Venerdì 5 giugno 2026
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Usa. Thomas Zwaka e il gene targeting

AMERICHE - USA
Notizia ·
Thomas Zwaka, il medico tedesco dell'Universita' di Ulm che lavora nell'Universita' del Wisconsin e' intervistato da Emma Trenti Paroli sul settimanale "L'Espresso" (27 febbraio 2003), e spiega il "gene targeting": intervenire sui geni delle cellule staminali per ottenere organi da trapiantare, senza distruggere embrioni.
"Con il gene targeting pensiamo di poter creare linee di staminali donatrici universali da utilizzare nei trapianti senza rischio di rigetto. Il sistema immunitario di un paziente puo' infatti attaccare e distruggere le cellule staminali cosi' come qualsiasi altro organo trapiantato. Ma alcuni studi indicano la possibilita' di modificare geneticamente nelle cellule staminali umane i fattori che determinano la compatibilita' cellulare, per diminuire il loro livello di espressione, oppure addirittura per sostituirli con i fattori caratteristici del paziente, il cui organismo quindi accetterebbe le nuove cellule come proprie". (.)
"La chiave di tutto e' capire quali sono i segreti che rendono così speciali le cellule staminali dell'embrione: perche' riescono a differenziarsi in tutti i tipi di tessuti, quali geni si esprimono in esse e sono responsabili della loro plasticita', quali proteine o lipidi influenzano il loro stato di pluripotenza. Adesso che possiamo studiarle meglio, forse riusciremo a riprogrammare il nucleo delle cellule staminali dell'adulto rendendole plastiche e pluripotenti come quelle dell'embrione. Cosi' non ci sara' piu' bisogno di usare cellule estratte da embrioni umani, di crearli o di distruggerli". (.)
". I nostri esperimenti si stanno percio' concentrando su metodi per introdurre nelle staminali un marcatore genetico specifico di un determinato tessuto. Così, ad esempio, speriamo di riuscire a identificare immediatamente le cellule staminali che daranno origine ai neuroni produttori di dopamina (per la cura del Parkinson), oppure alle cellule pancreatiche (per la cura del diabete mellito), o alle cellule cardiache".
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