Usa. Reagan figlio perora la causa delle staminali embrionali
Il figlio del Presidente Reagan, Ron, ha affrontato ancora una volta la discussione sulle cellule staminali embrionali, alla cerimonia di apertura della convention 2005 dell'American Association of Pharmaceutical Scientists. "Sono allarmato dalle dichiarazioni anti-scientifiche ed anti-intellettuali che si sentono in merito alla ricerca sugli embrioni umani. Spesso si sente dire che non ci sono dati statistici che dimostrino l'efficacia e i benefici delle terapie con staminali embrionali, e questo crea confusione lasciando spazio ad argomenti ideologici. Basta pensare al passato: non sapevamo con esattezza quanto avrebbero funzionato gli antibiotici fino a che non li abbiamo provati".
Reagan ha poi affrontato le obiezioni, spesso usate negli Usa, sul 'disegno divino', sull'inizio del concepimento e il sacrificio della scienza piuttosto che della 'vita umana'. Quando pero' ha cominciato a parlare della guerra in Iraq, nell'uditorio alcuni presenti si sono alzati e hanno lasciato la sala.
Secondo David Mitchell, uno degli organizzatori della convention, al raduno hanno partecipato oltre 8.000 scienziati farmaceutici, provenienti da piu' di 43 Paesi. Mitchell ha dichiarato inoltre che occorre maggiore educazione alla comunicazione per gli stessi addetti ai lavori; alla convention infatti, si sono tenuti seminari specifici con questo scopo, e numerose tavole rotonde di discussione per focalizzarne gli elementi chiave e indirizzare la comunicazione con i media verso un messaggio chiaro e anti-ideologico.
Reagan ha poi affrontato le obiezioni, spesso usate negli Usa, sul 'disegno divino', sull'inizio del concepimento e il sacrificio della scienza piuttosto che della 'vita umana'. Quando pero' ha cominciato a parlare della guerra in Iraq, nell'uditorio alcuni presenti si sono alzati e hanno lasciato la sala.
Secondo David Mitchell, uno degli organizzatori della convention, al raduno hanno partecipato oltre 8.000 scienziati farmaceutici, provenienti da piu' di 43 Paesi. Mitchell ha dichiarato inoltre che occorre maggiore educazione alla comunicazione per gli stessi addetti ai lavori; alla convention infatti, si sono tenuti seminari specifici con questo scopo, e numerose tavole rotonde di discussione per focalizzarne gli elementi chiave e indirizzare la comunicazione con i media verso un messaggio chiaro e anti-ideologico.
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