Usa. Seattle: e’ prioritario per la polizia perseguire i consumatori di marijuana?
Gli elettori voteranno, nel mese di settembre, se il possesso della marijuana diventi "l'ultima fra le priorita' delle forze dell'ordine". La questione, anche se non decriminalizza il possesso, e' interessante in quanto potrebbe favorire nuovi atteggiamenti verso le droghe. Il capo della polizia Gil Kerlikowske ha commentato che l'arresto per il possesso ad uso personale di marijuana non e', di fatto, una priorita' per la polizia locale, dunque la proposta non aggiunge nulla di nuovo. I propositori della Initiative 75 commentano che se la proposta non porta alcun cambiamento, la polizia e i pubblici ministeri non hanno nulla da preoccuparsi, ma essa permette agli elettori di indicare quali crimini ritengano importanti. "Date le limitate entrate fiscali ci interessa focalizzare l'attenzione sulla pubblica sicurezza e non sui consumatori di marijuana", cosi' si e' espresso Roger Goodman, direttore del King County Bar Association's Drug Policy Project e consulente per la campagna pro I-75.
La Sensibile Seattle Coalition, propositrice della legge ha il sostegno, tra gli altri, della American Civil Liberties Union di Washington, dell'associazione degli avvocati King County, della League of Women Voters of Seattle. Dominic Holden, tra i fondatori della sezione locale della NORML (National Organization for the Reform of Marijuana Laws), rigetta le accuse che la proposta favorirebbe il consumo delle droghe, infatti egli non e' un consumatore, ed essendo cresciuto nell'America centrale e' testimone della inefficacia e della violenza della "guerra alla droga".
Il responsabile della politica sulle droghe della Casa Bianca, John Walters, ha programmato un viaggio nella citta' per il prossimo 10 settembre, e c'e' gia' la dichiarazione di una rappresentante del suo ufficio: "La I-75 e' un esempio della direzione che sta prendendo il Paese, proprio ora che dobbiamo rinforzare i nostri sforzi contro la marijuana".
Mentre la questione solleva ampi dibattiti all'interno e fuori dello Stato, il sindaco Greg Nickels non ha ancora preso una posizione e la sua portavoce fa sapere che "Decidera' al momento del voto".
Nello Stato di Washington il possesso di 40 grammi o meno di marijuana e' un'infrazione punita con un massimo di 90 giorni di prigione e 1.000 dollari di multa, e nel 1998 fu approvato il consumo medico della sostanza.
La Sensibile Seattle Coalition, propositrice della legge ha il sostegno, tra gli altri, della American Civil Liberties Union di Washington, dell'associazione degli avvocati King County, della League of Women Voters of Seattle. Dominic Holden, tra i fondatori della sezione locale della NORML (National Organization for the Reform of Marijuana Laws), rigetta le accuse che la proposta favorirebbe il consumo delle droghe, infatti egli non e' un consumatore, ed essendo cresciuto nell'America centrale e' testimone della inefficacia e della violenza della "guerra alla droga".
Il responsabile della politica sulle droghe della Casa Bianca, John Walters, ha programmato un viaggio nella citta' per il prossimo 10 settembre, e c'e' gia' la dichiarazione di una rappresentante del suo ufficio: "La I-75 e' un esempio della direzione che sta prendendo il Paese, proprio ora che dobbiamo rinforzare i nostri sforzi contro la marijuana".
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Nello Stato di Washington il possesso di 40 grammi o meno di marijuana e' un'infrazione punita con un massimo di 90 giorni di prigione e 1.000 dollari di multa, e nel 1998 fu approvato il consumo medico della sostanza.
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