Usa. Studio: musica rap 'incoraggia' il consumo di droghe
Uno studio statunitense incastra il rap: la musica 'nera' per eccellenza esalterebbe l'uso di sostanze stupefacenti. Non solo. Col trascorrere degli anni, i capi d'accusa che gravano su questo genere principe della cultura hip hop si sarebbero fatti sempre piu' pesanti. Col passare delle stagioni sono infatti aumentati, nei testi dei rapper, i richiami all'uso di sostanze proibite, che nei pezzi passati alla radio rendono l'abuso sempre piu' glamour.A puntare il dito contro la musica rap e' uno studio dell'ateneo californiano di Berkeley, che ha passato in rassegna le piu' celebri canzoni del genere: ben 341 brani che hanno conquistato le luci della ribalta tra il 1979 e il '97. I risultati - pubblicati sulla rivista 'Addiction Research & Theory' - lasciano poco spazio ai dubbi, con i principi del rap che finiscono sul banco degli imputati. L'aumento dei richiami alle sostanze proibite, nelle loro canzoni, e' infatti aumentato in maniera esponenziale col passare degli anni.
Dall'analisi dei testi e' infatti emerso che tra il '79 e l'84 solo l'11% dei pezzi conteneva riferimenti alla droga. Ma alla fine degli anni '80 la percentuale saliva al 19%, fino a raggiungere un sonoro 69% dopo il 1993. E crescono, insieme ai richiami, le raffigurazioni positive che rendono l'uso di sostanze proibite decisamente 'cool', dunque potenzialmente attraente per i giovani ascoltatori.
"E' un trend allarmante - sottolinea Denise Herd, a capo dello studio - perche' gli artisti rap rappresentano un modello per i giovani, in particolare nelle aree urbane. In queste zone i ragazzi sono gia' a rischio e avrebbero bisogno di messaggi positivi provenienti dai media, non di modelli spregiudicati".
In passato, poi, non mancavano canzoni che assumevano un tono protettivo nei confronti del pubblico, mettendo in guardia dal pericolo legato all'uso di sostanze come crack e cocaina. Ma i pezzi di oggi, rivela lo studio californiano, esaltano e addirittura glorificano il consumo di droghe, in particolare marijuana. L'abuso di droghe viene rappresentato come un modello vincente, parte integrante e spesso irrinunciabile della cultura hip hop.
"E' un dato da brivido - sottolineano i ricercatori statunitensi - perche' i giovani, anche i bambini, ascoltano questa musica il piu' delle volte senza il controllo dei propri genitori. Dovremmo stare attenti anche alle canzoni che i nostri figli ascoltano, perche' i pericoli, come dimostra questa ricerca, possono insinuarsi subdolamente anche in radio".
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