Usa. Studio: la marijuana fa male alla memoria
La marijuana danneggerebbe la memoria. Secondo uno studio fatto su topi e pubblicato su Nature Neuroscience di dicembre, il principio attivo della marijuana, il THC (tetraidrocannobinoide), interferirebbe con l'attività sincronizzata dei neuroni dell'ippocampo. Lo affermano Gyoergy Buzsaki e colleghi, ricercatori della Rutgers University, New Brunswick, New Jersey, Usa.Normalmente i neuroni dell'ippocampo, regione cerebrale importante per la memoria, lavorano in gruppo per "accendere" , insieme, 4-10 volte al secondo, potenziali d' azione, o impulsi nervosi. Ma quando è stata iniettata nell'ippocampo dei topolini THC o una droga sintetica simile, gli scienziati hanno osservato che questa sincronizzazione s'interrompeva.
Sulla base di questi risultati i ricercatori sarebbero arrivati alla conclusione che le droghe pur non cambiando il numero totale di azioni potenziali prodotte, ne alterano però la loro tendenza a verificarsi nello stesso tempo.
Infatti, modelli animali ai quali era stata somministrata la droga e, quindi, con meno attività neurale sincronizzata, ai test di verifica della memoria mostravano una minore efficienza.
Questo, secondo gli scienziati, fa pensare che la presenza di attività neurale sincronizzata non solo è importante per la memoria, ma soprattutto per un normale funzionamento dell'ippocampo.
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