Sabato 6 giugno 2026
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Usa. La prossima ondata di criminalita'

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Il presidente americano George W. Bush, si legge in un editoriale sul quotidiano New York Times, ha stupito diverse persone quando ha recentemente parlato del recupero degli ex detenuti, e di come la prevenzione dal crimine sia una via migliore da seguire della tradizionale politica dei repubblicani di "mettere tutti in galera e buttare la chiave".
L'America ha avuto negli ultimi 20 anni, anche grazie alle leggi speciali sul crack, il tasso di detenuti per abitante (700 su 100.000, sette volte di piu' dell'Ue) piu' alto e con la crescita piu' veloce del mondo.
L'effetto di questo e' che il budget totale per gli istituti di pena sfora di 50 miliardi di dollari l'anno, e gli Stati, negli ultimi anni si sono visti costretti a ricorrere, per questioni di bilancio, alle pene alternative, soprattutto per quei colpevoli di reati di droga di lieve entita', che sono stati mandati verso i programmi di recupero.
Recenti studi hanno inoltre affermato che le pene severissime sono responsabili di solo una parte della riduzione della criminalita'. L'economia degli anni '90, ma soprattutto il fatto che le sostanze "proibitissime" come il crack siano meno utilizzate, hanno meriti sicuramente maggiori.
Ma la politica degli anni passati rischia di riflettersi anche sul futuro prossimo. Se questo esercito di ex detenuti (600.000 l'anno) non avra' la "seconda possibilita'", questi andranno nuovamente ad ingrossare le fila del crimine, fino a creare una nuova ondata che richiedera' come 20 anni prima, le leggi speciali per combatterlo.
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