Usa. Staminali e diabete: uno studio sui meccanismi di crescita del pancreas
Studiando le cellule staminali embrionali di alcuni topi, dei ricercatori dell'University of Wisconsin hanno identificato un potenziale sistema per controllare lo sviluppo del pancreas e la produzione di insulina.
Lo studio si e' rivolto principalmente alla lotta contro il diabete, ed e' stato pubblicato nel numero del 25 luglio della rivista Diabetes, edita dalla American Diabetes Association (ADA).
Secondo la ADA, solo negli Usa 17 milioni di persone soffrono di questa patologia; una percentuale di malati compresa fra il 5 e il 10 non raggiunge i 20 anni e presenta i sintomi del Diabete di Tipo 1. Questa forma si sviluppa quando il sistema immunitario distrugge le isole pancreatiche che regolano la produzione di insulina, e le persone che ne sono affette sono costrette ad iniettarsi quotidianamente gli ormoni di cui hanno bisogno.
E qui entrano in funzione le staminali. Secondo il dott.Jon Odorico, autore dello studio e chirurgo, potrebbero essere proprio le cellule staminali a determinare una soluzione definitiva. I ricercatori hanno analizzato la differenziazione delle staminali embrionali nei vari tipi di tessuti, focalizzandosi sui meccanismi di formazione e funzionamento del pancreas. E qui hanno notato che le staminali coltivate con il siero, senza altri fattori di crescita, divengono spontaneamente cellule del pancreas, in grado di produrre insulina e glucagone.
Gia' da subito era possibile vedere alcune differenze tra cellule che stavano diventano pancreatiche e quelle che si trasformavano in isole di Langerhans (responsabili della produzione di insulina). "Grazie a questo tipo di coltura e' stato possibile controllare la crescita delle staminali embrionali. In questo modo si potra' comparare lo sviluppo di un pancreas sano con uno malato, e agire laddove inizia l'anomalia", continua Odorico. Sara' possibile inoltre controllare meglio le cause che scatenato il diabete e comprendere il funzionamento del pancreas all'interno dell'organismo.
La ricerca e' stata finanziata dalla Roche Organ Transplant Research Foundation, dalla Juvenile Diabetes Research Foundation, dal NIH e ovviamente dai fondi per la ricerca della University of Wisconsin.
Lo studio si e' rivolto principalmente alla lotta contro il diabete, ed e' stato pubblicato nel numero del 25 luglio della rivista Diabetes, edita dalla American Diabetes Association (ADA).
Secondo la ADA, solo negli Usa 17 milioni di persone soffrono di questa patologia; una percentuale di malati compresa fra il 5 e il 10 non raggiunge i 20 anni e presenta i sintomi del Diabete di Tipo 1. Questa forma si sviluppa quando il sistema immunitario distrugge le isole pancreatiche che regolano la produzione di insulina, e le persone che ne sono affette sono costrette ad iniettarsi quotidianamente gli ormoni di cui hanno bisogno.
E qui entrano in funzione le staminali. Secondo il dott.Jon Odorico, autore dello studio e chirurgo, potrebbero essere proprio le cellule staminali a determinare una soluzione definitiva. I ricercatori hanno analizzato la differenziazione delle staminali embrionali nei vari tipi di tessuti, focalizzandosi sui meccanismi di formazione e funzionamento del pancreas. E qui hanno notato che le staminali coltivate con il siero, senza altri fattori di crescita, divengono spontaneamente cellule del pancreas, in grado di produrre insulina e glucagone.
Gia' da subito era possibile vedere alcune differenze tra cellule che stavano diventano pancreatiche e quelle che si trasformavano in isole di Langerhans (responsabili della produzione di insulina). "Grazie a questo tipo di coltura e' stato possibile controllare la crescita delle staminali embrionali. In questo modo si potra' comparare lo sviluppo di un pancreas sano con uno malato, e agire laddove inizia l'anomalia", continua Odorico. Sara' possibile inoltre controllare meglio le cause che scatenato il diabete e comprendere il funzionamento del pancreas all'interno dell'organismo.
La ricerca e' stata finanziata dalla Roche Organ Transplant Research Foundation, dalla Juvenile Diabetes Research Foundation, dal NIH e ovviamente dai fondi per la ricerca della University of Wisconsin.
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