Usa. Programma di cinque anni mirato a distruggere il lupus
Un gruppo internazionale di ricercatori ha annunciato l'inizio di un progetto quinquennale sull'efficacia delle cellule staminali ematopoietiche su pazienti affetti da forme resistenti di lupus eritematoso.
Gli scienziati, del Department of Health and Human Service del National Institute of Health (NIH), mirano a scoprire se le staminali producono effetti di resistenza alle ricadute: il lupus infatti e' una malattia autoimmune che colpisce in modo doloroso e permanente gli organi piu' importanti. Alla base della ricerca inoltre vi sara' l'analisi delle cellule T e B, i globuli bianchi del sangue, e il loro ruolo nella malattia.
Nello studio pilota 14 pazienti di eta' compresa fra i 15 e i 40 anni riceveranno trapianti continuati di staminali, mentre le proprie verranno rimosse dal midollo. Queste vengono ripulite e purificate dalla loro patologia con degli immunosoppressori, per poi essere reinfuse nell'organismo.
"Molti pazienti hanno rinunciato a provare delle cure alternative perche' tutte si limitavano a ridurre i sintomi ma non la base della malattia", spiega Stephen Katz, direttore del National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases (NIAMS). "Per questi pazienti le cellule staminali sono l'unica speranza di vivere con un sistema immunitario normale".
In genere nelle forme gravi di lupus si tende a distruggere le cellule piu' pericolose con dosi massicce di imunosoppressori, che pero' distruggono e indeboliscono le difese naturali. Per questo occorre un approccio che distrugga da un lato e "rimpiazzi" dall'altro in modo stabile e continuativo.
Gli scienziati, del Department of Health and Human Service del National Institute of Health (NIH), mirano a scoprire se le staminali producono effetti di resistenza alle ricadute: il lupus infatti e' una malattia autoimmune che colpisce in modo doloroso e permanente gli organi piu' importanti. Alla base della ricerca inoltre vi sara' l'analisi delle cellule T e B, i globuli bianchi del sangue, e il loro ruolo nella malattia.
Nello studio pilota 14 pazienti di eta' compresa fra i 15 e i 40 anni riceveranno trapianti continuati di staminali, mentre le proprie verranno rimosse dal midollo. Queste vengono ripulite e purificate dalla loro patologia con degli immunosoppressori, per poi essere reinfuse nell'organismo.
"Molti pazienti hanno rinunciato a provare delle cure alternative perche' tutte si limitavano a ridurre i sintomi ma non la base della malattia", spiega Stephen Katz, direttore del National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases (NIAMS). "Per questi pazienti le cellule staminali sono l'unica speranza di vivere con un sistema immunitario normale".
In genere nelle forme gravi di lupus si tende a distruggere le cellule piu' pericolose con dosi massicce di imunosoppressori, che pero' distruggono e indeboliscono le difese naturali. Per questo occorre un approccio che distrugga da un lato e "rimpiazzi" dall'altro in modo stabile e continuativo.
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