Leicester University: utilizzando il metodo del Southern Blot, Jeffreys nel 1984 aveva notato che in alcuni frammenti del DNA presenti in tutti gli uomini, i segmenti variavano da un individuo all'altro. E' stato il punto di partenza per le mappature genetiche.
Il Lasker 2005 ricompensa anche Edwin Southern (79 anni) dell'Universita' di Oxford, colui che ha messo a punto la tecnica d'individuazione di un gene nell'insieme del genoma di un individuo. Tecnica che porta il suo nome e che ha favorito la scoperta della sequenza intera dei genomi in specie viventi. Altro riconoscimento a sir Alec Jeffreys (55 anni) della Leicester University: utilizzando il metodo del Southern Blot, Jeffreys nel 1984 aveva notato che in alcuni frammenti del DNA presenti in tutti gli uomini, i segmenti variavano da un individuo all'altro. E' stato il punto di partenza per le mappature genetiche.
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