Usa. Senato approva finanziamento per staminali embrionali. Bush pone il veto
Per la prima volta da quando e' alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha esercitato il suo diritto di veto rimandando al Congresso una legge che ripristinava finanziamenti federali alla ricerca staminale embrionale. Sostenuta sia dal partito repubblicano che da quello democratico la ricerca cellule ricavate da embrioni residui delle cliniche per la fecondazione artificale e' stata bocciata da Bush come "una manipolazione della vita e una violazione della dignità umane". Con queste dure parole il presidente ha aperto la sua lettera al Congresso nella quale dice di non volere consentire agli Stati Uniti di oltrepassare una "soglia morale" a suo avviso pericolosa.
"Se questo provvedimento fosse diventato legge -ha scritto Bush al Congresso- gli americani per la prima volta della storia avrebbero finanziato la distruzione deliberata di embrioni umani. Oltrepassare questa soglia sarebbe stato un grave errore e avrebbe incoraggiato senza necessità un conflitto tra scienza ed etica che avrebbe costituito un danno per entrambe e alla stessa nazione".
A chi sottolinea la pericolosità di tirare il freno su una branca della ricerca medica potenzialmente in grado di curare malattie che affliggono milioni di americani, Bush risponde con un auspicio, quello "che i ricercatori sperimentino nuove tecniche in grado di produrre cellule staminali versatili come quelle ricavate da embrioni senza contrastare i valori di una società giusta e umana". "Se dobbiamo trovare modi per progredire nell'etica della ricerca medica, allora dobbiamo anche essere determinati e respingere i modi sbagliati. Per questo esercito il veto su questa legge".
In precedenza Bush, nel pomeriggio di oggi, Bush aveva spiegato di fronte alle telecamere le ragioni della sua decisione. In una cerimonia alla Casa Bianca affollata di 19 "fiocchi di neve". In questo modo vengono designati bambini nati da embrioni residuo di terapie della fertilità e poi "adottati" da altre famiglie. "Ognuno di questi embrioni umani e' un essere umano unico con una dignità e un valore che non può essere eguagliato".
Il veto di Bush -uno dei poteri conferiti dalla Costituzione americana al presidente- potrebbe essere scavalcato con un nuovo voto dei due rami del Congresso ma la maggioranza qualificata dei due terzi di Camera e Senato, nonostante il largo consenso bipartisan sulla legge, non c'e'.
Esulta la destra ultrareligiosa, della quale Bush fa parte e che riceve un preziosissimo dono alla vigilia delle delicatissime elezioni politiche del novembre prossimo.
Come già accadde l'anno scorso quando il presidente salutò l'approvazione della legge alla Camera con la promessa di esercitare il veto, e' inevitabile che la mossa di oggi sollevi violente critiche. In particolare quella di ipocrisia.
La destra repubblicana e' contraria alla ricerca su cellule staminali embrionali ma non si oppone alla fecondazione artificiale. Le cliniche producono tuttavia una quantità di embrioni fertilizzati in vitro per ogni bambino destinato effettivamente alla nascita. Alcuni vengono distrutti perché i test indicano la presenza di malformazioni, alcuni vengono impiantati (generalmente più d'uno per aumentare le probabilità di successo della procreazione assistita). Quelli residuo possono essere congelati o distrutti, decidono i clienti. Sono pochissime tuttavia le coppie che accettano di donarli.
In una campagna elettorale delicatissima nella quale i repubblicani hanno un disperato bisogno dell'elettorato di ultradestra per mantenere il controllo del Congresso, la mossa di Bush e' potenzialmente molto rischiosa perché potrebbe alienare parte dei conservatori moderati.
Tra i principali promotori della ricerca staminale embrionale, negli Stati Uniti, c'e' l'ex first lady repubblicana Nancy Reagan. Quella dei finanziamenti federali alla ricerca e' inoltre la battaglia che "superman" Christopher Reeve e sua moglie Dana hanno combattuto fino alla morte.
Reazioni dalla comunita' scientifica mondiale al primo veto del presidente George W. Bush per proibire il finanziamento federale alle cellule staminali embrionali. Gli aggettivi utilizzati per qualificare il gesto vanno da "moralista", "ignorante", "ipocrita" fino ad "egoista". E' incredibile che idee religiose o morali si impongano sul progresso della conoscenza, e il risultato probabile sara' quello di dare un vantaggio a Paesi europei, e, soprattutto, a quelli asiatici come la Corea del Sud o la Cina.
Il veto della Casa Bianca non pregiudichera' solo la ricerca Usa ma anche lo stesso presidente. "Sospetto che che la storia non sara' benevola con questo veto", ha detto un repubblicano moderato come Chris Shays. "Credo che il presidente abbia agito con molta sincerita' nel vietare questo progetto, pero' e' ostaggio della sua stessa ideologia estremista".
"Questo ci pregiudichera'", ha ammesso il repubblicano Joe Pitts che ha appoggiato il veto, stessa impressione per il democratico Chuck Schumer che spiega come "tutti nel mondo conoscono qualcuno che avrebbe bisogno di questa legge".
Se il veto permettera' a Bush e al partito repubblicano di ingraziarsi i settori piu' conservatori del proprio elettorato, irritati per la politica in materia di immigrazione, per altri versi bisognera' vedere l'importanza della ricerca con le staminali alle prossime elezioni politiche di novembre.
"Se questo provvedimento fosse diventato legge -ha scritto Bush al Congresso- gli americani per la prima volta della storia avrebbero finanziato la distruzione deliberata di embrioni umani. Oltrepassare questa soglia sarebbe stato un grave errore e avrebbe incoraggiato senza necessità un conflitto tra scienza ed etica che avrebbe costituito un danno per entrambe e alla stessa nazione".
A chi sottolinea la pericolosità di tirare il freno su una branca della ricerca medica potenzialmente in grado di curare malattie che affliggono milioni di americani, Bush risponde con un auspicio, quello "che i ricercatori sperimentino nuove tecniche in grado di produrre cellule staminali versatili come quelle ricavate da embrioni senza contrastare i valori di una società giusta e umana". "Se dobbiamo trovare modi per progredire nell'etica della ricerca medica, allora dobbiamo anche essere determinati e respingere i modi sbagliati. Per questo esercito il veto su questa legge".
In precedenza Bush, nel pomeriggio di oggi, Bush aveva spiegato di fronte alle telecamere le ragioni della sua decisione. In una cerimonia alla Casa Bianca affollata di 19 "fiocchi di neve". In questo modo vengono designati bambini nati da embrioni residuo di terapie della fertilità e poi "adottati" da altre famiglie. "Ognuno di questi embrioni umani e' un essere umano unico con una dignità e un valore che non può essere eguagliato".
Il veto di Bush -uno dei poteri conferiti dalla Costituzione americana al presidente- potrebbe essere scavalcato con un nuovo voto dei due rami del Congresso ma la maggioranza qualificata dei due terzi di Camera e Senato, nonostante il largo consenso bipartisan sulla legge, non c'e'.
Esulta la destra ultrareligiosa, della quale Bush fa parte e che riceve un preziosissimo dono alla vigilia delle delicatissime elezioni politiche del novembre prossimo.
Come già accadde l'anno scorso quando il presidente salutò l'approvazione della legge alla Camera con la promessa di esercitare il veto, e' inevitabile che la mossa di oggi sollevi violente critiche. In particolare quella di ipocrisia.
La destra repubblicana e' contraria alla ricerca su cellule staminali embrionali ma non si oppone alla fecondazione artificiale. Le cliniche producono tuttavia una quantità di embrioni fertilizzati in vitro per ogni bambino destinato effettivamente alla nascita. Alcuni vengono distrutti perché i test indicano la presenza di malformazioni, alcuni vengono impiantati (generalmente più d'uno per aumentare le probabilità di successo della procreazione assistita). Quelli residuo possono essere congelati o distrutti, decidono i clienti. Sono pochissime tuttavia le coppie che accettano di donarli.
In una campagna elettorale delicatissima nella quale i repubblicani hanno un disperato bisogno dell'elettorato di ultradestra per mantenere il controllo del Congresso, la mossa di Bush e' potenzialmente molto rischiosa perché potrebbe alienare parte dei conservatori moderati.
Tra i principali promotori della ricerca staminale embrionale, negli Stati Uniti, c'e' l'ex first lady repubblicana Nancy Reagan. Quella dei finanziamenti federali alla ricerca e' inoltre la battaglia che "superman" Christopher Reeve e sua moglie Dana hanno combattuto fino alla morte.
Reazioni dalla comunita' scientifica mondiale al primo veto del presidente George W. Bush per proibire il finanziamento federale alle cellule staminali embrionali. Gli aggettivi utilizzati per qualificare il gesto vanno da "moralista", "ignorante", "ipocrita" fino ad "egoista". E' incredibile che idee religiose o morali si impongano sul progresso della conoscenza, e il risultato probabile sara' quello di dare un vantaggio a Paesi europei, e, soprattutto, a quelli asiatici come la Corea del Sud o la Cina.
Il veto della Casa Bianca non pregiudichera' solo la ricerca Usa ma anche lo stesso presidente. "Sospetto che che la storia non sara' benevola con questo veto", ha detto un repubblicano moderato come Chris Shays. "Credo che il presidente abbia agito con molta sincerita' nel vietare questo progetto, pero' e' ostaggio della sua stessa ideologia estremista".
"Questo ci pregiudichera'", ha ammesso il repubblicano Joe Pitts che ha appoggiato il veto, stessa impressione per il democratico Chuck Schumer che spiega come "tutti nel mondo conoscono qualcuno che avrebbe bisogno di questa legge".
Se il veto permettera' a Bush e al partito repubblicano di ingraziarsi i settori piu' conservatori del proprio elettorato, irritati per la politica in materia di immigrazione, per altri versi bisognera' vedere l'importanza della ricerca con le staminali alle prossime elezioni politiche di novembre.
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