Domenica 7 giugno 2026
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Usa. Puerto Rico. Per battere la droga occorre medicalizzarla

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"Quanto denaro siamo disposti a spendere per il fallimento della guerra alle droghe? Dobbiamo trovare una soluzione ai nostri problemi", cosi' il segretario alla Correción y Rehabilitación Miguel Pereira. Circa l'80% della popolazione penitenziaria sconta delle pene per reati collegati alla vendita, possesso e consumo di stupefacenti, ha avvertito. Negli ultimi anni i programmi metadonici nelle carceri sono cresciuti, passando da 18 a 350 pazienti e il numero dei consumatori di eroina si e' ridotto dal 62 al 18%. Questi successi si devono all'impostazione sanitaria che non stigmatizza il consumatore di droghe, e Pereira propone percio' di trasferirla anche fuori dal circuito penitenziario con programmi di somministrazione medica di droghe illegali. Per evitare fraintendimenti Pereira ha ribadito che devono essere ripensate le strategie anti droga, mentre "dobbiamo continuare con l'aspetto di interdizione, ma dobbiamo indirizzarlo in altra maniera". Non sui consumatori, ma sui narcotrafficanti.
Il governatore Aníbal Acevedo Vilá ha gia' risposto con un secco no a qualsiasi proposta di legalizzazione delle droghe, mentre ha ribadito il suo sostegno ad ampliare trattamenti sanitari a base di medicinali -come metadone e buprenorfina- per combattere la dipendenza da eroina. Sono 3.100 i pazienti in cura in sei centri. Diverso il discorso della somministrazione medica di droghe illegali, "se Pereira mi raccomanda questo, la mia risposta e' no", ha detto il governatore nel corso di una conferenza stampa.
Scetticismo e' stato manifestato anche dal sovrintendente della Polizia Pedro Toledo, secondo il quale la misura potrebbe far aumentare il numero di tossicodipendenti nel Paese, gia' stimati in 170 mila. "Il programma di metadone qui non ha avuto successo. Lo Stato non dovrebbe dare la droga ai suoi cittadini. Questo, inoltre, comporterebbe altri problemi visto che verrebbero molte persone da altri Paesi a Puerto Rico per consumare stupefacenti".
"La portata del problema e' enorme. Quando si guarda alla quantita' delle persone colpite, c'e' una breccia enorme in termini di necessita' e disponibilita' dei servizi. Sono d'accordo e appoggio le dichiarazioni di Pereira", dice Dalila Aguilú, ex direttrice dell'Assmca, l'Amministrazione dei Servizi di salute Mentale e Contro la Dipendenza.
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