Usa. Staminali coltivate senza materiale animale
Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a far crescere in vitro cellule staminali umane senza usare alcun materiale animale nel terreno di coltura.
Il nuovo lavoro, riportato sulla rivista Nature Biotechnology, e' un passo cruciale nella ricerca sulle staminali perche' consente la crescita di queste cellule senza utilizzare prodotti animali che possono ospitare virus e altre potenziali fonti di problemi, e rappresenta un passo in avanti per la ricerca di possibili cure destinate ai malati di Alzheimer, Parkinson o diabete. Sinora, infatti, ottenere colture di staminali fuori dal corpo umano ha richiesto sempre un terreno di coltura preparato con una mistura di nutrienti, fattori di crescita e siero di derivazione animale. Per le staminali embrionali, in particolare, il materiale solitamente usato deriva da siero bovino ed embrioni di topo. Ma l'uso di questi terreni di crescita puo' rappresentare un rischio, specie per l'eventualita' di un contagio da virus che dall'animale possono passare all'uomo.
A escogitare il sistema di coltura alternativo ci ha pensato Tenneille Ludwig dell'University del Wisconsin a Madison in forze alla WiCell, una societa' impegnata nello sviluppo di nuovi terreni di coltura. Il primo a sperimentare il metodo e' stato James Thomson, professore di anatomia alla stessa universita' e anche il primo scienziato che e' riuscito a crescere cellule staminali embrionali in vitro 7 anni fa, e che ora ha annunciato di aver allevato per 7 mesi due linee di staminali umane. "E' la prima volta -ha detto- che e' stato per noi possibile ottenere linee di cellule in condizioni interamente controllate su un terreno che non contiene alcun prodotto animale". Per allevare le cellule i ricercatori della Wicell hanno messo a punto una 'ricetta' ben definita e con ingredienti unicamente umani.
Il nuovo lavoro, riportato sulla rivista Nature Biotechnology, e' un passo cruciale nella ricerca sulle staminali perche' consente la crescita di queste cellule senza utilizzare prodotti animali che possono ospitare virus e altre potenziali fonti di problemi, e rappresenta un passo in avanti per la ricerca di possibili cure destinate ai malati di Alzheimer, Parkinson o diabete. Sinora, infatti, ottenere colture di staminali fuori dal corpo umano ha richiesto sempre un terreno di coltura preparato con una mistura di nutrienti, fattori di crescita e siero di derivazione animale. Per le staminali embrionali, in particolare, il materiale solitamente usato deriva da siero bovino ed embrioni di topo. Ma l'uso di questi terreni di crescita puo' rappresentare un rischio, specie per l'eventualita' di un contagio da virus che dall'animale possono passare all'uomo.
A escogitare il sistema di coltura alternativo ci ha pensato Tenneille Ludwig dell'University del Wisconsin a Madison in forze alla WiCell, una societa' impegnata nello sviluppo di nuovi terreni di coltura. Il primo a sperimentare il metodo e' stato James Thomson, professore di anatomia alla stessa universita' e anche il primo scienziato che e' riuscito a crescere cellule staminali embrionali in vitro 7 anni fa, e che ora ha annunciato di aver allevato per 7 mesi due linee di staminali umane. "E' la prima volta -ha detto- che e' stato per noi possibile ottenere linee di cellule in condizioni interamente controllate su un terreno che non contiene alcun prodotto animale". Per allevare le cellule i ricercatori della Wicell hanno messo a punto una 'ricetta' ben definita e con ingredienti unicamente umani.
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