Martedì 9 giugno 2026
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Usa. Un premio per il presidente del Costa Rica e per il suo lavoro contro la clonazione all'Onu

AMERICHE - USA
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"Il presidente Pacheco ha riunito una coalizione di nazioni, compresi gli Stati Uniti e diversi Paesi dell'Unione Europea, per chiedere un'ampia proibizione per la clonazione umana. L'Assemblea Generale dell'Onu probabilmente approvera' la sua proposta", cosi' Austin Ruse, presidente della commissione che ha scelto il vincitore del Premio Maximiliano Kolbe per la Pace, un riconoscimento per l'impegno a favore dei diritti umani. Ruse presiede il Catholic Family & Human Rights Institute.
Il premiato e' il presidente del Costa Rica Abel Pacheco: "come medico, credo nella scienza, ma in una scienza con dei principi; una scienza con dei principi etici, con norme etiche che guidino la ricerca del sapere. Come scientifico, credo e sostengo completamente lo sviluppo della biotecnologia, che non violi la dignita' umana".
A rallegrarsi della premiazione lo stesso presidente George W. Bush, che ha inviato una lettera. La consegna del premio e' avvenuta il 26 febbraio a Manhattan, New York. Davanti alla platea del Metropolitan Club, ricevuto il premio, il presidente del Costa Rica, ha detto: "E' un premio che io non accetto a nome di Abel Pacheco, ma come un omaggio al Costa Rica. E' un distinguersi per la difesa della vita, visto che noi costaricani ne siamo difensori ad oltranza e per questo non accettiamo ne' la clonazione, ne' l'aborto. Io sono un medico di professione e come tale ho giurato di difendere la vita umana, rispettando la dignita' di ciascun essere. Il diritto alla vita, e' il primo diritto umano. [.] Nonostante una certa reticenza della comunita' internazionale, il Governo del Costa Rica continuera' ad insistere per evitare la clonazione di qualsiasi tipo".
Riferendosi alle notizie arrivate dalla Corea del Sud, Pacheco ha precisato che "la clonazione terapeutica merita la stessa censura (di quella riproduttiva), poiche' per cercare di salvare la vita di una persona, bisogna assassinare centinaia di embrioni innocenti. Consideriamo questi progressi come un chiaro affronto alla dignita' umana e in questo senso, siamo altamente preoccupati. Per queste ragioni, riporteremo all'Onu la nostra iniziativa durante l'Assemblea Generale che si terra' a settembre, sappiamo che possiamo contare sul consenso di Stati Uniti, Ecuador, Portogallo, Spagna, Uganda, Italia e Norvegia, tra gli altri Paesi. Tuttavia, la nostra lotta sara' piu' intensa, visto che a partire da ora porteremo la nostra iniziativa in tutto il mondo".

Il 28 febbraio Abel Pacheco ha tenuto una conferenza stampa a New York dopo avere incontrato il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, ribadendo che la sua contrarieta' alla clonazione non ha nulla a che vedere con la religione, trattandosi invece di una questione etica di rispetto della vita umana. "Far crescere un essere umano per poi prendergli gli organi e' un omicidio. E' una posizione umanista elementare", ha detto Pacheco.
Era presente anche il ministro degli Esteri Roberto Tovar che ha ripetuto come l'utilizzazione degli embrioni per fini scientifici "e' utilizzare l'uomo per la scienza", mentre utilizzare altre alternative, come le staminali adulte e' "usare la scienza in beneficio dell'uomo".
L'occasione e' comunque stata utile per ricordare l'appuntamento di settembre in cui, ha ribadito Pacheco, "riproporremo la nostra opposizione alla clonazione ancora una volta". "Abbiamo detto al signor Annan che e' necessario riaprire il dibattito della clonazione, visto che la votazione precedente ci ha visto perdere per un voto, lasciandoci con la preoccupazione di proseguire in questa lotta per la vita. Per questa ragione, riproporremo il tema di nuovo quando arrivera' il momento", ha concluso Pacheco.
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