Usa. Scoperta una proteina che elimina la necessita’ dei fattori di crescita animali
Lo sviluppo e la crescita delle cellule staminali embrionali e' ancora uno dei momenti piu' difficili da gestire per i ricercatori. E' una fase in cui e' complicato stabilire esattamente cosa succede all'interno della cellula, e come influiscono i fattori esterni sulla formazione degli stadi di sviluppo successivi.
Un gruppo di ricercatori del WiCell Research Institute, con la collaborazione dei colleghi della University of Wisconsin-Madison, ha trovato un metodo di coltivazione che non prevede l'aggiunta di fattori di crescita animali, e che potrebbe eliminare i rischi di contaminazione dovuti a questo problema. Fino ad oggi infatti gli scienziati dovevano ricorrere a particolari cellule dei tessuti connettivi ottenute da embrioni di topi, i fibroblasti, che garantivano la sopravvivenza e lo sviluppo delle staminali embrionali. In particolare, questi fattori garantivano lo stadio "indifferenziato" delle cellule anche per lunghi periodi, seppur con notevoli difficolta'.
Il team, diretto da Ren-He Xu, ha scoperto che una proteina conosciuta come fattore 2 di crescita del fibroblasto (FGF2), ricopre lo stesso ruolo di mantenimento dello stadio indifferenziato e capacita' di proliferazione. Lavorando sulle cinque linee embrionali a disposizione, i ricercatori sono riusciti a semplificare l'intero processo di sviluppo e controllo, garantendo una maggiore sicurezza delle linee stesse se dovessero entrare in contatto con l'organismo umano. "E' veramente una scoperta fondamentale", commenta James Thomson, professore di anatomia alla UW-Madison. "Permettera' ai ricercatori di risparmiare tempo e denaro nelle fasi di preparazione delle linee, fasi fra le piu' complesse e delicate. Clinicamente poi, l'uso di questa proteina elimina il rischio di contaminazione con agenti patogeni animali, rendendo piu' sicure le possibili applicazioni terapeutiche".
Un gruppo di ricercatori del WiCell Research Institute, con la collaborazione dei colleghi della University of Wisconsin-Madison, ha trovato un metodo di coltivazione che non prevede l'aggiunta di fattori di crescita animali, e che potrebbe eliminare i rischi di contaminazione dovuti a questo problema. Fino ad oggi infatti gli scienziati dovevano ricorrere a particolari cellule dei tessuti connettivi ottenute da embrioni di topi, i fibroblasti, che garantivano la sopravvivenza e lo sviluppo delle staminali embrionali. In particolare, questi fattori garantivano lo stadio "indifferenziato" delle cellule anche per lunghi periodi, seppur con notevoli difficolta'.
Il team, diretto da Ren-He Xu, ha scoperto che una proteina conosciuta come fattore 2 di crescita del fibroblasto (FGF2), ricopre lo stesso ruolo di mantenimento dello stadio indifferenziato e capacita' di proliferazione. Lavorando sulle cinque linee embrionali a disposizione, i ricercatori sono riusciti a semplificare l'intero processo di sviluppo e controllo, garantendo una maggiore sicurezza delle linee stesse se dovessero entrare in contatto con l'organismo umano. "E' veramente una scoperta fondamentale", commenta James Thomson, professore di anatomia alla UW-Madison. "Permettera' ai ricercatori di risparmiare tempo e denaro nelle fasi di preparazione delle linee, fasi fra le piu' complesse e delicate. Clinicamente poi, l'uso di questa proteina elimina il rischio di contaminazione con agenti patogeni animali, rendendo piu' sicure le possibili applicazioni terapeutiche".
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