Usa. Spot anti-marijuana a rischio
La campagna pubblicitaria della Casa Bianca contro le droghe e' in difficolta'. E il problema non sembra derivare da considerazioni sull'efficacia di questa campagna partita otto anni fa, ma dal fatto che la sua presenza mediatica e' molto al di sotto della soglia di visibilita'.Quando fu lanciata a livello nazionale nel 1999, il budget a disposizione era di 195 milioni di dollari l'anno, 150 dei quali destinati alla pubblicita' che avrebbe dovuto raggiungere il 90% degli adolescenti quattro volte la settimana. Ora i soldi a disposizione sono 99 milioni l'anno, con i costi della pubblicita' che continuano a salire su televisioni e giornali. Inoltre ci si domanda se quei soldi siano comunque spesi bene, in quanto la miriade di canali televisivi oggi disponibili via cavo o via satellite disperdono il target audience.
"E' ora che il Congresso si svegli e sostenga un programma che sta funzionando" ha detto lo zar anti-droga statunitense, John Walters. "Non c'e' alcuna scusa per non sostenerlo".
Anche alcuni critici della campagna pubblicitaria dicono che la scarsita' del finanziamento la condanna sicuramente al fallimento. Come spiega John Carnevali, un consigliere dell'amministrazione Clinton e ora consulente sulle politiche della droga, "Se il programma scompare, mi piacerebbe che sparisse per una buona ragione, come il fatto che non e' efficace".
Ma secondo Susan Nathan, direttrice della Media Knowledge at Universal McCann per mantenere i livelli di visibilita' mediatica originariamente proposti, oggi sarebbe necessario mezzo miliardo di dollari l'anno, una cifra molto alta.
Anche se c'e' stata una diminuzione del consumo di marijuana fra il ragazzi delle superiori negli ultimi anni, secondo il Governo, alcuni sostengono che cio' non dipenda in alcun modo dalla campagna pubblicitaria. Altri temono che i ragazzi che usano droghe illegali abbiano abbandonato la marijuana per passare all'abuso di farmaci.
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