Usa. Staminali: risorsa, difesa e conservazione della vita
"Le nostre stesse cellule staminali potranno diventare uno strumento terapeutico di difesa essenziale. Il mondo dopo l'11 settembre deve infatti affrontare una serie di pericoli nuovi, come le armi chimiche o le radiazioni nucleari".
Lo ha dichiarato Denis Rodgerson, professore emerito in patologia alla UCLA School of Medicine, e CEO della NeoStem Inc. In accordo con il Segretario alla Sicurezza Nazionale Tom Ridge, gli americani si sentono pressati dal rischio di azioni di guerra, incidenti di reattori nucleari o attacchi terroristici. Anche se gli effetti delle radiazioni sono variabili da organismo a organismo, e anche se tendenzialmente si sa come affrontarli, ci sono molte persone ancora, che indipendentemente dalle radiazioni, subiscono lesioni al midollo osseo e alla produzione di sangue. Il trapianto di cellule staminali in questi casi si rivela spesso l'unica soluzione, grazie anche alle nuove tecniche di estrazione, di conservazione e infusione.
Per quanto riguarda i trapianti allogenici (donatore diverso dal ricevente), gli ostacoli sono ancora molti. I donatori sono pochi, le percentuali di compatibilita' basse e il rischio di rigetto ( graft-versus-host desease) non e' stato ancora del tutto eliminato. L'alternativa e' l'autotrapianto, o trapianto di staminali autologhe. Quest'ultimo, secondo Rodgerson, deve diventare un procedimento culturalmente noto e accettato. E' indispensabile infatti creare delle banche che raccolgano campioni di staminali pronti all'uso per ogni paziente. Questa procedura oltretutto e' meno invasiva, meno dolorosa e meno costosa. Conclude Rodgerson: "Il National Institute of Heatlh concorda nel supporre che entro i prossimi vent'anni, le staminali diventeranno una pietra miliare della medicina. Questo modo di concepire le capacita' e le risorse del proprio corpo, e' estremamente importante per preservare ed estendere la vita."
Lo ha dichiarato Denis Rodgerson, professore emerito in patologia alla UCLA School of Medicine, e CEO della NeoStem Inc. In accordo con il Segretario alla Sicurezza Nazionale Tom Ridge, gli americani si sentono pressati dal rischio di azioni di guerra, incidenti di reattori nucleari o attacchi terroristici. Anche se gli effetti delle radiazioni sono variabili da organismo a organismo, e anche se tendenzialmente si sa come affrontarli, ci sono molte persone ancora, che indipendentemente dalle radiazioni, subiscono lesioni al midollo osseo e alla produzione di sangue. Il trapianto di cellule staminali in questi casi si rivela spesso l'unica soluzione, grazie anche alle nuove tecniche di estrazione, di conservazione e infusione.
Per quanto riguarda i trapianti allogenici (donatore diverso dal ricevente), gli ostacoli sono ancora molti. I donatori sono pochi, le percentuali di compatibilita' basse e il rischio di rigetto ( graft-versus-host desease) non e' stato ancora del tutto eliminato. L'alternativa e' l'autotrapianto, o trapianto di staminali autologhe. Quest'ultimo, secondo Rodgerson, deve diventare un procedimento culturalmente noto e accettato. E' indispensabile infatti creare delle banche che raccolgano campioni di staminali pronti all'uso per ogni paziente. Questa procedura oltretutto e' meno invasiva, meno dolorosa e meno costosa. Conclude Rodgerson: "Il National Institute of Heatlh concorda nel supporre che entro i prossimi vent'anni, le staminali diventeranno una pietra miliare della medicina. Questo modo di concepire le capacita' e le risorse del proprio corpo, e' estremamente importante per preservare ed estendere la vita."
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