Usa. Seattle: la marijuana e' gia' una "priorita' secondaria"
L'Attorney General della citta' di Seattle, Tom Carr, ha ribadito, dopo il capo della polizia Gil Kerlikowske, che il risultato del referendum cittadino non cambia le priorita' per le forze dell'ordine.
"Il semplice possesso di marijuana, inteso come uso a fini personali da parte di un adulto -ha detto Carr- ha gia' la bassa priorita' da parte delle forze dell'ordine".
I reati di semplice possesso, sono infatti meno dell'1% dei reati totali che sono passati dall'ufficio del procuratore Carr, circa 100 su 15.000 totali nel 2002, dato in netta discesa dai 143 del 2001, 199 nel 2000 e 212 nel 1999. La priorita' numero uno per Carr sembrano essere i casi di violenza familiare, che assorbono circa il 34% dei fondi destinati al suo ufficio, con circa 1500 casi. Altrettanti sono i casi di guida sotto l'effetto di alcool o droghe.
Secondo il portavoce della polizia, Duanne Fish, la maggior parte dei casi di semplice possesso di marijuana sono di tipo "incidentale", una persona viene trovata con la sostanza addosso mentre quando e' stata fermata per reati piu' gravi. La polizia della citta', inoltre, non conduce, sempre secondo Fish, operazioni apposite per fermare l'uso personale di marijuana, come avviene invece per le sostanze piu' pesanti, come eroina e cocaina, e quando qualcuno viene fermato, di solito la polizia si limita a scrivere il rapporto, denunciare il sospetto, e non si procede all'arresto. Continueranno, invece, come al solito i raid contro il traffico della marijuana, che, dice Fish "e' un reato ben piu' grave del possesso".
Per Fish, "le priorita' della polizia non sono cambiate, e il voto e' piu' che altro una vittoria per il movimento antiproibizionista che altro. Ma questo voto potrebbe mandare un messaggio sbagliato, e qualcuno potrebbe pensare che la polizia si volti dall'altra parte: noi non possiamo dire agli agenti di ignorare le leggi, il possesso e il consumo di marijuana resta illegale".
"Il semplice possesso di marijuana, inteso come uso a fini personali da parte di un adulto -ha detto Carr- ha gia' la bassa priorita' da parte delle forze dell'ordine".
I reati di semplice possesso, sono infatti meno dell'1% dei reati totali che sono passati dall'ufficio del procuratore Carr, circa 100 su 15.000 totali nel 2002, dato in netta discesa dai 143 del 2001, 199 nel 2000 e 212 nel 1999. La priorita' numero uno per Carr sembrano essere i casi di violenza familiare, che assorbono circa il 34% dei fondi destinati al suo ufficio, con circa 1500 casi. Altrettanti sono i casi di guida sotto l'effetto di alcool o droghe.
Secondo il portavoce della polizia, Duanne Fish, la maggior parte dei casi di semplice possesso di marijuana sono di tipo "incidentale", una persona viene trovata con la sostanza addosso mentre quando e' stata fermata per reati piu' gravi. La polizia della citta', inoltre, non conduce, sempre secondo Fish, operazioni apposite per fermare l'uso personale di marijuana, come avviene invece per le sostanze piu' pesanti, come eroina e cocaina, e quando qualcuno viene fermato, di solito la polizia si limita a scrivere il rapporto, denunciare il sospetto, e non si procede all'arresto. Continueranno, invece, come al solito i raid contro il traffico della marijuana, che, dice Fish "e' un reato ben piu' grave del possesso".
Per Fish, "le priorita' della polizia non sono cambiate, e il voto e' piu' che altro una vittoria per il movimento antiproibizionista che altro. Ma questo voto potrebbe mandare un messaggio sbagliato, e qualcuno potrebbe pensare che la polizia si volti dall'altra parte: noi non possiamo dire agli agenti di ignorare le leggi, il possesso e il consumo di marijuana resta illegale".
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