Mercoledì 10 giugno 2026
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Usa. Una tecnica che potrebbe rivoluzionare l'idea di staminali embrionali?

AMERICHE - USA
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Da quando il tema delle cellule staminali embrionali sembra essere diventato il tabu' dei cattolici e degli attivisti pro-life, gli scienziati ed i ricercatori si sono prodigati per trovare fonti alternative che potessero offrire le stesse potenzialita' degli embrioni.
E l'ultima idea proviene da una compagnia biotech del Maryland, la Stemron, che grazie ai suoi ricercatori, capeggiati dal dott. David Wininger, ha messo a punto una tecnica che potrebbe rivoluzionare l'idea di staminali embrionali. Si tratta di un metodo di riproduzione da sempre presente in natura in alcune specie animali, come insetti e rettili, e viene definito partenogenesi. In questo procedimento un uovo non fecondato contiene gia' in se' due coppie di cromosomi, e, spontaneamente, comincia a dividersi dando origine ad un embrione.
Attraverso degli stimoli chimici ed elettrici, si e' cercato di riproporre lo stesso meccanismo nei mammiferi, ma il risultato e' stato che l'embrione prodotto sopravvive solo per pochi giorni, dopo di che muore. Da qui l'idea: la partenogenesi produce embrioni che non potranno mai diventare esseri umani, quindi, verrebbero a mancare le motivazioni etiche che bloccano la creazione apposita di ovociti fecondati per l'estrazione e la coltivazione delle cellule staminali embrionali.
Resta comunque il fatto che per adesso, simili sperimentazioni sono state effettuate su embrioni di scimmie, che appaiono piu' vicine all'uomo come struttura biologica, ma su embrioni umani non si hanno ancora risultati definitivi. Le uniche risposte sono appunto quelle fornite dal team di Wininger, che e' riuscito a far crescere l'embrione fino allo stadio di blastocisti. Il passo successivo a questo punto, e' isolare le staminali e coltivarle per creare delle vere e proprie linee.
Dagli esperimenti sulle scimmie, condotti dal dott.Kent Vrana, della Wake Forest University School of Medicine (Carolina del Nord), e' emerso che dopo un lungo tempo di espansione, le linee ottenute apparivano esattamente identiche a delle normali linee di staminali embrionali. "Nessuna differenza e' visibile in base ai criteri di analisi da noi utilizzati", ha dichiarato Vrana.
Le sperimentazioni sono comunque ancora ad una fase iniziale. Ancora non si sa se, ad esempio, una volta differenziate, le cellule sviluppatesi funzionino correttamente e normalmente. Ma gli scienziati sono ottimisti e sperano di poter analizzare a fondo le promettenti prospettive di questo meccanismo.
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