Giovedì 4 giugno 2026
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Usa. Staminali dell'uomo congelate per tornare fertili

AMERICHE - USA
Notizia ·
Congelare la fertilita' di un uomo. E' lo studio del professor Pasquale Patrizio, napoletano, dell'"Hospital University of Pennsylvania", pubblicato recentemente sulla rivista scientifica "Fertility and Sterility" e presentato al XXI Congresso Nazionale della Societa' italiana di fertilita' e sterilita' (Sifes). La ricerca illustrata durante il convegno di Sorrento (Napoli) organizzato dal professor Antonio Palagiano della Seconda Universita' degli Studi di Napoli, da' nuova speranza ai giovani malati di cancro, migliaia di uomini 'candidati' a divenire sterili in seguito a trattamenti chemio o radioterapici.
"Lo scopo principale della ricerca e' stato quello di potere aiutare in futuro i giovani colpiti da cancro prima della puberta' -ha spiegato il professor Patrizio. Aiutarli a conservare il loro potenziale riproduttivo dopo trattamento chemio o radioterapico. L'ottanta per cento dei soggetti colpiti da cancro prima della puberta', infatti, guarisce completamente, ma di questi un 20 per cento resta sterile. Un obiettivo che puo' essere perseguito attraverso due fondamentali tappe. La prima e' la possibilita' di effettuare una biopsia testicolare mirata ad isolare cellule staminali per poi congelarle. Ed e' quello che noi abbiamo fatto, per la prima volta, con risultati positivi". Vuol dire che e' possibile isolare queste cellule? "Non solo. Le abbiamo isolate, poi congelate e siamo riusciti persino a scongelarle: esse sopravvivono allo scongelamento. Da qui adesso partiamo per la seconda tappa dello studio. Dopo la guarigione del paziente occorre essere in grado di scongelare le stesse cellule per ritrapiantarle nei testicoli. In questo modo abbiamo conservato il potenziale riproduttivo del giovane che, appena guarito, puo' tornare ad essere fertile. Sano e normale sotto tutti i punti di vista".
Ma congelare le cellule staminali germinali maschili, congelare dunque la fertilita', puo' voler anche dire dare la possibilita' di 'trapiantare' materiale genetico di un uomo in un altro individuo. Ma su queste implicazioni etiche il professor Patrizio glissa e spiega che la ricerca e' mirata ad una terapia.
"Questa tecnica ha creato certamente un modello biologico per lo studio delle varie trasformazioni che queste cellule indifferenziate incontrano allorche' si trasformano in cellule germinali. E questo da un punto di vista scientifico e' di notevole importanza. Potremmo, ad esempio, cercare di capire come fare a moltiplicare queste cellule. Potremmo, ancora, capire anche perche' ci sono cellule staminali che non producono spermatozoi, e dunque la causa della sterilita' di alcuni uomini. Se volessimo poi proiettarci in un futuro 'molto futuro', per cosi' dire, potremmo anche pensare a terapie transgeniche per curare malattie genetiche con l'inserimento di geni corretti. Isolando la cellula staminale germinale di un uomo affetto da una qualsiasi malattia genetica, potremmo pensare di eliminare il gene malato per inserire poi quello corretto, evitando la trasmissione delle malattia ad un figlio. Ma per questo dobbiamo aspettare che si arrivi a capire come inserire i geni corretti".
Lo studio effettuato dal professor Patrizio nel laboratorio del professor Ralph Brinsten, ha gia' ottenuto il primo premio della Societa' americana di Medicina Riproduttiva.
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