Usa. Primo trapianto da proprio cordone per bambina affetta da leucemia
Un team di medici americani ha sperimentato con successo una terapia contro la leucemia su una bambina di 3 anni mai tentata fino ad oggi. La piccola paziente, affetta dalla forma più comune di tumore nei bambini, la leucemia linfoblastica acuta, ha ricevuto una donazione di sangue dal suo stesso cordone ombelicale, che i genitori avevano con provvidenziale preveggenza conservato in una banca del sangue privata.
L'intervento è stato pionieristico: si tratta del primo caso in cui un bambino malato di leucemia è stato donatore di sangue di se stesso. La paziente, nata nel 1999, si è ammalata nel 2003. Dopo massicce sedute di chemioterapia, la malattia è regredita, ma solo per dieci mesi. La bimba si è di nuovo ammalata e questa volta il tumore ha attaccato anche il midollo spinale, segno che si trattava di una forma particolarmente aggressiva e resistente alle cure. Di qui la decisione dei genitori e dei medici di tentare una nuova via. La tecnica viene descritta da Ammar Hayani, l'oncologo pediatrico che ha avuto in cura la bambina presso l'Advocate Hope Children's Hospital di Oak Lawn, nell'Illinois, sulla rivista Pediatrics. Anziché ricorrere a trapianto di sangue o midollo di un parente o di un estraneo, è stato usato il sangue del cordone ombelicale della paziente conservato dai genitori. La procedura non era senza rischi, perché, anche se il sangue del cordone ombelicale è stato esaminato per assicurarsi che non contenesse cellule tumorali, le tecniche di screening non sono accurate al 100%, nota Hayani. I risultati finora suggeriscono che il coraggioso intervento abbia avuto successo. "Una recidiva sembra improbabile e la bimba gode di un'eccellente qualità di vita, molto migliore che se avesse ricevuto cellule staminali da un donatore esterno", scrive Hayani.
Qui il testo integrale dello studio: clicca qui
L'intervento è stato pionieristico: si tratta del primo caso in cui un bambino malato di leucemia è stato donatore di sangue di se stesso. La paziente, nata nel 1999, si è ammalata nel 2003. Dopo massicce sedute di chemioterapia, la malattia è regredita, ma solo per dieci mesi. La bimba si è di nuovo ammalata e questa volta il tumore ha attaccato anche il midollo spinale, segno che si trattava di una forma particolarmente aggressiva e resistente alle cure. Di qui la decisione dei genitori e dei medici di tentare una nuova via. La tecnica viene descritta da Ammar Hayani, l'oncologo pediatrico che ha avuto in cura la bambina presso l'Advocate Hope Children's Hospital di Oak Lawn, nell'Illinois, sulla rivista Pediatrics. Anziché ricorrere a trapianto di sangue o midollo di un parente o di un estraneo, è stato usato il sangue del cordone ombelicale della paziente conservato dai genitori. La procedura non era senza rischi, perché, anche se il sangue del cordone ombelicale è stato esaminato per assicurarsi che non contenesse cellule tumorali, le tecniche di screening non sono accurate al 100%, nota Hayani. I risultati finora suggeriscono che il coraggioso intervento abbia avuto successo. "Una recidiva sembra improbabile e la bimba gode di un'eccellente qualità di vita, molto migliore che se avesse ricevuto cellule staminali da un donatore esterno", scrive Hayani.
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