Usa. Sperimentazione clinica sul lupus eritematosus con staminali
Il lupus eritematosus, una grave malattia autoimmunitaria, potra' forse essere guarito con un trapianto di staminali del midollo osseo.
La nuova prospettiva terapeutica e' suggerita dai risultati positivi di una sperimentazione clinica condotta al Northwestern Memorial Hospital di Chicago su un piccolo numero di pazienti con malattia farmaco-resistente, in gravissime condizioni e a rischio vita.
Il trapianto di staminali ha garantito un tasso di sopravvivenza a cinque anni dell'84 per cento, e' spiegato sul Journal of the American Medical Association, inoltre meta' dei pazienti a cinque anni dal trattamento risulta senza sintomi.
Il lupus eritematosus e' una delle malattie autoimmuni piu' gravi perche' il sistema immunitario 'impazzito' colpisce tutti gli organi determinandone alla lunga il collasso. Il lupus eritematosus colpisce soprattutto le donne, ci sono terapie per tenerla a bada ma non sempre hanno effetto. Gli scienziati hanno avuto l'idea che un trapianto autologo di staminali della linea del sangue (cellule emopoietiche), 'purificate' dalle cellule immunitarie malate, potesse guarire la malattia in quei pazienti piu' gravi che non traggono beneficio dai farmaci.
Cosi' i ricercatori, diretti da Richard Burt, hanno arruolato 48 pazienti in gravi condizioni. Prima di sottoporli a chemioterapia per eliminare le loro cellule immunitarie malate, i ricercatori hanno mobilizzato le loro cellule emopoietiche dal midollo al sangue e ivi le hanno raccolte e conservate. Dopo averle ripulite e separate da cellule immunitarie malate i clinici hanno reiniettato queste staminali nel sangue dei pazienti resi immunodeficienti con la chemioterapia. Le staminali trapiantate hanno ridato loro la funzione immunitaria ma li hanno protetti dall'azione impropria di quest'ultima garantendogli un controllo nei confronti della malattia.
Dato l'alto tasso di guarigione e di sopravvivenza senza malattia registrato tra i pazienti, gli esperti stanno progettando una nuova sperimentazione ma questa volta in doppio cieco per confrontare la terapia standard con il trapianto.
Se questo nuovo approccio possa rappresentare o meno un avanzamento definitivo rispetto alle terapie immunosoppressive oggi in uso contro la malattia, hanno concluso gli esperti, bisognera' stabilirlo con nuovi studi clinici.
La nuova prospettiva terapeutica e' suggerita dai risultati positivi di una sperimentazione clinica condotta al Northwestern Memorial Hospital di Chicago su un piccolo numero di pazienti con malattia farmaco-resistente, in gravissime condizioni e a rischio vita.
Il trapianto di staminali ha garantito un tasso di sopravvivenza a cinque anni dell'84 per cento, e' spiegato sul Journal of the American Medical Association, inoltre meta' dei pazienti a cinque anni dal trattamento risulta senza sintomi.
Il lupus eritematosus e' una delle malattie autoimmuni piu' gravi perche' il sistema immunitario 'impazzito' colpisce tutti gli organi determinandone alla lunga il collasso. Il lupus eritematosus colpisce soprattutto le donne, ci sono terapie per tenerla a bada ma non sempre hanno effetto. Gli scienziati hanno avuto l'idea che un trapianto autologo di staminali della linea del sangue (cellule emopoietiche), 'purificate' dalle cellule immunitarie malate, potesse guarire la malattia in quei pazienti piu' gravi che non traggono beneficio dai farmaci.
Cosi' i ricercatori, diretti da Richard Burt, hanno arruolato 48 pazienti in gravi condizioni. Prima di sottoporli a chemioterapia per eliminare le loro cellule immunitarie malate, i ricercatori hanno mobilizzato le loro cellule emopoietiche dal midollo al sangue e ivi le hanno raccolte e conservate. Dopo averle ripulite e separate da cellule immunitarie malate i clinici hanno reiniettato queste staminali nel sangue dei pazienti resi immunodeficienti con la chemioterapia. Le staminali trapiantate hanno ridato loro la funzione immunitaria ma li hanno protetti dall'azione impropria di quest'ultima garantendogli un controllo nei confronti della malattia.
Dato l'alto tasso di guarigione e di sopravvivenza senza malattia registrato tra i pazienti, gli esperti stanno progettando una nuova sperimentazione ma questa volta in doppio cieco per confrontare la terapia standard con il trapianto.
Se questo nuovo approccio possa rappresentare o meno un avanzamento definitivo rispetto alle terapie immunosoppressive oggi in uso contro la malattia, hanno concluso gli esperti, bisognera' stabilirlo con nuovi studi clinici.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti