Usa. Senato approva costruzione del muro anti-immigrati
'Un segnale al mondo che il nostro confine non e' aperto, ma e' chiuso': cosi' il senatore repubblicano dell'Alabama Jeff Session ha commentato con soddisfazione l'approvazione al Senato della sua proposta della costruzione di una barriera lungo 370 miglia del confine tra Stati Uniti e Messico. Propaganda a parte, l'approvazione della misura in effetti viene considerata una 'merce di scambio' dai fautori di una riforma della legge sull'immigrazione che apra le porte alla regolarizzazione dei 12 milioni di immigrati.
Lo prova il fatto che la misura - che prevede il rafforzamento della barriera gia' esistente nei pressi di San Diego e la costruzione di un nuovo tratto di 300 miglia nel deserto dell'Arizona - e' stata approvata a stragrande maggioranza e che dimezza la lunghezza della barriera prevista dalla legge draconiana approvata a dicembre alla Camera, 700 miglia.
Per la coalizione bipartisan di senatori che stanno cercando di far approvare il compromesso, dopo il fallimento del mese scorso, la strada continua pero' ad essere in salita. Ed i conservatori ieri hanno registrato un'importante vittoria facendo approvare, per appena due voti, 50 a 48, un emendamento che esclude la possibilita' ai clandestini di fare domanda da soli per permessi di lavoro, senza avere il sostegno di uno 'sponsor'.
Non solo: e' passato un altro emendamento che blocca l'accesso ai nuovi permessi agli immigrati che risultano aver commesso anche piccole infrazioni o hanno ignorato un ordine di deportazione.
Insomma, l'obiettivo dei conservatori e' quello di restringere il piu' possibile l'apertura della porta alla regolarizzazione dei clandestini che la legge approvata al Senato dovrebbe aprire. Una strategia che mette a dura prova la pazienza dei democratici che hanno accettato di 'ingoiare' misure poco gradite per centrare l'obiettivo della regolarizzazione dei clandestini. 'Non voglio pregiudicare il risultato finale per alcune misure che non condivido - ha detto il senatore democratico Robert Menendez - alla fine la domanda da porsi e' 'avremo il cammino fissato per ottenere la cittadinanza'.
Lo prova il fatto che la misura - che prevede il rafforzamento della barriera gia' esistente nei pressi di San Diego e la costruzione di un nuovo tratto di 300 miglia nel deserto dell'Arizona - e' stata approvata a stragrande maggioranza e che dimezza la lunghezza della barriera prevista dalla legge draconiana approvata a dicembre alla Camera, 700 miglia.
Per la coalizione bipartisan di senatori che stanno cercando di far approvare il compromesso, dopo il fallimento del mese scorso, la strada continua pero' ad essere in salita. Ed i conservatori ieri hanno registrato un'importante vittoria facendo approvare, per appena due voti, 50 a 48, un emendamento che esclude la possibilita' ai clandestini di fare domanda da soli per permessi di lavoro, senza avere il sostegno di uno 'sponsor'.
Non solo: e' passato un altro emendamento che blocca l'accesso ai nuovi permessi agli immigrati che risultano aver commesso anche piccole infrazioni o hanno ignorato un ordine di deportazione.
Insomma, l'obiettivo dei conservatori e' quello di restringere il piu' possibile l'apertura della porta alla regolarizzazione dei clandestini che la legge approvata al Senato dovrebbe aprire. Una strategia che mette a dura prova la pazienza dei democratici che hanno accettato di 'ingoiare' misure poco gradite per centrare l'obiettivo della regolarizzazione dei clandestini. 'Non voglio pregiudicare il risultato finale per alcune misure che non condivido - ha detto il senatore democratico Robert Menendez - alla fine la domanda da porsi e' 'avremo il cammino fissato per ottenere la cittadinanza'.
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