Usa. Relazione tra ecstasy e morbo di Parkinson?
L'uso dell'ecstasy e l'insorgere del morbo di Parkinson potrebbero essere strettamente collegati. Le ricerche, condotte da ricercatori dell'Universita' di Baltimora, vanno in questo senso.
Come scrive l'agenzia di stampa tedesca DPA, nella rivista 'Science' i ricercatori spiegano il collegamento che sono riusciti a trovare tra l'assunzione di ecstasy e la dopamina, che agisce a livello del sistema nervoso centrale nella trasmissione dei messaggi neuronali. Nelle scimmie utilizzate per gli esperimenti si e' scoperto che l'assunzione della droga disturba il 60-80% delle cellule nervose situate nella zona del cervello chiamata striatum, area dove agisce la dopamina. Ed e' noto che la perdita di controllo dei movimenti e altri sintomi del morbo di Parkinson iniziano quando vengono disturbate le cellule nervose sensibili alla dopamina.
Anche se le prove ottenute sulle scimmie non sono valide al 100% per gli esseri umani, danno comunque un'idea molto vicina alla realta'. Viene cosi' demolito il mito per cui, non provocando conseguenze, l'ecstasy viene considerata innocua. In realta', sottolinea Science, i giovani devono pensare ai danni che questo tipo di droga provoca sul cervello in generale e sulle cellule nervose in particolare, non subito, ma piu' tardi negli anni. La dose di droga giudicata dai ricercatori 'pericolosa' per il Parkisnon e' di tre o piu' pillole nel corso di una notte.
Come scrive l'agenzia di stampa tedesca DPA, nella rivista 'Science' i ricercatori spiegano il collegamento che sono riusciti a trovare tra l'assunzione di ecstasy e la dopamina, che agisce a livello del sistema nervoso centrale nella trasmissione dei messaggi neuronali. Nelle scimmie utilizzate per gli esperimenti si e' scoperto che l'assunzione della droga disturba il 60-80% delle cellule nervose situate nella zona del cervello chiamata striatum, area dove agisce la dopamina. Ed e' noto che la perdita di controllo dei movimenti e altri sintomi del morbo di Parkinson iniziano quando vengono disturbate le cellule nervose sensibili alla dopamina.
Anche se le prove ottenute sulle scimmie non sono valide al 100% per gli esseri umani, danno comunque un'idea molto vicina alla realta'. Viene cosi' demolito il mito per cui, non provocando conseguenze, l'ecstasy viene considerata innocua. In realta', sottolinea Science, i giovani devono pensare ai danni che questo tipo di droga provoca sul cervello in generale e sulle cellule nervose in particolare, non subito, ma piu' tardi negli anni. La dose di droga giudicata dai ricercatori 'pericolosa' per il Parkisnon e' di tre o piu' pillole nel corso di una notte.
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