Usa. Il Reeve-Irvine Research Center
Per il quotidiano La Stampa Ermanno Bencivenga scrive un reportage da Los Angeles: "SUPERMAN". "Le lesioni della spina dorsale erano considerate incurabili, fino a qualche anno fa. Chi ne ha sofferto, sostenevano a una voce luminari della scienza e medici della mutua, deve rassegnarsi al suo destino e adattarsi a vivere su una sedia a rotelle. [.] Oggi la situazione e' drammaticamente cambiata, e la vicenda di come si e' arrivati a questo cambiamento costituisce uno dei piu' curiosi episodi della storia della scienza. Ma prima e' bene chiarire quanto errata fosse l'opinione tradizionale. La mia guida e' Hans Keirstead, 36 anni, il primo dei tre professori assunti dal Reeve-Irvine Research Center dell'Universita' di California (sede a Irvine), un istituto interamente dedicato alle lesioni della spina dorsale. Keirstead e' canadese, dottorato a Vancouver, esperienza a Cambridge, quindi la California. Il motivo lo dichiara senza esitazioni: qui c'e' molto denaro e il denaro muove la ricerca rapidamente. [.] Keirstead e' riuscito a coltivare cellule embrionali (cellule indifferenziate, che possono trasformarsi in cellule qualsiasi) traendone una popolazione di cellule cerebrali; queste ultime vengono iniettate nella parte lesa contribuendo alla rigenerazione. Edgerton, un neuroscienziato dell'Ucla, ha introdotto l'idea che un paraplegico possa riacquistare la memoria di come si cammina se viene fatto camminare a lungo da una macchina: i suoi arti vengono fatti muovere meccanicamente e i relativi circuiti nervosi vengono cosi' risvegliati dal loro torpore. Uno studioso di St. Louis ha stimolato elettricamente le zampe di ratti cui si era recisa la spina dorsale e ha quindi osservato una crescita fino all'ottanta per cento delle loro cellule neuronali. Un chirurgo cinese ha iniettato cellule olfattive, le uniche che si rigenerano costantemente, nella colonna vertebrale di pazienti paraplegici e li ha visti riprendere alcune funzioni motorie e sensoriali. Come si e' arrivati da un totale pessimismo a simili fuochi d'artificio? La risposta e' contenuta nel nome stesso del centro di Irvine: il Reeve che vi compare e' Christopher Reeve, il Superman di quattro film di successo. Nel 1995 Reeve, come e' noto, cadde da cavallo e rimase paralizzato dal collo in giu'. La prognosi era che non si sarebbe piu' mosso; ma lui rifiuto' di crederci. Con feroce determinazione ha proseguito nella fisioterapia e si e' sottoposto a esperimenti di ogni genere; adesso e' in grado di muovere le gambe quando e' immerso nell'acqua, di esercitare pressione con le braccia e di sollevare un dito, e ha anche ricominciato a provare sensazioni tattili. Fra i miti che i suoi progressi hanno infranto, c'e' quello che un paraplegico migliori solo nei primi sei mesi dopo la lesione: Reeve ha continuato a migliorare per anni, con intensita' crescente. Fin qui la storia personale. Quel che piu' conta e' che Superman conduce la sua battaglia anche a livello pubblico. Partecipa a conferenze, fa pubblicita' in tv, soprattutto dirige la Christopher Reeve Paralysis Foundation, che offre oltre 13 milioni di dollari in borse di ricerca ogni anno; invita il Governo federale e vari Stati dell'Unione a sostenere la sperimentazione con cellule embrionali (la California e il New Jersey hanno approvato leggi in questo senso). E ha dato il suo nome al centro di Irvine, che ne ha tratto grande popolarita' e milioni di dollari in donazioni. Asserisce di fare tutto questo perche' ha fretta: ha 51 anni e non vuole essere troppo vecchio quando camminera' ancora. [.]".
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