Lunedì 8 giugno 2026
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Usa. Staminali adulte ed embrionali contro malattie neurodegenerative

AMERICHE - USA
Notizia ·
Le cellule staminali, sia embrionali che adulte, sono molto efficaci nel trattamento delle malattie neurodegenerative, perche' non agiscono semplicemente rimpiazzando tessuti danneggiati del sistema nervoso, ma 'riparano' diversi meccanismi coinvolti in questo tipo di patologie. La scoperta, per ora applicata soltanto sulle cavie e pubblicata dalla rivista Nature Medicine, viene dal primo studio mai eseguito in cui sono stati confrontati i due tipi di staminali.
I ricercatori del Burnham Institute for Medical Research di LaJolla, in California hanno utilizzato topi a cui era stata fatta sviluppare una malattia neurodegenerativa letale di natura genetica, dovuta all'assenza del gene che regola la produzione dell'enzima esosaminidasi. La carenza di questo enzima e' alla base di patologie rare come la malattia di Sandhoff e quella di Tay-Sachs, che colpiscono un nuovo nato su 5mila, ma questo modello e' spesso utilizzato anche per studiare il comportamento di malattie degli adulti come l'Alzheimer o il Parkinson. I topi malati sono stati curati prima con cellule staminali adulte di topo, e poi con cellule staminali umane, sia adulte provenienti dal sistema nervoso che embrionali. Dopo l'impianto delle staminali, in tutti e tre i casi, i sintomi delle malattie sono scomparsi, e l'aspettativa di vita delle cavie e' cresciuta fino al 70%.
Oltre a verificare l'efficacia del trattamento, i ricercatori sono riusciti ad avere un'idea del meccanismo di azione delle cellule. Una volta impiantate nella zona del cervello danneggiata dalla malattia, le staminali migrano in tutto il cervello, 'specializzandosi' in diversi ruoli: una parte rimpiazza il tessuto cerebrale, mentre un'altra si occupa delle connessioni tra i neuroni e della trasmissione degli impulsi nervosi, inoltre l'impianto sembra avere un certo effetto anche sulle infiammazioni che accompagnano queste patologie.
'Il nostro studio -spiega Evan Snyder, che ha coordinato la ricerca- dimostra per la prima volta che le cellule staminali agiscono con un meccanismo multiplo, e che contribuiscono anche a diminuire l'infiammazione nei processi degenerativi. Risultati ancora migliori si ottengono integrando la terapia con la somministrazione dell'enzima mancante, dando cosi' alle staminali una 'materia prima' su cui lavorare'.
Riguardo al confronto fra i vari tipi di staminali, il primo risultato e' stato che quelle umane si sono rivelate un po' piu' efficaci di quelle prelevate dai topi. 'Entrambi i tipi di staminali umane utilizzano gli stessi meccanismi multipli, entrambe senza effetti collaterali e senza bisogno di una terapia di immunosoppressione. Quelle embrionali pero' sono risultate piu' facili da far crescere e da ottenere in buona quantita''.
Al momento non ci sono cure per le malattie di Sandhoff e Tay-Sachs. 'Le cellule che abbiamo usato in questo studio - conclude il ricercatore - sono state cosi' efficaci sui topi che crediamo che i nostri risultati possano essere una base di partenza per effettuare dei trial su pazienti umani'.
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