Usa. Proteina come fattore di crescita ed espansione per le staminali
Un gruppo di scienziati della Duke University ha svolto due studi sulla crescita delle cellule staminali ematopoietiche, pubblicati nel corrente numero della rivista Nature.
Il team ha scoperto che esiste una particolare proteina, chiamata Wnt, che stimola la crescita delle cellule staminali presenti nel midollo osseo, e che potrebbe essere utile per i pazienti che hanno subito lesioni al sistema immunitario con chemioterapie o radiazioni. Negli esperimenti in laboratorio, sono state coltivate delle linee cellulari di topi con questa proteina. La Wnt ha permesso alle linee di espandersi notevolmente, senza pero' maturare e quindi differenziarsi. Le linee ottenute sono poi state trapiantate negli animali, e li' hanno iniziato a trasformarsi nelle cellule ematopoietiche e in quelle del sistema immunitario.
"Il tempo necessario per rigenerare il sangue e il sistema immunitario di un paziente, dipende principalmente dalla quantita' di staminali trapiantate, cosi' che piu' cellule vengono infuse, piu' efficiente risultera' l'operazione", spiega la dott.ssa Tannishtha Reya, coautrice degli studi. Questo significa che un fattore di crescita naturale come una proteina e' un ottimo supporto per i trapianti di staminali, in quanto consente di sviluppare maggiori quantita' di linee in minor tempo.
"Questo e' uno dei piu' grandi risultati nel campo delle staminali: essere in grado di isolare queste cellule e farle moltiplicare", ha dichiarato Roel Nusse, della Stanford University e coautore di entrambi gli studi.
Il team ha scoperto che esiste una particolare proteina, chiamata Wnt, che stimola la crescita delle cellule staminali presenti nel midollo osseo, e che potrebbe essere utile per i pazienti che hanno subito lesioni al sistema immunitario con chemioterapie o radiazioni. Negli esperimenti in laboratorio, sono state coltivate delle linee cellulari di topi con questa proteina. La Wnt ha permesso alle linee di espandersi notevolmente, senza pero' maturare e quindi differenziarsi. Le linee ottenute sono poi state trapiantate negli animali, e li' hanno iniziato a trasformarsi nelle cellule ematopoietiche e in quelle del sistema immunitario.
"Il tempo necessario per rigenerare il sangue e il sistema immunitario di un paziente, dipende principalmente dalla quantita' di staminali trapiantate, cosi' che piu' cellule vengono infuse, piu' efficiente risultera' l'operazione", spiega la dott.ssa Tannishtha Reya, coautrice degli studi. Questo significa che un fattore di crescita naturale come una proteina e' un ottimo supporto per i trapianti di staminali, in quanto consente di sviluppare maggiori quantita' di linee in minor tempo.
"Questo e' uno dei piu' grandi risultati nel campo delle staminali: essere in grado di isolare queste cellule e farle moltiplicare", ha dichiarato Roel Nusse, della Stanford University e coautore di entrambi gli studi.
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