Lunedì 8 giugno 2026
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Usa. Staminali adulte pluripotenti: risorse sconosciute ma preziose

AMERICHE - USA
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Il dott. Walter C. Low, professore universitario e neurochirurgo, ha condotto uno studio, pubblicato nell'edizione del 25 aprile della rivista Cell Transplantation, sulle proprieta' e le potenzialita' delle cellule staminali adulte pluripotenti.
Questo raro tipo di cellula, ha la funzione di generare nuove cellule che a loro volta produrranno globuli bianchi o rossi. Anche se sono ancora semi sconosciute, la loro presenza e' particolarmente attraente per gli scienziati, in quanto presentano caratteristiche simili alle staminali embrionali pur essendo adulte. "Uno dei problemi con le staminali embrionali e' che, quando vengono trapiantate, spesso hanno la tendenza a formare dei teratomi -crescita incontrollata di cellule che si sviluppano in denti, cartilagine o capelli- ad esempio", spiega il prof. Low. "Queste sono complicazioni che non vorremmo mai vedere nel caso trapiantassimo cellule nel cervello."
Gli scienziati sono ancora perplessi riguardo alle piene capacita' delle staminali adulte pluripotenti, anche perche' la loro scoperta risale ad appena un anno fa. Nell'organismo umano sono estremamente rare, nell'ordine di 1 su 1 milione di cellule del midollo osseo, e la loro espansione in vitro richiede tecniche sofisticate che ancora richiedono dei perfezionamenti.
In uno degli esperimenti compiuti su cavie animali, e' stata trapiantata una singola cellula in ogni embrione di topo. Due settimane dopo la nascita dell'animaletto, questo e' stato ucciso e sottoposto ad autopsia, e in particolare e' stato analizzato il cervello. "Ci aspettavamo di trovare li' le cellule", commenta Dirk Keene , autore dell'esperimento, "ma non ci aspettavamo di trovarne cosi' tante e cosi' diverse fra loro. Le cellule erano localizzate e pienamente incorporate in tutto il cervello" e hanno prodotto non solo neuroni, ma anche altri tessuti e cellule specifiche, come la mielina.
"Queste staminali adulte hanno la capacita' di differenziarsi nelle essenziali cellule del cervello di ogni mammifero", prosegue Low. "Potremo un giorno essere in grado di utilizzarle per la formazione di mielina, indispensabile nella cura della sclerosi multipla, o del morbo di Lou Gehrig, o del Parkinson."
Questi pero' sono solo i primi passi di una sperimentazione che richiedera' tempo e lunghe analisi prima di approdare a conclusioni terapeutiche. Tutto cio' che si conosce adesso e' che queste cellule hanno un potenziale, ma ci vorra' del tempo per spostare questo potenziale in concrete applicazioni mediche.
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