Usa. Replicato vitello in via di estinzione, il banteng
Due vitellini di un raro animale asiatico nati negli Usa, hanno dimostrato che la clonazione -il traguardo forse piu' controverso della scienza contemporanea- puo' salvare un animale ormai sull'orlo dell'estinzione.
Avvistare in natura un banteng di Giava -un mammifero dalle grandi corna, che da adulto arriva a pesare 900 chili e che un tempo abbondava nelle foreste tropicali del Sudest Asiatico- e' un'esperienza ormai rara. Il banteng e' un bovide la cui popolazione selvatica e' oggi stimata in 8mila esemplari. Ma l'animale che sembra destinato a scomparire potrebbe tornare a prosperare, se il lavoro avviato da studiosi dell'Advanced Cell Technonoly (Act), di Worcester, nel Massachusetts, dara' i frutti sperati.
E se il buongiorno si vede dal mattino, il futuro del banteng sembra proprio in buone mani. Quelle degli esperti dell'Act che, in un laboratorio dello Iowa, dalle cellule di un esemplare di banteng morto oltre 20 anni fa, l'ultimo rimasto in cattivita' negli Usa, hanno estratto il Dna per iniettarlo in ovuli di vacca -come si fa per l'inseminazione artificiale- riuscendo a ottenere alcune decine di embrioni. Questi sono stati poi impiantati per la gestazione nell'utero di altrettante vacche, riuscendo ad attecchire in due casi.
Il primo vitellino, nato il primo aprile con parto cesareo, gode ottima salute, mentre il secondo nato il sette aprile sempre con un cesareo, e' stato soppresso due giorni dopo per problemi di salute gravi.
Rimane comunque il fatto che l'esperimento e' riuscito e che fornira' una nuova messe di dati sulla tecnica della clonazione, arricchendo conoscenze sul tema. Fra sei anni, dopo essere diventati adulti nel parco di San Diego, dove non ci sono piu' maschi banteng, i vitelli verranno fatti accoppiare con femmine della loro specie, riattivando cosi' una linea di allevamento di questo raro bovino negli Usa.
Per Oliver Ryder, responsabile del Centro per la riproduzione delle specie in via d'estinzione dello Zoo di San Diego, assieme a quelli per la difesa dell'habitat naturale, la clonazione e' lo strumento piu' importante per salvare una specie a rischio. Assicurare linee di allevamento altre da quelle esistenti in natura, secondo Ryder, significa realizzare serbatoi alternativi alla riproduzione di una specie, garantendo la sopravvivenza prolungata di una piccola popolazione e aiutando in questo modo la selezione degli animali piu' adatti alla sopravvivenza, che potrebbero col tempo essere reintrodotti nell'ambiente naturale infondendo nuova linfa alla specie. Quando una specie si riduce a una popolazione sparuta, i rischi di estinzione aumentano in modo geometrico, poiche' all'interno di un piccolo gruppo esiste una varieta' genetica minima, mentre per prosperare ed evolversi serve il massimo della varieta' genetica.
Critica la reazione della Lav (Lega Antivivisezione), secondo Giovanni Guadagna "i ricercatori che hanno diffuso la notizia sono guidati dal dottor Robert Lanza, lo stesso che ammise di aver bloccato un suo esperimento di clonazione umana al 14mo giorno per impedimenti etici. Ora sta utilizzando come forma di occultamento delle sue imprese (la clonazione umana) i programmi di salvaguardia delle specie animali minacciate dall'estinzione".
Avvistare in natura un banteng di Giava -un mammifero dalle grandi corna, che da adulto arriva a pesare 900 chili e che un tempo abbondava nelle foreste tropicali del Sudest Asiatico- e' un'esperienza ormai rara. Il banteng e' un bovide la cui popolazione selvatica e' oggi stimata in 8mila esemplari. Ma l'animale che sembra destinato a scomparire potrebbe tornare a prosperare, se il lavoro avviato da studiosi dell'Advanced Cell Technonoly (Act), di Worcester, nel Massachusetts, dara' i frutti sperati.
E se il buongiorno si vede dal mattino, il futuro del banteng sembra proprio in buone mani. Quelle degli esperti dell'Act che, in un laboratorio dello Iowa, dalle cellule di un esemplare di banteng morto oltre 20 anni fa, l'ultimo rimasto in cattivita' negli Usa, hanno estratto il Dna per iniettarlo in ovuli di vacca -come si fa per l'inseminazione artificiale- riuscendo a ottenere alcune decine di embrioni. Questi sono stati poi impiantati per la gestazione nell'utero di altrettante vacche, riuscendo ad attecchire in due casi.
Il primo vitellino, nato il primo aprile con parto cesareo, gode ottima salute, mentre il secondo nato il sette aprile sempre con un cesareo, e' stato soppresso due giorni dopo per problemi di salute gravi.
Rimane comunque il fatto che l'esperimento e' riuscito e che fornira' una nuova messe di dati sulla tecnica della clonazione, arricchendo conoscenze sul tema. Fra sei anni, dopo essere diventati adulti nel parco di San Diego, dove non ci sono piu' maschi banteng, i vitelli verranno fatti accoppiare con femmine della loro specie, riattivando cosi' una linea di allevamento di questo raro bovino negli Usa.
Per Oliver Ryder, responsabile del Centro per la riproduzione delle specie in via d'estinzione dello Zoo di San Diego, assieme a quelli per la difesa dell'habitat naturale, la clonazione e' lo strumento piu' importante per salvare una specie a rischio. Assicurare linee di allevamento altre da quelle esistenti in natura, secondo Ryder, significa realizzare serbatoi alternativi alla riproduzione di una specie, garantendo la sopravvivenza prolungata di una piccola popolazione e aiutando in questo modo la selezione degli animali piu' adatti alla sopravvivenza, che potrebbero col tempo essere reintrodotti nell'ambiente naturale infondendo nuova linfa alla specie. Quando una specie si riduce a una popolazione sparuta, i rischi di estinzione aumentano in modo geometrico, poiche' all'interno di un piccolo gruppo esiste una varieta' genetica minima, mentre per prosperare ed evolversi serve il massimo della varieta' genetica.
Critica la reazione della Lav (Lega Antivivisezione), secondo Giovanni Guadagna "i ricercatori che hanno diffuso la notizia sono guidati dal dottor Robert Lanza, lo stesso che ammise di aver bloccato un suo esperimento di clonazione umana al 14mo giorno per impedimenti etici. Ora sta utilizzando come forma di occultamento delle sue imprese (la clonazione umana) i programmi di salvaguardia delle specie animali minacciate dall'estinzione".
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