Usa. Studiosi italiani e statunitensi per le staminali contro l'infarto
Le cellule staminali contenute nel cuore dei mammiferi adulti sono in grado di riparare l'organo da infarto. La scoperta, pubblicata sulla rivista Cell e' stata fatta da un gruppo di studiosi italiani e americani ed e' stata dimostrata per la prima volta sui ratti.
Negli animali ammalati, hanno spiegato Piero Anversa e Bernardo Nadal-Ginard del New York Medical College di Valhalla, sono state iniettate cellule staminali cardiache prelevate dal cuore dello stesso animale le quali, una volta iniettate, hanno generato un nuovo tessuto sano, ripristinando cosi' la funzione dell'organo.
"Il lavoro che pubblichiamo sulla rivista Cell condotto sui topi -afferma Anversa, raggiunto telefonicamente dall'agenzia Ansa nel centro dove lavora a New York- deve essere collegato ad un altro lavoro pubblicato 10 giorni fa sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences e che e' stato condotto sull'uomo. In questo studio abbiamo analizzato 36 casi di persone operate per restringimento (stenosi) dell'aorta; nel tessuto dell'aorta rimosso per l'intervento chirurgico di sostituzione valvolare abbiamo trovato cellule staminali in profonda rigenerazione miocardica, una cosa che non avevamo mai visto prima".
"Ma sui topi siamo andati piu' avanti -ha detto il ricercatore- per fare cio' che ancora non e' stato possibile fare sull'uomo: siamo riusciti cioe' ad isolare queste cellule le abbiamo messe a crescere in provetta e abbiamo dimostrato che queste cellule possono rinnovarsi, danno origine ad una crescita clonica cioe' uguale a se' stessa, e che sono multipotenti cioe' danno origine sia a cellule cardiache contrattili, sia a cellule vascolari che danno origine ai vasi coronarici".
I ricercatori hanno preso queste cellule staminali e le hanno reinserite nel cuore di ratti ammalati di infarto, riuscendo a riparare il loro cuore. "Questa e' la prima dimostrazione inequivocabile -dice Anversa- che il cuore del mammifero adulto possiede cellule staminali. Dunque il concetto del cuore come organo statico e' superato; e' un organo che si rigenera come la pelle, l'osso, il cervello".
"Da questi lavori -sottolinea lo scienziato italiano- emergono enormi potenzialita' di ricerca e cliniche applicabili nel settore della cardiologia". Con la collaborazione di un cardiochirurgo italiano , Roberto Bolli, dell'universita' di Louisville nel Kentuky partira' a breve una sperimentazione sull'uomo. "Dopo questi studi -ha detto Anversa- c'e' grande entusiasmo e si aprono grandi prospettive".
Ma c'e' una terza ricerca condotta da Anversa in collaborazione con il cardiologo italiano Attilio Maseri, ora all'Istituto San Raffaele di Milano: sulla rivista Circulation Research i due hanno dimostrato sull'uomo che l'invecchiamento del cuore dipende dalla cessazione del funzionamento delle cellule staminali cardiache; queste non vengono piu' prodotte in quantita' sufficiente per ripristinare quelle danneggiate.
"Ora il cuore deve essere visto come un organo con il suo normale ricambio (turn over) -aggiunge Anversa. E' ormai impensabile, e' contro la logica, pensare che funzioni per oltre cent'anni con le stesse cellule della nascita. Questa volta penso che riusciremo a sconfiggere questo dogma e soprattutto far capire ai cardiologi che il paradigma e' cambiato, ora si parla di organo che si autorinnova, come la pelle, l'osso".
Negli animali ammalati, hanno spiegato Piero Anversa e Bernardo Nadal-Ginard del New York Medical College di Valhalla, sono state iniettate cellule staminali cardiache prelevate dal cuore dello stesso animale le quali, una volta iniettate, hanno generato un nuovo tessuto sano, ripristinando cosi' la funzione dell'organo.
"Il lavoro che pubblichiamo sulla rivista Cell condotto sui topi -afferma Anversa, raggiunto telefonicamente dall'agenzia Ansa nel centro dove lavora a New York- deve essere collegato ad un altro lavoro pubblicato 10 giorni fa sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences e che e' stato condotto sull'uomo. In questo studio abbiamo analizzato 36 casi di persone operate per restringimento (stenosi) dell'aorta; nel tessuto dell'aorta rimosso per l'intervento chirurgico di sostituzione valvolare abbiamo trovato cellule staminali in profonda rigenerazione miocardica, una cosa che non avevamo mai visto prima".
"Ma sui topi siamo andati piu' avanti -ha detto il ricercatore- per fare cio' che ancora non e' stato possibile fare sull'uomo: siamo riusciti cioe' ad isolare queste cellule le abbiamo messe a crescere in provetta e abbiamo dimostrato che queste cellule possono rinnovarsi, danno origine ad una crescita clonica cioe' uguale a se' stessa, e che sono multipotenti cioe' danno origine sia a cellule cardiache contrattili, sia a cellule vascolari che danno origine ai vasi coronarici".
I ricercatori hanno preso queste cellule staminali e le hanno reinserite nel cuore di ratti ammalati di infarto, riuscendo a riparare il loro cuore. "Questa e' la prima dimostrazione inequivocabile -dice Anversa- che il cuore del mammifero adulto possiede cellule staminali. Dunque il concetto del cuore come organo statico e' superato; e' un organo che si rigenera come la pelle, l'osso, il cervello".
"Da questi lavori -sottolinea lo scienziato italiano- emergono enormi potenzialita' di ricerca e cliniche applicabili nel settore della cardiologia". Con la collaborazione di un cardiochirurgo italiano , Roberto Bolli, dell'universita' di Louisville nel Kentuky partira' a breve una sperimentazione sull'uomo. "Dopo questi studi -ha detto Anversa- c'e' grande entusiasmo e si aprono grandi prospettive".
Ma c'e' una terza ricerca condotta da Anversa in collaborazione con il cardiologo italiano Attilio Maseri, ora all'Istituto San Raffaele di Milano: sulla rivista Circulation Research i due hanno dimostrato sull'uomo che l'invecchiamento del cuore dipende dalla cessazione del funzionamento delle cellule staminali cardiache; queste non vengono piu' prodotte in quantita' sufficiente per ripristinare quelle danneggiate.
"Ora il cuore deve essere visto come un organo con il suo normale ricambio (turn over) -aggiunge Anversa. E' ormai impensabile, e' contro la logica, pensare che funzioni per oltre cent'anni con le stesse cellule della nascita. Questa volta penso che riusciremo a sconfiggere questo dogma e soprattutto far capire ai cardiologi che il paradigma e' cambiato, ora si parla di organo che si autorinnova, come la pelle, l'osso".
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